Nella Prefazione al Dizionario di marina (p. XV), a firma di Guglielmo Marconi, presidente della Reale Accademia d’Italia, è presente una nota relativa alle voci orientali del vocabolario che recita:
Per questi termini ci è stata utile la revisione sulle bozze di stampa del professor C. Tagliavini.
Non sorprende la presenza del glottologo all’interno di questo progetto: tale scelta è giustificata dall’importanza ricoperta dallo studioso che si occupò lungo tutto il corso della sua vita di linguistica romanza, albanese, ungherese, rumena, bulgara, africana etc., volgendo le sue ricerche in particolare verso le aree marginali. Poco più che ventenne contribuì in modo significativo alla classificazione delle lingue del mondo: i suoi studi, che coprono aree geografiche estese sui quattro continenti, hanno dimostrato la sua profonda conoscenza scientifica nel campo della linguistica, facendolo emergere come uno dei principali esperti del campo. Egli infatti è stato uno dei collaboratori più attivi della sezione Linguistica dell’Enciclopedia italiana (EI) pubblicata tra il 1929 e il 1937. Dal suo coinvolgimento al progetto, tramite l’invito di partecipazione del 1925 da parte di Giovanni Gentile (Giovanni Gentile, Lettera dattiloscritta a Carlo Tagliavini, 7 aprile 1925, su carta int. EI, Archivio Privato Tagliavini, c. 1r; ora in Grassano 2020, p. 764), fino alla pubblicazione dell’Enciclopedia, dimostrò un impegno costante e appassionato, continuando a contribuire attivamente anche dopo la morte del suo maestro Alfredo Trombetti nel 1929. E fu proprio Trombetti, nel 1925, a suggerirne il nome a Giulio Bertoni:
Io potrei proporre in seguito alcuni collaboratori italiani e stranieri. Noi […] abbiamo il Dr. Tagliavini, mio discepolo, molto giovane ma studiosissimo, al quale si potrebbero affidare vari argomenti di linguistica e filologia balcanica.
(Alfredo Trombetti, Lettera manoscritta a Giulio Bertoni, 29 aprile 1925, Archivio Bertoni, fasc. Trombetti Alfredo, c. 4v; ora in Grassano 2020, p. 768).
Tuttavia, alcuni documenti, presenti nell’Archivio Privato Tagliavini, dimostrano che il giovane glottologo era già noto e apprezzato da Bertoni almeno fin dal 1923 (Giulio Bertoni, Cartolina manoscritta a Carlo Tagliavini, 22 dicembre 1923, Archivio Privato Tagliavini, c. 1r; ora in Grassano 2020, p. 768).
Infatti, proprio questo rapporto di amicizia e di stima reciproca, dichiarato dallo stesso Tagliavini anni più tardi: «caro collega e amico» (Carlo Tagliavini, Storia della linguistica, Bologna, Pàtron, 1963, p. V), farebbe presumere che potrebbe essere stato proprio Giulio Bertoni a richiedere la sua presenza come revisore nel Dizionario di marina, già prima dell’indicazione di Trombetti.
Carlo Tagliavini nacque a Bologna il 18 giugno 1903, dove morì il 31 maggio 1982 a seguito di una malattia che lo aveva colpito all’inizio degli anni Settanta. La madre, Silvia Albertoni, insegnante di lettere, scrittrice, poetessa e corrispondente della rivista “Cordelia”, si impegnò per offrire al figlio un elevato e precoce grado di istruzione, così che Tagliavini divenne presto un enfant prodige concentrato fin da giovanissimo sullo studio delle lingue, della musica e della stenodattilografia. L’evento casuale che segnò una svolta importante nella carriera dello studioso fu l’amicizia tra la madre e una colta signora rumena, la quale, notando la precocità di apprendimento di Carlo, lo aiutò a imparare il rumeno. Egli si appassionò subito a tale lingua, alla relativa letteratura e cultura tanto che, ancora studente, conobbe Ion Bianu (1856-1935), uno dei massimi filologi rumeni che lo spronò a pubblicare il frutto delle sue prime ricerche. Nel frattempo, durante gli anni dell’Università di Bologna, il giovane divenne allievo del celebre glottologo bolognese Alfredo Trombetti, che lo avviò allo studio scientifico e comparativo delle lingue del mondo. Durante gli studi, Tagliavini aveva dato già alle stampe vari articoli e recensioni di letteratura e di lingua rumena, ai quali si accompagnò l’Antologia rumena. A queste opere vanno aggiunti altri contributi sullo studio delle lingue ladine e alpine, alcune ricerche di americanistica e su vari aspetti della linguistica generale comparata. In questo periodo collaborò anche alla redazione del Dizionario di marina, pubblicato nel 1937, che divenne rapidamente un testo di riferimento fondamentale per gli studi storici sul lessico marinaresco tradizionale italiano.
Alla fine del 1929 Tagliavini ricoprì la cattedra di linguistica romanza presso l’ELTE (Eötvös Loránd Tudományegyetem) di Budapest, che lasciò nel 1935 per un incarico a Cagliari, e poco dopo venne chiamato a Padova dove insegnò ininterrottamente fino al 1973. Venne nominato anche membro del comitato nazionale per le scienze storiche, filosofiche e filologiche del CNR. Di grande prestigio la sua elezione intorno al 1930 a membro dell’Accademia Rumena, rinnovata nel secondo dopoguerra dalla Repubblica Socialista di Romania. Nel 1938 pubblicò in tedesco la sua grammatica rumena, la Rumanische Konversations-Grammatik, seguita dalla Grammatica elementare della lingua portoghese e, sempre nello stesso anno, Studiamo dasoli l’inglese. Importanti manuali generali a fini didattici sono: L’introduzione allaglottologia, specie nella quinta edizione in due volumi (1966), e Le origini delle lingue neolatine. Introduzione alla filologia romanza (1972).
Negli ultimi anni della sua carriera accademica diresse i suoi interessi anche verso la fonetica e l’ortoepia, come dimostrano il fortunato testo La corretta pronuncia italiana (1965) e la prima edizione del Dizionario d’ortografia e di pronunzia (1969), realizzata in collaborazione con Bruno Migliorini e Piero Fiorelli e pubblicata da RAI Eri. Il lavoro, accolto fin da subito da un largo consenso, è rivolto a tutti coloro che, per professione, necessitino di un manuale di pronuncia e ortografia che contenga informazioni non solo sul vocabolario generale ed i nomi propri della lingua italiana, ma anche neologismi e parole straniere, risultando particolarmente utile per gli annunciatori RAI.
La sua ultima opera, in collaborazione con Teresa Cappello, il Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani (1981), ripubblicato nel 2017 in edizione digitale con prefazione di Paolo D’Achille, si rivelò un repertorio utilissimo ai fini pratici e per ulteriori approfondimenti nello studio dei nomi locali italiani.
Nota bibliografica