Il sito della Lingua del mare è la prima tappa di un percorso avviato dall’Accademia della Crusca per valorizzare e rendere fruibili in rete materiali, editi e inediti, relativi alla marineria e alla pesca con l’obiettivo di diffondere il sapere marittimo attraverso la conoscenza del lessico e della sua storia. Il progetto nel suo complesso è stato presentato nella tornata accademica “Parole del mare” il 26 ottobre 2021.
Il lessico tecnico della nostra lingua è presente nei dizionari generali e, con maggiore ricchezza, nei dizionari settoriali che registrano termini ed espressioni di ambiti specialistici del sapere (tecnico, scientifico, professionale).
Nel panorama della lessicografia dedicata alla lingua del mare, che copre diversi secoli, i dizionari settoriali pubblicati nella prima metà del Novecento sono particolarmente significativi perché si aprono alle novità tecniche e, di conseguenza, alla registrazione dei neologismi. Le innovazioni interessano la marina mercantile e la marina militare, e anche la marina da pesca partecipa all’ammodernamento. Si passa, seppure in modo non generalizzato, dalla navigazione a vela, a quella a vapore, alla navigazione a motore e la lingua deve dotarsi di parole nuove per designare, ad esempio, le imbarcazioni che adottano il nuovo sistema di propulsione; così col prefissoide moto- si formano, fra la fine degli anni Dieci e gli anni Trenta, motobarca, motonave, motopeschereccio, motoscafo, motoveliero e da motore si formano il nome di mestiere motorista, nel nostro caso navale, e di un combustibile motorina ‘nafta’.
Questi e altri neologismi vengono registrati, in tempo reale, dal Dizionario di marina medievale e moderno, pubblicato dall’Accademia d’Italia nel 1937. Dunque quest’opera lessicografica, che permette di misurare i successivi cambiamenti del lessico marinaresco, inizia il nostro percorso virtuale nei dizionari del XX secolo.[1]
Pianificato con metodo scientifico per rispondere all’esigenza di rappresentare la stratificazione storica del lessico marinaresco, la componente dialettale che ne è parte integrante, e l’uso contemporaneo, il Dizionario di marina medievale e moderno, oltre che storico ed etimologico, è «entro i limiti del possibile, completo dei termini marinareschi attuali con nuovi e ricchi spogli di termini dialettali» (Giulio Bertoni, Prefazione, p. XII).
Per le caratteristiche dell’impianto, per la varietà e la ricchezza delle parole registrate, di cui si segnala l’appartenenza geografica o il livello d’uso, per l’attenzione a tutti i sottosettori che rendono complessa la lingua del mare (meteorologia, ingegneria navale, meccanica, ecc.), si è ritenuto che il Dizionario di marina fosse un punto di riferimento nella costruzione di un sapere specialistico che apparentemente, in alcune sue componenti, appartiene alla lingua di tutti i giorni: chi di noi non usa la parola manovra o il verbo manovrare in senso generico, anche al solo riferimento all’auto (fare manovra) e in quello figurato (manovra finanziara)? Basta navigare nel Dizionario e cercare manovra per scoprire che l’uso comune non ci permette di capire che cos’è la manovra in marina o che significato attribuire a manovra dormiente.
[1] Si ringrazia l’Accademia dei Lincei e il Direttore della biblioteca Dottor Marco Guardo per aver autorizzato l’Accademia della Crusca e la responsabile del progetto a digitalizzare il Dizionario di marina.