Buttafuori1. — Asta che, appoggiata con un'estremità ad un punto fermo, serve a spiegare in fuori una vela, oppure a offrire un punto di appoggio o di passaggio a una manovra dormiente o corrente, affinché abbia la direzione più efficace per il suo ufficio. Venez. Butafora, sicil. Buttafòra, genov. Arbutàn.
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Buttafuori di briglia: sui velieri, breve asta di cui un'estremità è fissata con trozza oagganciata al tronco maggiore di bompresso, presso la testa di moro. Discende quasi verticalmente in mare e serve per dar quartiere alle briglie delle aste di fiocco e controfiocco. Queste manovre dormienti passano in cavatoie appositamente praticate nel buttafuori. Anche Pennaccino e Buttafuori di sottoasta.
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Buttafuori dei venti delle aste di fiocco e controfiocco: le due estremità dell'asta di civada, per cui passano e ricevono quartiere i venti delle aste di fiocco e controfiocco. V.
Asta di civada.
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Buttafuori di crocetta: brevi aste orizzontali disposte lateralmente alla crocetta, in prolungamento delle barre traverse, per dare quartiere ai paterazzetti di controvelaccio. Attrezzo oggi disusato.
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Buttafuori delle mure di trinchetto: sui velieri a vele quadre, specie di piccole grue sporgenti, una per lato, dall'estrema prora. Alle loro estremità si fissano e fanno ritorno le due mure della vela di trinchetto. V.
Mura.
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Buttafuori del pollaccone: asta che tiene disteso il pollaccone sui piccoli velieri a vele di taglio. (Bardesono).
(Buttafuori, che è anche termine teatrale, caccianfuòri, lanciafuòri, ecc., sono tra i moltissimi composti imperativi: cfr. Rev. Ling. Rom. VII 250).