Pagina 1284

Ciapàr el largo (Venez.). — V. s. Largo.

Ciapo (Istriano). — Brancarella.

Ciaulara. — Rete del tipo tramaglio, usata dai pescatori dei compartimenti marittimi di Gaeta e di Napoli, per pescare i menidi, dal marzo al maggio, quando questi pesci si riuniscono in stormi numerosissimi per fare le uova. (Cannaviello 23).

Cieco (Fanale ~). — V. s. Fanale (p. 244). Anche Lanterna cieca

Cielo1: — Cielo fino: « cielo sereno e senza alcuna nuvola ». (Saverien). Non in uso. — Cielo offuscato: « si intende un Cielo coperto di nuvole. Si dice ancora Cielo grosso, quando le nuvole, che coprono il cielo, compariscono molto grosse e assai fisse, e si alzano allorché si rischiara » (Saverien). Oggi Cielo coperto. — Cielo a pecorelle: v. s. Cirro.

Cielo2. — Parte superiore della rete rivolta verso la superficie del mare. — Cielo d'un ponte, di un locale ecc.: la copertura di fasciame che lo chiude superiormente, limitandolo nel senso dell'altezza. — Cielo di un tendaletto: «il di sopra o la copertura del tendaletto di un canotto, per analogia all'imperiale o cielo di una carrozza». (Stratico). Si usa anche oggi per indicare la parte superiore, generalmente orizzontale, di un tendaletto qualsiasi. — Cielo della cucina (ant.): « forte e larga lastra di rame, che forma il disopra della cucina di una nave, traforata con un buco quadro e guernita di un tubo per l'uscita del fumo. Si mettono simili ripari anche sopra i forni ». (Stratico).

Cifero (Term. sec. XVII). — V. s. Zèfera.

Cifratura. — V. s. Sistema di cifratura e Crittografia qui in Appendice.

Cignòtte (Francavilla, Ari, abruzz.). — Facchino di marina. — (Più com.) Poco di buono, riferito agli abitanti dei luoghi di mare. (Finamore, Vocab. abruzz.). (Da un abruzz. *duccignòtte « abitante di Dulcigno », porto del Montenegro, ora spettante alla Jugoslavia. I Dulcignotti erano ritenuti pirati temibili. Cfr. duggegnòtte [Appendice] e raguseo: Maccarrone, Arch. Glott. XXVI 219).

Cilindro. — Uno degli elementi dei segnali di lontananza (gli altri sono: il Pallone e la Piramide) costituito da due armature metalliche rettangolari, coperte di tela dipinta in nero e disposte in maniera da intersecarsi su due piani perpendicolari tra loro, sicché l'elemento visto a distanza ha la forma di un cilindro.

Cima2. — V. s. Onda.

Cima della lenza. — Capo della lenza (qui in Appendice).

Cimariol (Term. it. dei marinai austr.). — Carica di penna d'una randa. (Dabovich).

Cimbello. — Definito s. Zonta (parm.).

Ciminiera2. — V. anche Monelli 68.

Cinco (Napol.). — Paranco. V. Paràngulo.

Cinta a mare. — V. s. Varo.

Cintura di forzamento. — Anello di rame o di altro metallo malleabile, applicato intorno al corpo del proiettile di un cannone ed avente un diametro leggermente superiore al calibro. Quando l'esplosione della carica lancia in avanti il proiettile, la cintura di forzamento s'incastra nelle scanalature della rigatura obbligando il proiettile stesso ad assumere un movimento di rotazione intorno al proprio asse. Anche Corona di forzamento.

Ciötta (Cremon.). — Tura. Pescaia. (Dal lat. *claudĭtu « chiuso »: Salvioni, Romania XXXIX 441; XLIII 577; Prati, Rev. Ling. Rom. XII 66).

Cippata (Còrso). — V. s. Ceppata.

Circomare. — V. s. Ministero della Marina in Appendice.

Circumnavigazione2. — V. anche s. Viaggio.

Cisterna arcform. — Quella costruita secondo il tipo Arc system (v. in Appendice).

Cisternina. — A p. 79, s. Bere, rettificare Cisternina in Cisterna.

Cittadella. — « Il cassero delle navi da guerra ». (Corazzini, VII 315). Non dell'uso in questo senso. — Cittadella corazzata: su talune navi corazzate di vecchio tipo, la parte centrale della nave munita di corazza, detta anche Ridotto o Ridotto centrale, nel cui interno erano sistemate le artiglierie. Sul tipo Duilio (1872) al disopra della cittadella vi era un ridotto superiore per proteggere la base delle
1285
artiglierie principali le cui torri erano alla loro volta sistemate al disopra del ridotto superiore. Sul tipo Sardegna la cittadella si elevava fino a coprire tutta la murata del cassero centrale.

| p. 1283
p. 1284
p. 1285 |