Pagina 1208

Vivo1: — Choverta viva (ancon. sec. XIV): v. s. Choverta. — Corpo vivo (venez. ant.): v. s. Corpo. — Opera viva: v. s. Opera. — Scalo vivo: v. s. Scalo. — Vivo (ant.): epiteto dato a una fabbrica di vascelli, quando vi è un gran numero d'artefici che accudiscono con speditezza al loro lavoro. (Saverien).

Vivo2 (Term. ant.). — Parte della carena che sta sott'acqua. Opera viva. Quirino (1431): il vivo della nave; Crescenzio (1602, p. 33): la Tapèra vicina al vivo ... Frà la Tapèra, e il Vivo ... (Jal). Cristoforo da Canal (1557 o 1558): nella fabrica del vivo, ò corpo per meglio esser inteso d'una Gallia à tre remi per banco. (Jal).

Vivo dell'acqua (Term. sec. XVIII). — Alta marea. Franc. Vif de l'eau. (Saverien).

Vizcaine (Term. sec. XVI). — Certe navi spagnole nominate dall'Ulloa. Spagn. Vizcaynas. (Zaccaria, Raccolta 142). Cfr. Biscaina. (Spagn. Vizcaino « Biscaglino »). Vizcaina fu pure il nome d'una delle navi di Colombo. (F. Colombo, Le historie della vita e dei fatti di C. Colombo, Milano, 1930, II 191).

Vizcocho. — Antica voce significante «Biscotto», registrata dallo Jal come veneziana e spagnola. Deve trattarsi d'una svista dello Jal: essa non deve essere veneziana.

(Trent. ant.). — Antico approdo di foderi (trent. Zate) lungo l'Adige. Rimasto nome di luogo. (Dal lat. vadum a «guado», con significato mutato: Schneller, Tir. Nam., Innsbruck, 1890, p. 223; Prati, Quistioncelle topon. trent., Rovereto, 1914, p. 12).

Voca (Napol.). — Voga. — Boca arrancata (napol. sec. XVII): v. s. Voga arrancata.

Vocca di ràncio (Tarant.). — Scalmo. Cfr. Bocca di ràncio.

Voce (Term. ant.). — Saluto alla voce. La mattina all'apparire dell'alba Sua Cesarea Maestà si discoprì con XXXI galere salutando
1209
Sua Beatitudine con suoni di trombe, e le voci delle ciurme. (San Lancerio, I vini d'Italia, citato da Fanfani e Arlia, s. Urrà). — Voce di comando: ciascuna di quelle espressioni articolate, generalmente concise e brevi, usate dagli ufficiali per dirigere lo svolgimento delle pratiche giornaliere, l'esecuzione di manovre di insieme, il governo del timone, l'andatura delle macchine, il tiro delle artiglierie, la voga nelle imbarcazioni, ecc. Per la R. Marina esistono voci di comando regolamentari. — Saluto alla voce: v. s. Saluto; Onori navali. — V. Portavoce. — COMANDAR CON LA VOCE (disus.): trasmettere gli ordini coll'organo naturale, non col portavoce, ciò che si pratica col bel tempo. (Parrilli). Oggi Comandare a voce senza megafono. — DARE LA VOCE: gridare l'esecuzione d'un ordine o di lavoro. — Il gridare O issa !, o altro, per avvertire l'equipaggio di fare i suoi sforzi di conserva. (Saverien). (Franc. donner la voix. Il Varchi ha dare una voce « chiamare »: Tommaseo e Bellini). — Incitare i marinai ad eseguire simultaneamente /simultanemante/ gli sforzi necessarii per sollevare un peso, gridando cadenzatamente la voce di comando. V. Issare. — « Intonare una qualche canzone o cantilena per far si che i marinari alino o tirino d'accordo; è bene inteso che ciò non ha mai luogo a bordo delle navi da guerra; ma a bordo delle navi mercantili ove la gente è poca quest'uso è buono ed utile ». (Fincati). V. Ciloma. — PASSAR LA VOCE: v. s. Passaparola. Far passare la voce. (Parrilli). — SALUTAR COLLA VOCE: eseguire il Saluto alla voce. (Parrilli). — A portata di voce: v. s. Portata. — Alla voce!: comando che annulla l'ordine precedente. (Bardesono). Corrisponde all'espressione Al tempo !, usata per lo stesso scopo dal R. Esercito.

| p. 1207
p. 1208
p. 1209 |