Vascello2. — Il tipo maggiore di nave da guerra del periodo anteriore all'adozione della propulsione meccanica.
Lo Stratico, dopo aver spiegato Vascello con « Nave, naviglio, bastimento, legno », aggiunge: « Più particolarmente soglionsi dire vascelli i bastimenti maggiori da guerra, e quegli ancora da commercio che sono armati o possono armarsi da guerra ».
I vascelli (navi di linea del passato) erano attrezzati a nave (3 alberi con vele quadre), normalmente con 3 ponti armati di cannoni (coperta, seconda batteria, prima batteria) e talvolta anche con un ponte di terza batteria. V.
Nave grossa.
Il grosso delle flotte era dapprima costituito da vascelli più grandi, con un numero di cannoni da 70 ad oltre 100, da vascelli più piccoli con un numero di cannoni da 50 a 70 e da fregate (da 20 a 40 cannoni), mentre il naviglio minore, d'esplorazione, di avviso e da corsa, si componeva di corvette, brigantini, cutters, bombarde, sciabecchi, galee; però nell'ultimo periodo tra il XVIII e il XIX secolo, i vascelli minori scomparvero, mentre le fregate e anche le corvette aumentarono di dimensioni.
In tale periodo i grandi vascelli erano lunghi 70 e larghi 16 metri, di 5000 tonnellate, con 110 e qualche volta 130 cannoni, con sei mesi di viveri a bordo e più di mille uomini d'equipaggio. (Vocino, p. XXIV- XXV).
Nella prima metà del secolo XIX vi furono vascelli dotati anche di propulsione a vapore.
— La voce Vascello non è più usata in Marina. Ora non si userebbe più una frase come questa: L'Italia ha dei magnifici vascelli a vapore (grandi bastimenti da guerra). (Giorgini).
— Maona o barca senza alberi né remi, lunga 20 e più metri, che viene collocata in
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testa alla tonnara, di fronte al caporàis. V.
Tonnara.
—
Vascello abbozzato (ant.): v. s.
Abbozzare e Parrilli.
—
Vascello in acqua (ant.): galleggiante; contrapposto di a secco, o in terra, o allo asciutto. (Parrilli).
—
Vascello addormentato (ant.): quando va a rilento. (Saverien).
—
Vascello aguzzo (ant.): stretto di sotto, con forme stellate. (Saverien).
—
Vascello ammiraglio (ant.): quello ove risiedeva l'ammiraglio comandante di una forza navale e che ne batteva l'insegna. (Parrilli).
—
Vascello all'ancora (ant.): nave all'àncora. (Saverien 457).
—
Vascello d'alto bordo (ant.): vascello a sole vele, che poteva scorrere tutti i mari. (Crescenzio 526; Saverien 458). V. s.
Bordo. Crescenzio (492): È solito nell'ordinanze navali mettere innanti i Vascelli d'alto bordo, come sono le Navi, e Galeoni, e le Galeazze . . .
—
Vascello andato al traverso (ant.): gettato su di una spiaggia da una fortuna di mare. (Parrilli).
—
Vascello arrazzôu (genov.): v. s.
Arrazzà.
—
Vascello alla banda (ant.): vascello che sbanda. (Saverien 457).
—
Vascello di basso bordo (ant.): vascello a vela e a remo, come galere, brigantini e somiglianti, usati quasi solo nel Mediterraneo. (Saverien 458).
—
Vascello battuto (ant.): malmenato dalla tempesta. (Saverien).
—
Vascello di bel combattimento (ant.): vascello con la prima batteria alta e i ponti molto elevati, vantaggioso per ben maneggiare il cannone. (Saverien 457).
—
Vascello buon camminatore (ant.): atto a sviluppare una notevole velocità. V. p.
127.
—
Vascello alla cappa (ant.): che ha preso la cappa a causa del cattivo tempo. (Parrilli).
—
Vascello che carica (ant.): vascello che sbanda. (Saverien 457).
—
Vascello da carico (ant.): ogni nave destinata a caricar merci o munizioni da guerra. (Parrilli).
—
Vascello cattivo camminatore (ant.): poco atto a sviluppare una notevole velocità. (Corazzimi).
