Il Dizionario, fino alla sua pubblicazione, non sembra avere un nome “stabile”, eppure il titolo definitivo, Dizionario di marina medievale e moderno, risponde bene all’impianto esposto nella Prefazione da Giulio Bertoni, sulla cui base erano state compilate e revisionate le schede dei lemmi. L’aspetto storico non si riscontra solo nella scelta di dare spazio all’etimologia delle parole, ma nell’attestazione di voci del passato, con particolare attenzione al Medioevo e al Rinascimento, anche non più usate, in modo da consentire uno sguardo indietro alla formazione di un lessico tecnico soggetto a cambiamenti in diacronia.
Legno. — Nave, bastimento, di qualche grandezza. (Dante, Boccaccio, Pigafetta, Pantera, ecc.: Crusca, Jal). Termine oggi toscano e letterario, non usato più in marina. Già nello Stat[uti] d’Ancona, 1397 [legnio]: Jal.
La modernità è l’obiettivo da raggiungere affinché il Dizionario sia veicolo di un lessico tecnico aggiornato, spendibile correntemente e capace di essere specchio del cambiamento che, almeno dall’avvento del motore, ha investito la marina militare e la marina commerciale.
Motoscafo. — Imbarcazione che per costruzione è esclusivamente destinata per la propulsione a motore, a scoppio o a combustione interna. Nella R. Marina si chiamano Motoscafi soltanto quelli con motore a scoppio; quelli con motore a combustione interna si chiamano Diesel-barca.
Partendo dal lemma si coglie spesso l’occasione di ricordare le glorie nazionali, civili e militari, come nel caso della turbonave Rex, mito della marina mercantile, che ritroviamo in Amarcord di Federico Fellini, che conquistò il nastro azzurro nel 1933:
Turbonave. — Nave il cui apparato motore è costituito da turbine a vapore. Il vocabolo è usato per le navi mercantili. Il Rex italiano è la più veloce turbonave mercantile, avendo conquistato il nastro azzurro, nell’agosto 1933, per avere, durante la traversata Gibilterra-Nuova York, raggiunto una velocità media di nodi 28.92 e una velocità massima di nodi 29.61 per 24 ore. (Encicl[opedia] It[taliana] XXIV 374).
Il verbo imbozzare/imbozzarsi, che troviamo anche nelle varianti abbozzare/abbozzarsi, si riferisce al rendere stabile l’imbarcazione con un ancoraggio rinforzato di prua e di poppa che le permetta resistenza al vento e alle onde. Tale operazione di stabilizzazione fu messa in atto dall’Ammiraglio Simone Pacoret di Saint Bon durante la III guerra d’indipendenza nella battaglia di Lissa (18-20 luglio 1866) e gli valse la medaglia d’oro al valore militare:
Imbozzare […] L’ammiraglio Simone Pacoret di Saint Bon (allora capitano di fregata) s’imbozzò con la r[eale] nave Formidabile il 19 luglio 1866 nel porto di San Giorgio di Lissa, per eseguire tiri di demolizione contro la batteria austriaca della Madonna, posta in fondo al ristretto golfo, sopportandone il tiro per tutto il pomeriggio- Tale intrepida condotta venne premiata con medaglia d’oro al valor militare.
Il lemma può diventare un pretesto per informare sulla Marina da guerra, fatto singolare sia perché tali informazioni, poche o tante che siano, restano sepolte nel Dizionario, sia perché la funzione di propaganda non fa normalmente parte di un dizionario. Ma se si vuol sapere come sarà stata composta la flotta nel 1940-1941 (siamo nel 1937) si deve leggere la voce tonnellaggio nell’Appendice dove si anticipa il programma del 1938 e si rinvia a tonnellaggio nel corpo del Dizionario, sia per maggiori spiegazioni, sia per informare dei tonnellaggi approssimativi raggiunti dalle principali marinerie:
Tonnellaggio. — In base al nuovo programma (gennaio 1938-XVI) di costruzioni navali per la Marina da guerra italiana, la nostra flotta risulterà (1940-41) così composta (cfr., per lo stato attuale, a p. 1087), tenendo conto soltanto delle unità di recente costruzione:
4 corazzate da 35.000 tonn. (tipo «Littorio»);
4 corazzate da 24.000 tonn. (tipo «Cavour» rimodernato);
7 incrociatori da 10.000 tonn.;
12 incrociatori fra 5 e 8.000 tonn.;
2 grandi esploratori oceanici;
12 esploratori da 2.000 tonn.;
20 grandi cacciatorpediniere;
24 cacciatorpediniere minori;
32 torpediniere di alto mare;
oltre 100 sommergibili.
