Pagina 1097

Torto. — « Specie di tenaglia di legno per incurvare i tavoloni da costruzione navali ». (Bobrik: Corazzini).

Torto (Navigar ~). — Navigare obliquamente. (Guglielmotti). Non dell'uso.

Tortor. — Giunco peruviano adoperato dagli indigeni per costruire battelli leggeri e zattere da sbarco. Anche Torturo. (Corazzini). È sbaglio per Totora. (V. Encicl. Univ. Illustr.). V. s. Caballito qui in Appendice.

Tortorello. — Voce data dal Guglielmotti come marinaresca, ma sconosciuta in marina, forse nel senso di cepperello usato per avviare i fornelli delle macchine.

Torturare (Term. disus.). — Fare l'operazione di riavvicinare tra loro 2 rami d'una manovra ferma, per portarli a contatto ed eseguirvi una legatura. (V. Parrilli). V. Torturo.

Torturo1 (Term. disus.). — Tarozzo che si mette dentro un'abbozzatura, e poi si tortura, per eseguire le legature sulle manovre ferme. (Parrilli). V. Torturare.

Torturo2. — V. Tortor. (")

Tosino (Napol. sec. XVII). — Carne di maiale salata, per provvisione delle galee. (Fasano: Galiani). Spagn. Tocino. (Zaccaria, Elemento iber. 389).

Tosso (Term. ant.). — Corda che attraversa le sàrtie degli alberi bassi, dove cominciano ad avvicinarsi tra loro, vicino alla testata degli stessi alberi. (Stratico). — Tosso non ha il significato di « Tarozzo » (asticciola), come risulterebbe dal Guglielmotti.

Totanara. — Fuso (II).

Totomaglio (Tosc.). — Titimaglio.

Totora. — V. s. Caballito in Appendice.

Tozza (Barchetta ~). — Piccola barca, gondola. (Corazzini).

Tozzo. — Variante di Tarozzo (asticciola), secondo il Guglielmotti, il quale cita lo Stratico; ma questo ha Tosso, e in altro significato.

Trabaccolare (Rete ~). — V. s. Rete (p. 754).

Trabaccoletto. — Piccolo trabaccolo. (Guglielmotti).

Trabaccolino. — Piccolo trabaccolo gentile. (Guglielmotti). Non dell'uso

Trabaccolo. — Piccolo bastimento mercantile da carico, a 2 alberi verticali con vele al terzo (talvolta uno degli alberi invece della vela al terzo porta una randa) ed una asta di fiocco con polaccone e contropolaccone. È in uso nell'Adriatico. (D'Alberti, 1805; Stratico). Anche Trabacco, secondo il D'Alberti. (V. la lunga descrizione dello Jal). Nel trabaccolo da carico gli alberi portano spesso gli alberetti con crocette, o coffe, e sono assicurati con sartie e paterassi e, all'occorrenza, possono alzare anche le piccole vele dette Frecce. (Min. Agric., La pesca II 180-181). — Trabaccolo da pesca: bragozzo. (V. Encicl. It. XXVI 923-924). Nel trabaccolo da pesca gli alberi non portano mai alberetti e sono assicurati per mezzo di sartie volanti a paranco. (Min. Agric., La pesca II 181).

Trabanola (Lombardia). — Tremaglio. (Min. Agric., La pesca II 474). Sbaglio per Trabaccola"

Trabbocche (Masch. sing.; abruzz.). — Petarole (v.). V. Trabucco.

Traboccare1. — Uscir dell'acqua dalle sponde di un fiume o di un lago. V. Straripare.

Traboccare2 (Term. ant.). — Abboccare. (Crescenzio; Falconi, 9; Pantera: Tommaseo e Bellini). Anche Traboccarsi. (Crescenzio). V. s. Sciavirare.

Traboccare3 (Term. ant.). — Far uso del trabocchetto. (Stratico).

Trabocchetto (Term. ant.). — « Istrumento de' costruttori, il quale è formato da una riga lunga circa due piedi, con divisioni indicanti il rientramento graduato che debbono ricevere le coste della nave, il cui contorno è dedotto da quello della costa maestra. La graduazione del trabocchetto dimostra al costruttore come debba regolare questa rientrata o traboccamento. È un regolo diverso per la graduazione, ma simile per l'uso a quello della brusca. V. Brusca e Fraschia ». (Stratico).

Trabocco. — Il traboccare: dell'acqua, della nave. (Guglielmotti). Non è in uso, se riferito alla nave. Fu riferito ai fiumi (Bandi fior.; Viviani: Tommaseo e Bellini).

Trabuccare. — Il Guglielmotti lo fa corrispondere a Traboccare, ma Trabuccare, verbo non più usato, non ebbe significati marinareschi.

Trabucco. — « Attrezzo da pesca costiera. Rete di posta, press'a poco quadrata (50 metri per 45), sospesa ad un'antenna
1098
che s'erge da un pontile sporgente in mare da un punto della costa. Presso al pontile vi è un “ casotto ” con due argani per il maneggio dell'attrezzo. La rete viene calata in modo che il suo lato più vicino al pontile rimanga al pelo dell'acqua, mentre il lato opposto va a fondo. Mediante l'opportuna manovra di aste e corde, la rete viene tolta dall'acqua col pesce che eventualmente v'è entrato. Il trabucco è adoperato particolarmente nelle Marche e negli Abruzzi. È usato anche di notte, con una luce a riverbero per richiamare il pesce ». (Bardesono). V. Trabbocche. Cfr. Trambochina.

| p. 1096
p. 1097
p. 1098 |