—
Vascello condannato (ant.): giudicato inadatto non solo alla navigazione ma anche ai servizi di porto e perciò destinato ad essere demolito. (Parrilli).
—
Vascello di corso (ant.): bastimento usato nella guerra di corsa. Saverien: Vascello corsaro.
—
Vascello in costruzione (ant.): in cantiere, non essendone stata ancora compiuta la costruzione. (Parrilli).
—
Vascello a cupole (ant.): tipo che precorse quello delle Navi a torri corazzate girevoli e che fu ideato dal comandante Coles della Marina britannica ed esperimentato nella guerra di Crimea. Era costituito da una grossa zattera di legno, nel centro della quale era una grossa cupola di legno, ricoperta da piastre di ferro, all'interno della quale era collocato un cannone.
Lo stesso Coles perfezionò il sistema, abbandonando il concetto della cupola generale e creando il tipo a torri corazzate girevoli nella trasformazione fatta a tale scopo del Royal Sovereigh, antico vascello a tre ponti della Marina britannica. Nella stessa epoca veniva realizzato negli Stati Uniti il Monitor. (Parrilli).
—
Vascello a due ponti: con due ponti coperti, ciascuno con una batteria di cannoni. (Jal; Laugieri).
—
Vascello fantasma (v.).
—
Vascello franco veleggiatore (ant.): avente una decisa superiorità di cammino su tutti gli altri di eguale portata. (Parrilli).
—
Vascello a galla (ant.): galleggiante; in contrapposto a vascello sullo scalo, o in bacino, o a secco, all'asciutto. (Parrilli).
—
Vascello geloso (ant.): quello che facilmente si piega ora da un lato, ora da un altro, durante la navigazione, particolarmente quella a vela. (Pantera). V.
Geloso.
—
Vascello in giolito (ant.): v. s.
Giolito.
—
Vascello a gondola (ant.): vascello elevato da prua e da poppa, con le cinte quindi più archeggiate d'un altro vascello. (Saverien 457).
—
Vascello da guerra (ant.): nave di proprietà dello Stato, armata per combattere a difesa del medesimo, e che porta per distintivo la fiamma all'albero di maestra (Stratico; Parrilli).
—
Vascello impoppato (ant.): che tiene la poppa soverchiamente immersa. (Parrilli).
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—
Vascello improrato (ant.): bastimento il di cui sperone, lungi dall'innalzarsi molto dall'acqua, quasi montar volesse sul dorso dei marosi, è piuttosto basso, sicché sembra volesse tuffarsi nei medesimi. (Parrilli).
—
Vascello ingabbiato (ant.): nave in costruzione, di cui siano state messe insieme soltanto le ossature (Parrilli).
—
Vascello ingavonato: quel bastimento che, sotto la pressione (del vento) sulle sue vele ha acquistato un'inclinazione pericolosa (Parrilli). Tale cioè che l'acqua da sottovento arrivi alla soglia e talvolta in coperta, superando anche il capo di banda. V.
Ingavonarsi.
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Vascello insellato (ant.): i cui ponti si elevano sensibilmente verso prora e verso poppa, al di sopra della linea orizzontale. (Parrilli). V.
Insellatura.
—
Vascello in isgombrabrande di combattimento (ant.): in assetto di combattimento. (Parrilli).
—
Vascello latino (ant.): attrezzato a vele latine. (Parrilli). In questa espressione vascello ha il significato generico di nave. Pantera (1614, p. 43): Alcuni vascelli latini vanno solamente à vela, e alcuni, oltra le vele, si servono anco de i remi, e questi, e quelli per la forma della vela, che meglio riceve il vento, caminano bene, e dall'oste, e ad orza, se ben le vele si maneggiano più difficilmente, non potendo mutarsi dall'una all'altra parte, se non si muta l'antenna.
—
Vascello di linea: ciascuno di quelli costituenti il grosso delle flotte dei secoli XVII, XVIII e della prima parte del secolo XIX. Il tipo precursore dei vascelli di linea fu il Galeone.
— (Ant.) Nave di linea. Stratico: Vascello di linea, Nave di linea. Il Botta usò Navi da fila. (Viani II 428-429).
—
Vascello di linea corazzato (ant.): nave con corazza di ferro, avente due batterie, l'una sovrapposta all'altra. (Parrilli).
