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Tenaglia: — (Ant.) Tanaglia: macchina in forma di tenaglia con cui s'avvicinano le bordature le une alle altre. (Saverien). — Draga a tanaglia: v. s. Draga. — Lanciasiluri a tenaglia: v. s. Lanciasiluri. — Tanaglie: forbici (v.). (Fincati).

Tencaro (Bergamo). — Rete per la pesca delle tinche: lunghezza massima m. 35, altezza m. 2, misura minima della maglia mm. 35. (Min. Agric., La pesca II 654).

Tenda. — Copertura di tela, più o meno ampia, distesa su appositi sostegni (candelieri e draglie), in varii punti del bastimento, per riparo dalla pioggia o dal sole. La parte di mezzo delle tende, è fissata a una draglia centrale e sopraelevata rispetto alle parti laterali, sicché queste, fissate alle draglie di murata, formano due piani inclinati per permettere lo scolo delle acque piovane. Le tende si usano pure in parecchie imbarcazioni. V. Lobbia; Loppia; Parasoli. Le parti di una tenda sono: i varii ferzi che la compongono, le ralinghe, le cuciture tra i varii pezzi e i copri-cuciture, gli occhielli, i mataffioni, i ganci per fissarla alla draglia centrale, il comando o altre cordicelle per legarla dopo rollata o serrata. Il giuoco di tende di una nave da guerra è costituito generalmente da tanti pezzi, opportunamente sagomati, quanti ne occorrono per coprire, all'occorrenza, il ponte scoperto per tutta la sua lunghezza. Essi sono suddivisi per zone: Tende di poppa (dall'asta della bandiera ai barcarizzi), Tende di prora (dall'asta della bandiera di bompresso alle aste di posta di prora), Tende del centro (nella zona compresa tra le due precedenti). La galea era tutta coperta dalla tenda, da un albero all'altro. — Tenda ad acqua (ant.): « larga superficie di tela cerata, forata nel mezzo e provveduta in detto foro di una lunga manica, la quale attraversa le boccaporte, e scende fino alla stiva. Siffatta tenda vien tesa tra l'albero di maestra e quello di trinchetto, e serve, nelle lunghe navigazioni, a raccogliere l'acqua piovana e versarla nelle casse vuote della stiva ». (Parrilli). — Tenda de arbagio (sec. XVII): v. Tenda d'erbaggio. — Tenda del casseretto: sulle navi a vela, distesa tra il coronamento e l'albero di mezzana. (Stratico). — Tenda del cassero: sulle navi a vela, tenda distesa dal cassero all'albero di maestra. (Stratico). — Tenda del castello di prora: sulle navi a vela, distesa dall'albero del bompresso fino a poppavia dell'albero di trinchetto. (Parrilli). Sulle navi a propulsione meccanica aventi il castello di prora: dall'asta della bandiera di bompresso fino al limite poppiero del castello stesso. — Tenda di coperta: quella distesa nel ponte di coperta. — Tenda d'erbaggio (sec. XVIII): di grosso drappo di color bigio. (Saverien). V. Herbaggio (ant.). Corazzini: Tendone di arbascio. Nella Fabrica d'una galera del Rios (1612): Tenda de arbagio dura anno et mezo, con tendale, porte per le bande et da popa et de proa valeno ducati 300. (Jal). (Il Corazzini dice che l'arbascio deriva dall'isola di Arbe di Dalmazia, dove si fabbricava; ma questo è solo un parere espresso dallo Jal). — Tenda della lancia: quella distesa su due candelieri, uno all'estrema prora e l'altro all'estrema poppa. Più comunemente si chiama Tendaletto. — Tenda dei passavanti: sulle navi a vela distesa dall'albero di maestra a quello di trinchetto. — Tenda di una scialuppa (ant.): distesa da poppa a prua. — Doppie tende: tende sistemate in due strati l'uno al disopra dell'altro, a distanza di circa mezzo metro, usate dalle navi nelle zone tropicali per maggiore protezione dai raggi del Sole. — Gran tenda (ant.): quella a giusta altezza per il passaggio degli uomini, tra l'albero di maestra e il trinchetto. (Stratico). — Draglie delle tende: v. s. Draglia. (Stratico).
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Ponte tenda: v. s. Ponte. — Gratili delle tende: v. s. Gratile. — Pennone di tenda (ant.): v. s. Pennone. — Pertichette della tenda (ant.): v. s. Pertichette. — Stanti di tenda (ant.): candelieri. (Stratico). — ABBATTERE LA TENDA: raccoglierla. (Corazzini). Non dell'uso. — CANNONARE LA TENDA: raccoglierla. (Corazzini). Non dell'uso. — FAR LA TENDA: distenderla e legarne i mataffioni alle draglie a murata. (Guglielmotti). Se l'operazione deve farsi alle varie zone della nave si dice Fare le tende. — FAR LE TENDE: v. s. Fare. — INFERIRE (UNA TENDA): invergarla. — INTASCARE UNA TENDA: v. s. Intascare. — INVERGARE (UNA TENDA): v. Invergare. — MONTAR LA TENDA: dato dal Corazzini e non dell'uso, per Invergare, Inferire una tenda. — ROLLARE E SERRARE LE TENDE: su talune navi dove la posizione di sgombro delle tende è orizzontale, lungo la draglia centrale, arrotolare le parti laterali intorno a sé stesse, dopo aver mollati i mataffioni che le tengono distese alle draglie di murata, stringerle in modo da occupare il minimo volume e legarle lungo la draglia centrale. Se si debbono mettere in posizione di sgombro varii pezzi di tenda, la suddetta operazione si fa per ciascuno di essi, dopo aver disfatte le cuciture che li uniscono tra loro. — SERRARE LA TENDA: sulle navi dove la posizione di sgombro delle tende è a cumuli verticali (nella Marina da guerra è oggi il tipo maggiormente usato), far scorrere la tenda lungo la draglia centrale, dopo aver mollato i mataffioni che tengono distese alle draglie di murata le parti laterali, piegare queste verso il centro, stringerle in modo da occupare il minimo volume e legarle insieme, intascandole infine in apposite cappe. Se si debbono mettere in posizione di sgombro varii pezzi di tenda, l'operazione si fa per ciascuno di essi, dopo aver disfatte le cuciture che li uniscono tra loro. — TOGLIERE LA TENDA: sguarnirla completamente e portarla nel deposito a ciò destinato.

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