Le due nuove corazzate da 35.000 tonn., del tipo «Littorio» e gemelle della Littorio e della Vittorio Veneto (varate rispettivamente il 25 luglio e il 22 agosto 1937), si chiameranno: Roma e Impero
Considerati i diversi obiettivi del Dizionario non era certo facile dargli un nome che tenesse conto di tutti, e Bertoni con marina, che comprende tutte le attività che si svolgono o hanno attinenza col mare, e i due aggettivi medievale e moderno, che ne storicizzano il lessico nel suo complesso, riesce a dare un titolo che orienta il consultatore.
Resta comunque il fatto che, fra gli addetti ai lavori e nei contatti con l’esterno, come mostra la documentazione inedita, anche se l’impianto lessicografico era chiaro, il titolo del Dizionario è rimasto a lungo variabile e approssimativo. Dal 1932, nei vari scambi epistolari con la Lega Navale Italiana, con gli organi di Stato e con i collaboratori, troviamo «Dizionario della Navigazione» o «Dizionario dei termini tecnici della navigazione», «Dizionario nautico», «Dizionario marinaresco». Lo stesso Bertoni scrive, nel 1937 a pochi mesi dall’uscita del Dizionario, «Voc. di marina». I preventivi per la stampa e le proposte relative alla copertina, inviati nel corso del 1937 dalla Tipografia Staderini, si riferiscono a un «Dizionario Nautico» e soltanto nell’ultima lettera (27 ottobre 1937) troviamo «Dizionario di marina» [IMMAGINE 1]. Si può ipotizzare che, a questa altezza cronologica, fosse stata presa una decisione sul titolo, o almeno sullo specificatore, già usato da Bertoni, che risponde all’esigenza di comprendere i molteplici aspetti e, dunque, la complessa e articolata terminologia della lingua del mare.
È singolare che, anche nelle richieste di avere una copia del Dizionario e nei ringraziamenti, si trovi un titolo “approssimativo” e non, come si conviene, il titolo con cui è stato edito [IMMAGINE 2].
Il Vice Presidente Anziano, Carlo Formichi, in data 14 febbraio 1938, invia una copia del Dizionario a diverse personalità: a Pietro Badoglio, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, a Luigi Federzoni, Presidente del Senato, all’Ammiraglio d’Armata Domenico Cavagni, Sottosegretario di Stato alla Marina, al Conte Galeazzo Ciano, Ministro degli Affari Esteri, a Dino Alfieri, Ministro della Cultura Popolare. Nel biglietto di accompagnamento, uguale per tutti, e nella specificazione dell’allegato, troviamo «Vocabolario Nautico» [IMMAGINE 3].
Lettera
di Aristide Staderini dell’omonima tipografia al Vice Cancelliere della Reale
Accademia d’Italia Antonio Bruers (Roma, 27 ottobre 1937).
[Reale
Accademia d’Italia, Archivio Nord Italia, Ufficio pubblicazioni, busta 10, fasc. 35].
Il Presidente dell’Accademia della Crusca richiede una copia del «Vocabolario della Marina».
Lettera di
richiesta di una copia del Dizionario di marina del Presidente
dell’Accademia della Crusca Guido Mazzoni (Firenze, 27 aprile 1938).
[Reale
Accademia d’Italia, Archivio Nord Italia, Ufficio pubblicazioni, busta 11,
fasc. 43].
Copia di una
delle lettere di accompagnamento all’invio del Dizionario a nome del Vice Presidente Anziano Carlo Formichi,
destinatario Ammiraglio di Armata Domenico Cavagnani, sottosegretario di Stato
alla Marina (Roma, 14 febbraio 1938).
[Reale Accademia d’Italia, Archivio
Nord Italia, Ufficio pubblicazioni, busta 11, fasc. 43].