—
Vascello di linea di 1° ordine (ant.): fornito di tre ponti ed armato da 110 a 130 cannoni (Parrilli).
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Vascello di linea di 2° ordine (ant.): fornito di due ponti ed armato da 80 a 100 cannoni (Parrilli).
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Vascello di linea di 3° ordine (ant.): fornito di due ponti, ma armato con non più di 70, 80 cannoni (Parrilli).
—
Vascello mercantile (ant.): nave mercantile (Stratico). Vascello ha in questa espressione il significato generico di nave.
—
Vascello navaresco (sec. XVII): vascello a vele quadre. (Crescenzio: Jal).
—
Vascello ospedaliere (ant.): destinato al servizio di nave ospedale. (Parrilli).
—
Vascello in panna (ant.): che ha messo in panna. (Parrilli).
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Vascello piano (ant.): con carena quasi piana, perché destinato a navigare in acque poco profonde. (Parrilli II 586).
—
Vascello poltrone (ant.): che esegue stentatamente le sue evoluzioni (Parrilli). V.
Poltrone.
—
Vascello poppiere (ant.): v. s.
Nave poppiera.
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Vascello che porta bene le vele (ant.): quello che, avendo molta stabilità regge le vele con qualsivoglia tempo. (Parrilli).
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Vascello prodiere (ant.): quello che, in una formazione, naviga a prora di un altro. (Parrilli). Oggi si dice Nave prodiera.
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Vascello da provvisioni (ant.): nave sussidiaria. (Parrilli).
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Vascello quadro: a vele quadre. (Pantera 43). Vascello ha in questa espressione il significato generico di nave.
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Vascello a la quera (genov. ant.): vascello quadro. (Jal).
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Vascello rallungato (ant.): vascello che era stato costruito troppo corto, e che è stato allungato per rimediare a questo difetto. (Saverien 458).
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Vascello rapido (ant.): ogni nave di linea mista (a vela e a vapore) quando navigando a macchina la sua velocità raggiunge i dieci nodi all'ora. (Parrilli).
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Vascello raso (ant.): nave da guerra con 1 batteria di cannoni sotto coperta, e un'altra di cannoncini sopra coperta, in tutto più di 60 grosse bocche da fuoco. Anche Fregata di rango. (Carena).
—
Vascello reggente (ant.): v.
Reggente. (Pantera).
—
Vascello reggente alla vela (ant.): V. s.
Reggere. (Stratico).
—
Vascello da remo (sec. XVI): bastimento a remi. (Antonio Suriano: Jal).
—
Vascello in riparazione: quello che trovasi a secco in un bacino per esservi riparato da avarie sofferte nell'opera viva. (Parrilh).
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Il significato dato dal Parrilli sembra troppo restrittivo: un vascello poteva essere in riparazione anche per lavori che non esigevano l'immissione in bacino.
—
Vascello da scuola (ant.): a bordo del quale è impiantata o una scuola di marina, ovvero una scuola pratica di artiglieria, o di manovra. (Parrilli). Oggi si chiamerebbe Nave scuola. Il Parrilli, però, allude alle navi che un tempo ospitavano le scuole non soltanto per le campagne di istruzione, ma con carattere di continuità, non avendo le scuole stesse alloggi e sistemazioni a terra.
—
Vascello a secco (ant.): che trovasi nello scalo di costruzione, ovvero alato a terra per esservi riparato o posto in bacino. (Parrilli). Vascello in questa espressione ha il significato generico di nave.
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Vascello sguarnito (ant.): vascello con gli ormeggi rotti. (Saverien 457).
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Vascelli di soccorso (sec. XVII): vascelli impiegati per venire in aiuto agli altri, nel combattimento. (Crescenzio 492).
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Vascello stellato (ant.): vascello le cui parti estreme della carena terminano piuttosto acuminate. (Parrilli). Avente le sezioni delle parti prodiere e poppiere molto stellate.
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Vascello a torrette (ant.): v.
Nave a torre corazzata girevole. (Parrilli). V.
Nave;
Monitor.
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Vascello da traffico (ant.): bastimento destinato esclusivamente al traffico marittimo. (Parrilli). Vascello in questa espressione ha il significato generico di nave. Oggi Nave mercantile.
