Il Dizionario è corredato di 58 tavole associate ad altrettanti lemmi [IMMAGINE 1].
Non si hanno molte informazioni a questo riguardo e in archivio si trova una minuta, senza data, del Vice Cancelliere dell’Accademia, che sembra indirizzata a Giulio Bertoni e che tratta, appunto, delle tavole. Il Vice Cancelliere informa, sottolineando che il destinatario ne è già a conoscenza, della deliberazione del Consiglio Accademico a favore dell’inserimento delle figure nel Dizionario, comunica la disponibilità della tipografia e dello stabilimento zincografico e raccomanda di eseguire tavole «che non superino complessivamente la somma di Lire Cinquemila, compresa la carta e la stampa» (Reale Accademia d’Italia, Archivio Nord Italia, Ufficio pubblicazioni, busta 10, fasc. 35). Viene inoltre «manifestato il desiderio» che il volume contenga l’indice delle tavole secondo l’ordine alfabetico delle voci a cui si riferiscono, corredate di numero e di pagina. In realtà l’indice realizzato per la stampa segue tacitamente l’ordine alfabetico, le tavole sono fuori testo, numerate in ordine di apparizione (numeri romani) e non si esplicita il lemma a cui sono collegate.
È il 27 ottobre del 1937 quando il tipografo Aristide Staderini inserisce nel suo preventivo che il Dizionario è «costituito di 1200 pagine» (di fatto poi 1366) «con imbragatura di 40 tavole inserite nel testo» (di fatto poi 58) (Archivio della Reale Accademia d’Italia, busta 11, fasc. 43).
Nel maggio, indipendentemente da quando viene posto il problema delle tavole, si doveva essere abbastanza indietro, almeno per i disegni riguardanti le navi mercantili, se il Vice Presidente Anziano Carlo Formichi scrive alla Direzione Generale del Ministero delle Comunicazioni per chiedere «i facsimili (in scala ridotta) delle sezioni diametrali e longitudinali e orizzontali di piroscafi di linea e piroscafi da carico». È interessante la precisazione «possibilmente di tipo più recente» [IMMAGINE 2] perché è in linea con quanto è stato già rilevato (Il titolo), cioè mostrare lo stato attuale della marineria (Copia della lettera, Roma, 18 maggio 1937, Reale Accademia d’Italia, Archivio Nord Italia, busta 9, fasc. 40). La lettera non sortisce effetto e circa un mese dopo viene scritto di nuovo, proponendo, per accorciare i tempi, un incontro «conclusivo» fra una persona di fiducia della Direzione e il revisore tecnico Comandante Augusto De Januario.
Evidentemente la situazione si sblocca, o viene fatto altrimenti, dato che la Tavola XXXVI riporta la sola sezione longitudinale di un piroscafo per passeggeri, tratta da Notizie sulla Marina (Ministero della Marina, Direzione generale del personale e dei servizi militari, Roma, 1935). Altre immagini sono riproduzioni di testi, per lo più presenti in bibliografia e recenti, come le Tavole XXXVII-XL dei Porti di Fiume, di Genova, di Napoli e di Trieste, tratte da Giorgio Roletto, Porti Cantieri e navi d’Italia, Brescia, Vannini 1934.
Il corredo iconografico è stato certamente apprezzato anche per il valore didattico se, anni dopo, quando la Lega Navale ha ormai deciso di pubblicare la seconda edizione del Vocabolario marinaresco del Comandante Carlo Bardesono di Rigras, curata e ampliata dal Capitano di vascello Edoardo Semmola, il Commissario Aleramo Tornielli di Crestvolant chiede alla Presidenza dell’Accademia l’autorizzazione a riprodurre le Tavole con la dichiarazione della fonte (Lega Navale, Roma, 4 dicembre 1943, Archivio della Reale Accademia d’Italia, busta 9, carte classificate Nord pos. 25, 1943-1944). Comunque, il Vocabolario di Bardesono (1932) già conteneva 23 tavole fuori testo. La risposta positiva viene da Firenze (dove l’Accademia d’Italia si era appena spostata), in data 4 gennaio 1944, e si raccomanda la citazione (Archivio della Reale Accademia d’Italia, busta 9, carte classificate Nord pos. 25, 1943-1944). La riedizione che, come sottolinea Tornielli di Crestavolant nella lettera di richiesta, è destinata alla divulgazione dei termini marinareschi soprattutto fra i giovani, viene collegata, dallo stesso Tornielli nella presentazione, al Dizionario dell’Accademia d’Italia:
Nell’esecuzione del suo lavoro, il Comandante Semmola si è valso largamente dell’ausilio del Dizionario di Marina medievale e moderno, edito nel 1937 dall’Accademia d’Italia, opera invero pregevole per ampiezza di svolgimento e per ricchezza di notizie. La pubblicazione di un tale Dizionario ha rappresentato una tappa fondamentale per la conoscenza del linguaggio marinaresco; tuttavia esso, per motivi su esposti, non esclude come opera, per così dire, complementare, la pubblicazione di questo Vocabolario, il quale, di molta minor mole e di minor costo, vuol essere un pratico manuale per quel vasto pubblico italiano che si interessa alle cose marinare (Prefazione alla seconda edizione, in “Italia Marinara”, gennaio 1944)
In un certo modo, il cerchio delle relazioni fra Lega Navale e Accademia a proposito della collaborazione in ambito lessicografico, si chiude nel nome del Comandante Carlo Bardesono: autore del Vocabolario marinaresco con illustrazioni fuori testo, premiato dall’Accademia d’Italia, revisore del Dizionario di marina, infine omaggiato dalla Lega Navale con un’edizione postuma, ampliata e corredata di Tavole tratte da quel Dizionario a cui aveva prestato con sollecitudine e grande coinvolgimento la sua competenza.
[IMMAGINE 1]Tavola VIII Pennelli da segnali del Codice internazionale.
[Foto Alessio Misuri].
Tavola LVIII. Motonave bananiera dei Cantieri Riuniti dell’Adriatico.
Il Dizionario, al lemma bananiera, pone l’accento sulle recenti acquisizioni di nuove imbarcazioni: «le due prime bananiere (motonavi) sono state costruite dallo stato nel 1937».
Vedi Tavola del Dizionario.