Tira-molla. — Manovra di cavi eseguita in modo che se ne tirano uno o più, mentre se ne mollano uno o più, a contrasto. Anche Tira e molla. Pantera (1614): Tiramolla si fa, quando una parte delle funi si allenta, e l'altra si tira.
—
FAR TIRAMOLLA (sec. XVII): Pantera (217): Questa vela (il trevo), per esser di forma quadra, si maneggia nelle galee, come s'usa nelle navi, con far (come dicono i marinari) tiramolla; cioè, con esser tirata, e allentata in un tempo: e l'antenna si ha a tener più, e meno alta, secondo il vento, e il bisogno.
—
FARE TIRAMOLLA ALLE CIME DE' CAVI (ant.): fare la manovra del tira e molla quando un cavo era imbrogliato. (Stratico).
Tiramollare (Term. ant.). — Far la manovra del tira-molla. (Stratico, s. Tiramolla). Nei viramenti Controbracciare. Non è in uso. Fincati adopera Scambiare. Riferito però al controbracciare; mentre la manovra di tira e molla ha un significato più generale.
—
TIRAMOLLARE LE SCOTTE (sec. XVII): far la manovra del tira-molla con le scotte. (Falconi 5).
—
Tira-molla! o
Tira e molla!: comando di eseguire la manovra del tira-molla.
—
Tiramolla poggia alla banda! (ant.): comando per far controbracciare a poppa e venire alla poggia, nel viramento di bordo in prua. (Stratico, Appendice). Oggi: Controbraccia a poppa, poggia tutto !
—
Tira-molla a poppa! o
Tira e molla a poppa!: comando, nel virar di bordo col vento in faccia, per orientare tutti i pennoni di maestra e di mezzana sull'altro bordo, appena la prua abbia oltrepassato la linea del vento. (Stratico; Parrilli; Guglielmotti). In uso sui velieri mercantili. Sulle navi a vela della Marina da guerra si dice: Controbraccia a poppa ! Il Fincati (291) ha Scambia a poppa, ma non è dell'uso.
—
Tira-molla a prua! o
Tira e molla a prua!: comando per orientare i pennoni del trinchetto sull'altro bordo, nel virare col vento avanti, appena verificata l'abbattuta. (Stratico; Parrilli; Guglielmotti). In uso sui velieri mercantili. Sulle navi a vela della Marina da guerra Controbraccio a prora ! Il Fincati (292) ha Scambia a prora, che non si usa più.
Tirannia (Term. sec. XVII). — Flusso e riflusso, che fa il mare nei porti quando è fortuna in mare. (Pantera). Lo Jal considera questa definizione, riportandola dal Duez (1674), cattiva o almeno oscura, e aggiunge che Tirannia corrisponde al franc. Clapotage, cioè all'it.
Maretta (v.), definito dal Pantera: mare non grosso, ma che fa l'onde spesse e schiumose, e travaglia assai il vascello. Tirannia per « Maretta » registrano pure lo Stratico e il Fincati, il quale la dice non dell'uso.
— V. s.
Muggiti.
— Il Guglielmotti attribuisce, certo inventandoli, alcuni altri significati a Tirannia. Ma non li conoscono i pur da lui citati Pantera e Stratico.
Tirante. — La parte del cavo con cui è ordito un paranco che, dopo il passaggio per le varie pulegge, esce libera dall'ultima di queste e sulla quale si applica la potenza che pone in movimento il paranco stesso. Anche Vetta. (Stratico). Ant. Menale.
— Quella parte di una manovra corrente sulla quale si applica la forza per tirarla o alarla; in contrapposto a Dormiente.
Prende diverso nome dalla manovra corrente di cui fa parte:
Tirante dell'asta;
Tirante dei bracci;
Tirante di candelizza (ant.);
Tirante della mura.
— V. s.
Dormiente,
Paranco.
—
Tiranti delle caldaie: aste di ferro tondo per sostenere tra loro le superfici piane di una caldaia.
—
Tiranti del fumaiolo: venti del fumaiuolo.
—
Tiranti di una imbarcazione: quelli dei paranchi della grua, per alzarla o ammainarla.
—
Tiranti dell'invasatura: grossi cavi legati ad alcuni anelli esterni dei vasi e che abbracciano la superficie dello scafo andando fino in coperta, dove son dati volta alle bitte, ai bagli, ecc. Precisamente: Mustacci. (Russo 470).
—
Tiranti per le reti da pescare. (Stratico III 214).
—
VOLTARE I TIRANTI: V. s.
Voltare.