La copertina: storia. Una scelta quasi “marina”

Per un dizionario dedicato al mare ci attendiamo una copertina azzurra, di una qualche tonalità di azzurro, ché il mare è un campionario di colori: dal blu all’azzurro, al verde e anche al grigio fino al nero, a seconda di molti fattori sui quali non è il caso di soffermarsi, ricorrendo a complesse spiegazioni scientifiche.
L’idea dominante è che il mare sia “azzurro” e dunque la copertina di un dizionario dovrebbe evocarne il colore. Ma non è proprio così. Del resto Il Vocabolario marino e militare di Alberto Guglielmotti (1889) ha la copertina in rosso e oro e, azzurro blu e oro sono solo nella ristampa del 1987, invece il Vocabolario marinaresco del Conte Carlo Bardesono di Rigras è di un blu chiaro nella riedizione del 1998, in linea con la prima edizione della Lega Navale (1932), a sua volta preceduta nella scelta dello stesso colore dal Dizionario del mare (1931) di Guido Bustico.
La scelta del tipo di tela e, soprattutto, del colore della copertina per il Dizionario di marina medievale e moderno non è immediata e le diverse proposte dello stampatore vengono discusse o semplicemente rifiutate. L’Accademia d’Italia si rivolge allo stabilimento poligrafico romano fondato da Aristide Staderini e diretto dai figli, la cui attività comprendeva tipografia e legatoria. Già un anno prima della pubblicazione, il 24 settembre 1936, la ditta Staderini invia un preventivo per la pubblicazione di 500 copie del «Dizionario nautico» [IMMAGINE 1]. Altre quattro lettere, conservate sempre all’Archivio della Reale Accademia d’Italia, testimoniano la relazione tra lo “Stabilimento Aristide Staderini” e l’Accademia stessa e trattano della legatura di 1000 copie del «dizionario nautico» (così nelle prime lettere). Nella lettera del 20 maggio 1937, lo stampatore propone una «mezza tela linone bleu Savoia, con diciture in oro sul dorso»; Staderini aveva inviato un campione della tela che viene rimandato rapidamente indietro con giudizio negativo da parte del Vice Cancelliere: «Essa [la tela] non corrisponde alle nostre esigenze, essendo di qualità troppo scadente. Occorre una qualità molto più solida. Inoltre non va il colore. Vi preghiamo attenervi al grigio» (21 maggio 1937). Bocciato subito il colore che poi, conosciuto anche come azzurro Savoia o blu/azzurro d’Italia, è quello delle divise sportive delle squadre nazionali, Staderini, a breve, propone una rilegatura in piena tela bukram, color rosso bulgaro, con diciture in oro sul dorso e sul piano (1° giugno 1937). Si tratta di una copertina più robusta perché tutta in tela e non, come nella prima proposta, con il solo dorso e gli angoli di tela (mezza legatura). Del resto il Dizionario è previsto in un unico volume e, come segnala Staderini nell’ultimo preventivo, di 1200 pagine con 40 tavole, dunque dovrà essere resistente. La stessa tela bukram o buckram è in puro cotone e più pesante del linone.
Siamo già in autunno e il Dizionario dovrà uscire entro l’anno, quando nel preventivo di spesa Staderini propone quella che sarà poi la veste definitiva del Dizionario: si ritorna al linone, però in piena tela, e il colore sarà verdino (lettera del 27 ottobre 1937) [IMMAGINE 2]. E a ben guardare è comunque una delle possibili colorazioni del mare, come i compilatori del Dizionario di marina spiegano alla voce tinta, facendo riferimento all’Enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti, dell’Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani (vol. XXV, 1935, p. 152):

La colorazione del mare normalmente (a prescindere dai fenomeni di riflessione dipendenti dal colore del cielo) è azzurra o verde-azzurra, con varie tonalità a seconda della salsedine, della temperatura, del contenuto in plancton. In generale gli oceani a latitudini intertropicali sono decisamente azzurri, salvo eccezioni corrispondenti spesso ad aree costiere o percorse da correnti fredde. A latitudini medie e alte il colore tende sempre più verso il verde. Colorazioni eccezionali, come lattee, sanguigne, giallastre, grige, che si riscontrano solo localmente (con le quali sono talora connessi i nomi di alcuni mari), derivano o dall’afflusso di materiali di origine continentale o ancora dalla presenza di grandi masse di microorganismi.

Ecco il risultato finale nell’immagine.


La copertina definitiva del Dizionario di marina medievale e moderno, copia conservata nella Biblioteca dell’Accademia della Crusca. 
[Foto Alessio Misuri].



[IMMAGINE 1]

Lettera di Aristide Staderini dell’omonima tipografia alla Reale Accademia d’Italia (Roma, 24 settembre 1936). 
[Reale Accademia d’Italia, Archivio Nord Italia, Ufficio pubblicazioni, busta 1, fasc. 3].

[IMMAGINE 2]


Lettera di Aristide Staderini dell’omonima tipografia al Vice Cancelliere della Reale Accademia d’Italia Antonio Bruers (Roma, 27 ottobre 1937). 
[Reale Accademia d’Italia, Archivio Nord Italia, Ufficio pubblicazioni, busta 10, fasc. 35].

Annalisa Nesi