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Superba. — Grande valvola delle navi che, attraverso un tubo scorrente lungo il fumaiolo, scarica il vapore superfluo e provoca il fischio. (Guglielmotti). Sconosciuto. Forse si tratta della valvola di sicurezza.

Superba (La ~). — Genova.

Superbannum (Basso lat. sec. XIII). — Alloggio posto sopra il Bannum, piano superiore al vano alzato sul paradiso. (1268: Jal). (Bannum variante di vannus per vanus: v.).

Supercastellum (Basso lat., genov. sec. XIII). — Soprastruttura, piccolo piano sul castello della nave. (Atto del 1251: Jal).

Superdestroyer. — Denominazione generica talvolta usata per indicare il tipo di cacciatorpediniere di talune marine, aventi un dislocamento superiore alle 1500 tonnellate ed atti a sviluppare velocità superiore a 35 nodi. V. Destroyer.

Superdreadnought. — Denominazione generica delle navi da battaglia posteriori al tipo Dreadnought, armate con cannoni di calibro superiore ed aventi un maggiore dislocamento. La costruzione delle moderne navi e degli incrociatori da battaglia rappresenta l'ulteriore sviluppo del tipo Dreadnought. (Da precisare a p. 233).

Superficie: — Superficie bagnata della carena: superficie immersa della carena. — Superficie della carena (fuori fasciame): per le navi in legno: superficie continua corrispondente alla faccia esterna delle tavole di fasciame. Per le navi in ferro con fasciame a sovrapposizione: superficie media passante a metà grossezza dei corsi sovrapposti. Tale superficie è quella che si considera nel calcolare il dislocamento della nave. (Russo). — Superficie dell'elica: superficie elicoidale delle pale dell'elica. — Superficie di graticola: v. s. Graticolato. Il calcolo delle dimensioni di una caldaia a vapore si basa sulla determinazione dell'area della superficie della graticola. Anche Superficie di griglia. A p. 317, s. Griglia, « lamiera » va sostituito con « lamina ». — Superficie di imbagliatura: v. s. Imbagliatura. — Superficie immersa della carena: quella che rimane al disotto del piano di galleggiamento. Anche Superficie bagnata della carena. — Superficie del mare: quella di separazione tra la massa acquea e l'aria sovrastante. Generico. — Superficie del timone: quella su cui agisce la pressione dell'acqua dovuta alla velocità della nave, quando il timone viene inclinato da un lato. L'ampiezza di tale superficie, e cioè l'area del timone, è proporzionata a quella del piano di deriva, che si ottiene moltiplicando la lunghezza della nave al galleggiamento per l'immersione media. Tale rapporto varia tra 1 /30 e 1 /60: per navi da guerra un valore medio è 1/40. (Baistrocchi 391). — Superficie velare: l'estensione della vela esposta al vento. (Guglielmotti). Non è in uso. Si chiama Superficie velica. — Superficie di velatura: superficie velica. (Corazzini). Non è in uso. — Superficie velica: somma della superficie di ciascuna vela di una nave. Nel progetto della velatura d'una nave s'intende la somma delle aree delle vele principali ordinariamente stabilite col vento teso. Le vele principali variano col tipo del veliero, e sono tutte le vele quadre e il gran fiocco nel tipo nave; il fiocco, la trinchettina e le rande nel tipo cutter. V. Piano di velatura. La somma delle aree di tutte le vele (Velatura totale) è, in media, una volta e un terzo la superficie velica suddetta (Velatura principale). (Baistrocchi 335).

Supernatante. — Galleggiante. (Guglielmotti). Non è termine marinaresco: si chiama semplicemente Natante.

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