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Timoneria2 (Term. ant.). — V. Timoniera (losca).

Timoniera1. — In talune imbarcazioni a remi, spazio tra lo schienale e la poppa, dove sta il timoniere. (Fincati). — Nelle paranze da pesca è detta Cantarella, Canterella (v.). (Guglielmotti). — (Sec. XVI-XVII) Spazio sul càssero, vicino all'albero di mezzana e alla ruota del timone. Pantera (1614): Timoniera è un luoco dietro alla poppa, dove stanno i timonieri a governare e maneggiare il timone. Timoniera anche nel Consol. mare e nel Crescenzio. (Tommaseo e Bellini). Stratico: Timoneria. — Ora Timoniera è detto il Casotto del timone.

Timoniera2. — Losca. (Russo 91). Tarant. Timunera. Lo Stratico scriveva che alcuni dicono Timoneria anche la losca.

TimoniereTimoniero1, . — Voce generica con cui si designa la persona che su di una nave o imbarcazione è addetta al maneggio della ruota o della barra del timone. Nelle imbarcazioni è generalmente indicata col titolo di Padrone. Il termine Timoniere era la denominazione di una categoria di militari della R. Marina che oggi è stata sostituita con la categoria Segnalatori ». (Bardesono). V. Timonista (ant.); Capotimoniere, Segnalatore. — (Sec. XVII) Timonieri sono quei, che maneggiano il Timone secondo il Commito gli commanda: sogliono essere al manco otto per Galea: quelli che sono di guardia stanno alla Timoniera: gli altri parte all'hosta, parte sù la Corsia per fare i servitii della Vela. (Crescenzio, 1602, p. 93-94). — Un timoniero /timniero/, un uomo alla manovella (ant.): comando perché sia aggiunto un uomo all'uffizio di regolare il timone. (Stratico).

Timoniero2. — Riguardante il timone. (Guglielmotti). Non è in uso.

Timonista (Term. sec. XV). — Timoniere. (Pulci: Tommaseo e Bellini). Anche nell'Oudin (1663) Timonista o Timoniere

Timpano. — La gran ruota dei pontoni idraulici o di scarico. (Corazzini). Non è in uso. V. Guglielmotti, il quale fa riferimento a Vitruvio. Quindi termine archeologico.

Timunera (Tarant.). — Timoniera (losca).

Tina: — Tina da catrame: vaso in legno dove si conserva il catrame. (Stratico). — Tina da manovra (disus.): gabbia di legno a sezione circolare o ellittica per cogliervi i tiranti di talune manovre correnti in maniera da tenere sgombra la coperta delle navi a vela quando sono in porto. (Parrilli). Oggi si chiamerebbero Gabbie di legno per cavi. — Tina da scandaglio (disus.): recipiente di legno a forma di un mezzo barile, nel quale si conservano le sàgole e i piombini da scandaglio. (Parrilli). Oggi Baietta o Tinozza dello scandaglio (a barchetta).

Tinello (Term. ant.). — Per far la bevanda su la galea usavano un tinello grande e uno piccolo. (Pantera 175).

Tìng (Cinese). — Battello piccolo, stretto e lungo. (Jal).

Tingere (gli alberi, il bastimento) (Frase ant.). — Incatramarli. (Stratico).

Tinnoscopio. — Palo con pioli sui quali si arrampicano le vedette o rais di montagna, per segnalare la comparsa e la direzione dei tonni. (Parona). Anche Specola.

Tinozza. — « Recipiente di legno per contenere acqua pei vari usi e bisogni della nave ». (Fincati). Anche Baia. — Tinozza dello scandaglio: v. s. Tina.

Tinta. — La colorazione del mare normalmente (a prescindere dai fenomeni di riflessione dipendenti dal colore del cielo) è azzurra o verde-azzurra, con varie tonalità a seconda della salsedine, della temperatura, del contenuto in plancton. In generale gli oceani a latitudini intertropicali sono decisamente azzurri, salvo eccezioni corrispondenti spesso ad aree costiere o percorse da correnti fredde. A latitudini medie e alte il colore tende sempre più verso il verde. Colorazioni eccezionali, come lattee, sanguigne, giallastre, grige, che si riscontrano solo localmente (con le quali sono talora connessi
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i nomi di alcuni mari), derivano o dall'afflusso di materiali di origine continentale o ancora dalla presenza di grandi masse di microorganismi. (Encicl. It. XXV 152).

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