Zavorra. — L'insieme di materiali pesanti che vengono imbarcati su di una nave per aumentarne la stabilità.
La zavorra viene imbarcata da una nave mercantile quando parte scarica o parzialmente carica da un porto per trovarsi in buone condizioni di altitudine al mare.
La zavorra viene imbarcata anche dalle navi che non abbiano sufficente stabilità. V.
Zavorra fissa.
I materiali per zavorrare le navi possono essere: ghisa in pani o in rottami per le navi da passeggeri e navi da diporto; ghiaia, sabbia per i velieri; piombo per le navi a vela da corsa; acqua nei doppi fondi per i grandi bastimenti e grandi velieri a scafo di ferro di costruzione recente.
La zavorra viene messa più in basso possibile per conferire alla nave il maggior grado di stabilità con l'impiego di quantità minima di materiale e verso poppa per ottenere una buona immersione dell'elica.
Un tempo usavasi zavorrare le navi ogni due anni. (Saverien, s. Savorrare).
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D'Ayala (s. Savorra): « In più tecnico modo di marinarie dicesi piano di stiva, o meglio levar di stiva ». V.
Coffa.
— Nelle navi antiche parte della zavorra veniva messa in giare. (Falconi 9).
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Zavorra d'acqua: quella costituita da acqua di mare che si immette nel doppio fondo delle navi munite di questa struttura, o in casse apposite (casse per zavorra d'acqua) sui bastimenti a struttura semplice.
Apposite valvole e tubi di mandata e di esaurimento sono adibiti all'imbarco e sbarco della zavorra.
Questo genere di zavorra concede una notevole economia di tempo e di spesa.
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Savorra buona (ant.): quella che si assesta facilmente, che non marcisce il fondo della sentina, che non imbarazza le trombe. Tale è quella formata da sassolini rotondi. (Saverien 410).
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Zavorra cattiva: della zavorra solida, quella costituita da sostanze limacciose o solubili nell'acqua, che possono ostruire le pompe di sentina, e che, facendosi molli e scorrevoli nei movimenti della nave possono comprometterne la stabilità. (Saverien: Savorra cattiva).
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Zavorra di ciottoli: costituita da ghiaia.
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Zavorra ferma (disus.): zavorra fissa. (Parrilli).
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Zavorra di ferro: costituita da pani di ferro. (Stratico).
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Zavorra fissa: quella imbarcata permanentemente su di una nave per realizzare uno stabilito limite nell'altezza metacentrica, indipendentemente dalle variazioni del carico, e del consumo di combustibile, e il cui peso va a detrimento del carico utile trasportabile. Può essere liquida o solida. Nel primo caso può essere variabile.
La zavorra fissa può essere imbarcata anche nel caso (raro) di difetti di costruzione che compromettano la stabilità della nave, o su navi speciali come nel caso dei sommergibili. V.
Barchetta (II).
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Savorra grossa (ant.): formata di grosse pietre, e di pezzi di cannoni crepati ridotti in quadro. È scomoda. (Saverien).
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Savorra lavata: che si è lavata dopo d'essersene serviti e che può servire di nuovo. La zavorra è rinnovata ogni 2 anni, di solito. (Saverien).
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Zavorra liquida: v.
Zavorra d'acqua.
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Zavorra mobile: rinnovabile ad ogni viaggio.
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Zavorra pesante: fissa.
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Zavorra di pietre: costituita da grosse pietre. (V. Parrilli). Stratico: Zavorra di pietra.
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Zavorra di sabbia: costituita da sabbia.
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Zavorra solida: costituita da quei materiali che una nave può procurarsi sul luogo e che meglio si prestano allo scopo di ottenere, sotto il minimo volume, il peso voluto, la inamovibilità dei materiali stessi nei movimenti a mare, e la nettezza della stiva, garantendo la sentina da qualsiasi causa di ostruzione delle pompe. Detti materiali sono in generale: piccola ghiaia, pietre, o anche sabbia e terriccio,
Può essere costituita anche da pani di ghisa o di piombo, detti Salmoni, o da rottami di ghisa.
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Zavorra di terriccio: costituita da terriccio.
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Zavorra dei tuffatori: pietra che portano taluni tuffatori per regolare la loro velocità di discesa nell'acqua. V.
Sommozzatori.
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Zavorra dei tuffatori (ant.): pietra grossa 6 once, lunga 1 piede, tagliata in arco che i pescatori di corallo s'attaccano saldamente sotto il ventre, per non esser portati via dal moto dell'acqua, e per camminare più agevolmente sott'acqua. (Saverien).
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Zavorra variabile: quella liquida contenuta nei doppi fondi, il cui quantitativo può essere variato dal principio alla fine del viaggio in dipendenza del consumo di combustibile.
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Zavorra vecchia: quella che ha già servito abbastanza. (Stratico). Saverien: Savorra vecchia.
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Zavorra volante: una decima parte della zavorra, che viene allogata nelle parti centrali della covertetta. (Parrilli, 1866, II 455). Disusato.
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Barca da zavorra: galleggiante per il trasporto della zavorra nei porti.
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Barca di savorra: barca piena di zavorra.
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Battello da scarico di savorra: « serve a trasportare la savorra, quando se ne nettano i vascelli ». (Saverien).
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Burchio da saorna (venez.): battello da scarico di savorra. (Saverien).
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Casse zavorra: v. s.
Cassa,
Deep tanks.
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Cesta da zavorra: per l'imbarco e sbarco della zavorra (sabbia, terriccio, piccola ghiaia, ecc.).
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Coffa da zavorra: cesta da zavorra.
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Linea d'acqua in zavorra: v. s.
Linea.
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Linea di zavorra: v. s.
Linea.
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Nave in zavorra: « si dice della nave mercantile quando naviga senza il suo carico di merci. Generalmente, in tal caso, per mantenere la nave in buone condizioni di stabilità, si carica di zavorra in luogo di merci ». (Bardesono; Stratico).
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Paletta per la zavorra: per il maneggio della zavorra nello stivaggio.
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ANDARE IN ZAVORRA: col solo carico della zavorra. (Stratico).
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DIVIDERE E STIVARE LA ZAVORRA: frazionarne il carico in varii locali.
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FARE ZAVORRA: imbarcarla.
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PALEGGIAR BENE LA ZAVORRA: disporla accuratamente nella stiva: essa deve essere accumulata nel mezzo del locale, spianandola superiormente e terminandola a piano inclinato verso poppa e verso prora (a schiena d'asino) per non gravare troppo nelle parti estreme della nave, cercando di ottenere e conservare la differenza di pescagione più confacente alle qualità nautiche della nave. (Baistrocchi 929-930).
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SBARCARE LA ZAVORRA: toglierla da bordo, quando la nave imbarca le merci. (Stratico, s. Zavorrare).
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SCARICARE LA ZAVORRA: v. s.
Scaricare.
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VUOTARE LA ZAVORRA: v. s.
Vuotare.
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La zavorra rulla: si muove da un lato all'altro della nave. (Stratico).
(V. le varianti
saborra,
saorra,
saorna,
savorna,
savorra,
savurra: dal lat. saburra: Skok, Arch. Rom. XIV 395-406. Notevole la pronuzia di z dolce in zavòrra).