Ventola (per oblò). — Manica degli oblò. (Zito). Anche Sventola. (")
Ventone. — Grosso vento. (Guglielmotti). Non è in uso.
Ventosità. — Qualità di ciò che è ventoso. Così ha il Guglielmotti, il quale cita la Crusca; ma questa e gli altri dizionarii danno la voce con altro senso.
— (Sec. XIV) Vento. (Buti: Tommaseo e Bellini). Non d'uso marinaresco.
Ventrame. — Nome dato dai Buranelli (abitanti di Burano, presso Venezia) alle Corde che robustano i lati verticali della vela. (Ninni 252). Cfr.
Ventrino.
Ventre2. — Stiva per il carico, nel corpo del bastimento. (Guglielmotti). Non è in uso. Sembra un termine letterario.
Ventresca. — Pancetta, di tonno. Anche Tarantello.
Ventriera1. — Tavolame lavorato in modo da adattarsi alle forme della carena, posto al di sopra dei tacchi e delle colonne dell'invasatura. Ventreria dello Jal dev'essere errore per Ventriera. Parrilli (1866): Ventriera. V. s.
Invasatura.
Ventriera2. — Fascia bianca « di forte tessuto, che sostiene e copre il mezzo della vela piegata sulla sua verga ». (Guglielmotti). Non è in uso.
Ventrino. — Pezzo di tela o intrecciamento di trinelle, in forma triangolare, usata a tenere alzata la pancia o il centro di vela quadra, quando è serrata sul pennone. (V. Parrilli: Fincati). Anche Pettorina. V.
Bianca;
Folpo.
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Ventrini delle imbarcazioni: specie di rizze, costituite da cavo rivestito di olona o da strisce di tela, che circondano dal lato esterno un'imbarcazione sospesa alle grue e la tengono ferma alle grue stesse.
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SERRARE LE VELE IN VENTRINO (disus.): v. s.
Vela.
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Ghia del ventrino: cappello. V.
Bianca.
Ventuccio. — Piccol vento. (Tommaseo e Bellini). Non è in uso.
Ventura (Sior ~) (Venez.). — Nella frase: Èco quà sior Ventura « Ecco il vento ». (Ninni 252). Anche in Toscana Il sor Venturi « Il vento ». (Petrocchi).
Ventura (Andare alla ~ ) (Frase ant.). — Dicesi del nocchiero quando conduce il bastimento senza determinazione, a caso. (Garzoni 879).
Venturiera. — Nome d'una barca di guardia della tonnara, in Sicilia. (Parona).
Verbale. — Riassunto compilato dal capitano di tutte le deliberazioni prese nel tempo del viaggio, per i casi ordinarii e straordinarii. Per gli affari criminali è fatto dallo scrivano. Così definisce lo Stratico (Appendice) il Processo verbale, che ora si chiama comunemente solo Verbale, e che viene compilato di solito da una commissione pure in numerose altre circostanze.
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Verbale dei cali e sfridi: verbale dei cali e sfridi accertati nelle ricognizioni periodiche dell'effettiva consistenza dei depositi viveri. I verbali dei cali e sfridi debbono essere approvati dal Ministero della Marina.
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Verbale di cessione di comando: compilato in occasione dello sbarco del comandante di una nave della R. Marina su apposito modulo che comprende lo stato di efficenza delle varie parti e servizi delia nave (scafo, apparato motore, armi, macchinarii, materiali elettrici, ecc.), l'esistenza delle dotazioni di bordo, dei viveri, dell'acqua dolce, del denaro della cassa di bordo, della bandiera di combattimento, ecc. È firmato dal comandante cedente e da quello che lo sostituisce nel comando.
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Verbale di collaudo: compilato in base ai risultati delle prove di collaudo di materiali, macchinarii, armi, ecc. dalla commissione ad esse preposta e contenente il parere della commissione stessa circa l'accettazione o rifiuto.
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Verbale di consegna: comprovante il passaggio di consegne tra ufficiali incaricati
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del materiale o tra capi carico in occasione dello sbarco o sostituzione.
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Verbale di distruzione: comprovante la distruzione fatta col fuoco, in presenza di apposita commissione, di documenti secreti o riservatissimi abrogati.
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Verbale di perdita o di rottura: per constatare la perdita o rottura di materiali di dotazione e per accertare se esse sono dovute a incuria del personale o a cause di forza maggiore.
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Verbale di ricognizione: v. s.
Ricognizione.