Tipo. — Tipi di navi da guerra. Per le navi da guerra non si usa il vocabolo nel senso indicato dal Corazzini; le cui denominazioni si riferiscono invece alle Categorie nelle quali è classificato il naviglio da guerra. V.
Nave da guerra.
Per indicare la prima (in ordine cronologico di costruzione) di una serie di unità similari appartenenti a una stessa categoria e aventi le stesse caratteristiche (armamento, protezione, velocità, aspetto esterno, ecc.), si usano le espressioni Corazzata tipo Cesare; Incrociatore tipo Trento; Incrociatore tipo Gorizia; Cacciatorpediniere tipo Scirocco; Sommergibile tipo Balilla; ecc.
Si distinguono invece in tipi i Velieri: Nave a palo; Brigantino a palo; Nave goletta; Brigantino; Goletta; Trabaccolo; Tartana, ecc.; e le navi mercantili a propulsione meccanica a seconda della struttura: Nave a struttura, o di tipo, normale; Nave a contro-coperta; Nave a coperta di manovra; Nave con casseretto, cassero centrale e castello; Nave a pozzo, ecc.
Anche per le navi mercantili si usa la espressione Tipo a indicare unità di una stessa serie che riproducono l'unità tipo.
Tipo marino (Apparato motore ~). — Atto per la propulsione meccanica delle navi. Gli apparati motori marini sono dei seguenti tipi: Macchine a vapore alternative; Turbine a vapore; Motori a combustione interna; e, in taluni casi, i Motori a scoppio.
Tira a riva (Milano). — Rete a sacco, con maglia della sacca mm. 25. (Min. Agric., La pesca II 669).
Tiradentro (Term. ant.). — Manovra corrente fatta per avvicinare alla prora il collare del fiocco e del fiocco falso, quando il vento rinfrescava. Quando si alava il tiradentro, si lascava allo stesso tempo il tirafuori. Termini dati dal Parrilli (1846, p. 482), il quale li diceva in disuso già ai suoi tempi, in cui i fiocchi s'inferivano sopra guide a posizione fissa.
Tiradore. — Corda per il maneggio della barra del timone. (Corazzini). Non è in uso. Forse si tratta del Frenello.
Tirafuori (Term. ant.). — Tirante del paranco del fiocco o del fiocco falso. (Parrilli, 1846, p. 482). V.
Tiradentro. Non più d'uso al tempo del Parrilli.
Tiraggio. — Aspirazione del fumaiolo. Anche Tirare.
—
Tiraggio naturale: aspirazione dell'aria calda e dei prodotti della combustione che si stabilisce, attraverso il fumaiuolo, tra i cenerarii dei forni della caldaia e l'atmosfera esterna per la naturale differenza di temperatura e di pressione, senza l'uso di ventilatori.
—
Tiraggio forzato a locale chiuso: quello ottenuto con l'uso di ventilatori che aspirano aria dall'esterno per mezzo di manica a vento e la mandano nel locale della caldaia, tenendone chiusi gli accessi, in maniera da generare nel locale stesso una pressione d'aria che rende molto più attivi il tiraggio e la combustione.
—
Tiraggio forzato a locale aperto: quello ottenuto pure con l'uso di ventilatori, tenendo però aperti gli accessi al locale della caldaia, ed inviando l'aria per mezzo di condotti, ad investire un fascio di tubi riscaldatori, nell'interno dei quali passano i prodotti della combustione, l'aria, così riscaldata, entra poi nel forno (attraverso il cono del polverizzatore) ad attivare il tiraggio e la combustione.
Tiragna (Term. ant.). — Stiro continuato delle gómene, distese all'ancoraggio, per la furia del vento e della tempesta. (Guglielmotti). (")
Tirame (Term. sec. XVII). — Tutte le sorte di corde per tirare. Termine dato dall'Oudin, che non dice se s'usasse in marina.
TirammollaTirammollare; . — Forme registrate dal Guglielmotti per Tiramolla e Tiramollare, ma sbagliate, e non in uso presso gli autori citati.
Tira-mola (Venez.). — Paranchetto per tesare bene la tela della vela quando il bragozzo va a bolina stretta.
1075
— « Fune che da prua passa attraverso un anello — argano o bozzello — congiunto con l'ancorotto in fondo al mare e ritorna a poppa della barca ». (Cella 48).