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Vascello a tre ponti: con tre ponti coperti, ciascuno con una batteria di cannoni. (Jal; Laugieri).
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Vascello a vapore (ant.): dotato di propulsione a vapore oltre all'attrezzatura a vela. (Laugieri). V.
Piro-corvetta.
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Vascello a vela (disus.): attrezzato esclusivamente a vela; in contrapposto a Vascello a vapore. (Laugieri).
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Calibro di vascello (ant.): « modello che si fa per la costruzione d'un vascello ». (Saverien).
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Calze del vascello (ant.): « le parti del vascello situate sotto il ponte superiore ». (Saverien).
—
Capitano di vascello: v. s.
Capitano.
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Capo di vascello (ant.): capitano, padrone. (Saverien).
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Culo di vascello (ant.): la poppa nella sua parte arrotondata. (Saverien).
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Fondo di vascello (ant.): carena. (Saverien).
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Grosso del vascello (ant.): «il mezzo del vascello, preso alla prima precinta. Quivi appunto le bordature sono, o per lo meno esser debbono, più grosse, che in ogni altro luogo, perché quivi appunto son molto battute». (Saverien).
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Luogotenente di vascello (disus.): v. s.
Luogotenente.
—
Piazza del vascello (ant.): v. s.
Piazza.
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Portelli del vascello: v. s
Portello.
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Porto di vascello (ant.): portata, stazza. (Saverien).
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Prim'ordine di vascelli (disus): tutti i vascelli a 3 ponti. V.
Ordine. (Parrilli).
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Primo tenente di vascello: v. s.
Tenente.
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Sottotenente di vascello: v. s.
Corpo.
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Tenente di vascello: v. s.
Corpo.
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Ufficiali di vascello: ufficiali del Corpo di stato maggiore della Marina.
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ALZARE UN VASCELLO (sec. XVIII): « andare scuoprendo sempre più un vascello, cacciando sopr'esso di vento in prua ». (Saverien).
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CALARE UN VASCELLO (ant.): abbattere in carena. (Saverien).
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CORRERE SOPRA UN VASCELLO (ant.): perseguitarlo. (Saverien). « Perseguitarlo » non sembra adatto. Forse « inseguirlo, ovvero fare una rotta che porta al suo incontro, o anche mettere la prua su di esso ».
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DEGRADARE UN VASCELLO (ant.): « toglier via da un bastimento tutto l'equipaggiamento, quando per la vecchiezza, o per qualche accidente non si trova più in istato di servire sul mare ». (Saverien). Anche Mandarlo alla mazza. (Saverien). Oggi Disarmarlo.
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DISIMPEGNARE UN VASCELLO (ant.): « liberare un vascello dai vascelli nemici, che lo guardano, l'attaccano, o lo inseguono ». (Saverien).
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DORARE, INDORARE UN VASCELLO (ant.): dargli il sego. (Saverien).
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ESSERE NELL'ACQUE D'UN VASCELLO (ant.): seguirlo molto da vicino. (Saverien).
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GUADAGNARE SOPRA UN VASCELLO (ant.): « passare, in solcando, un altro bastimento ». (Saverien).
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GUARDARE UN VASCELLO (ant.): per impedirgli la fuga. (Saverien).
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GUARNIRE UN VASCELLO (ant.): attrezzarlo, equipaggiarlo. (Corazzini).
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LANCIARE UN VASCELLO ALL'ACQUA (ant.): vararlo. (Saverien). È gallicismo.
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MONTARE UN VASCELLO: v. s.
Montare.
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SALIRE SOPRA UN VASCELLO (disus.): v. s.
Salire.
(Vascellum «bastimento» in una costituzione di Federico II, re di Sicilia, vassellum in carta del 1281; vascello presso Redi, Crescenzio, Pantera, Dudleo, Guicciardini, Forteguerri, Ségneri: dal lat. vascellum « piccolo vaso ». Fu usato anche
vasello [v.] per vascello, che a sua volta fu forma usata per vasello « vaso »: Tommaseo e Bellini. V. anche
Vassello. Cfr.
vaso, ant., « bastimento » e basso lat.
vas navigabile).