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Velo2. — Parte superiore della rete maritata. Anche Ràrolo. (Cannaviello 22).

Velocimetro nautico (Term. disus.) — V. Velossimetro. (Corazzini).

Velocista. — V. s. Nuotatore in Appendice.

Velocità. — La velocità di una nave si indica in nodi, cioè col numero delle miglia marine percorse in un'ora. — Velocità contrattuale: quella stabilita nel contratto fatto col cantiere navale a cui è affidata la costruzione della nave. — Velocità di crociera: per le navi da guerra. Velocità intermedia tra quella economica e la massima, sviluppata generalmente nelle navigazioni in tempo di guerra o in speciali missioni ed esercitazioni. — Velocità economica: per le navi da guerra, quella che permette ad una nave di percorrere il maggiore cammino bruciando tutta la dotazione di combustibile che ha a bordo. Varia da nave a nave, in dipendenza del tipo e delle qualità degli organi della propulsione e delle forme della carena. Viene determinata sperimentalmente, misturando i consumi di combustibile e le velocità orarie della nave a varie andature. (Bardesono; Corazzini VII 232). — Velocità iniziale: quella da cui è animato il proietto all'uscita dalla bocca di un'arma da fuoco. — Velocità massima: quella che una nave può sviluppare avendo tutte le caldaie in azione all'andatura di tutta forza. — Velocità normale: quella da svilupparsi nelle ordinarie navigazioni. Per le navi da guerra, facenti parte di una squadra, ne viene stabilito il valore per tutte le unità. Corrisponde generalmente a quella economica. Anche Velocità di servizio. — Velocità dell'onda: v. s. Onda. — Velocità oraria: espressa generalmente in nodi (numero delle miglia percorse in un'ora). — Velocità di progetto: quella massima assegnata ad una nave in sede di progetto e alla quale deve corrispondere la velocità accertata alla prova. V. Prova. — Velocità relativa: quella dipendente dal moto relativo. V. Moto. — Velocità remiera: quella sviluppata a forza di remi. (Zito). Non è in uso. — Velocità residua: quella da cui è animato il proiettile quando giunge al punto di caduta. È data dalle tavole di tiro per le varie distanze e serve per calcolare l'energia di urto del proiettile. (Bardesono). — Velocità ridotta: inferiore a quella normale, per avaria, per forza di tempo, per attendere altre navi, ecc. — Velocità di servizio: velocità normale. — Velocità del vento: v. s. Vento. — Prove a velocità ridotta, progressiva: v. s. Prova. — Cavitazione: fenomeno che si verifica quando la velocità impressa dall'elica all'acqua (regresso dell'elica), in dipendenza dell'elevato numero di giri, supera il valore della pressione della colonna liquida soprastante aumentata della pressione atmosferica. In tali condizioni, non riuscendo l'acqua a riempire tutto il vuoto provocato dalle pale dell'elica, vengono a formarsi delle cavità davanti alle pale stesse, e si ha in conseguenza una perdita di spinta, accompagnata da violente trepidazioni. Per evitare il fenomeno di cavitazione conviene non elevare eccessivamente il valore della spinta unitaria (energia comunicata alla massa d'acqua spinta verso poppa per ogni centimetro quadrato della superficie delle pale dell'elica rivolta verso poppa). (Baistrocchi 379). Sulla velocità delle navi di linea v. Persisti nella Rivista Marittima (giugno 1937): « Il forte aumento nella velocità delle navi da battaglia, non accompagnato da analogo sbalzo nel naviglio leggero e sottile, dovrà inevitabilmente portare a modifiche nei criteri di condotta dei diversi reparti di una forza navale in marcia ed in combattimento. Ma sopratutto verranno ad essere notevolmente accelerate tutte le fasi di contrasto che si studiano e si prevedono nel campo strategico ed in quello tattico: particolarmente in quello pre-tattico, gli avvicinamenti diventeranno rapidissimi, precipitosi, cosicchè la mente del condottiero dovrà prendere decisioni, anche le più gravi, quasi per istinto, ovvero con una prontezza che spesso non avrà tempo per potersi basare nemmeno sopra una rapida riflessione ».
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E v. anche C. Margottini nel fascicolo di ottobre della stessa rivista.

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