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Correre2: A p. 203 precisare che la prima accezione si riferisce al navigare per lunghi periodi di tempo e generalmente in mari lontani. — Barra da correre: v. s. Barra. — CORRERE IL BUON BORDO (ant.): « attaccare dei bastimenti mercantili, la cui presa è di conseguenza somma ». (Saverien). — CORRERE A PALO SECCO: v. s. Secco (III). — CORRERE A SECCO: v. s. Secco (III). — CORRERE SOPRA TERRA (ant.): v. s. Terra (II). — CORRERE SOPRA UN VASCELLO (secolo XVIII): v. s. Vascello. — CORRERE SULLA STESSA ROTTA: avere la stessa rotta. — CORRERE LO STESSO BORDO (ant.): fare lo stesso viaggio di un'altra nave. (Saverien). — CORRERE COL VENTO IN POPPA: v. s. Vento. — CORRERE A VOGA ARRANCATA: v. s. Passavoga.

Corretto. — Ridotto (calcolo nautico).

Corrosione. — Processo di dissoluzione più o meno lenta che si verifica nei materiali metallici (ferro, acciaio, ghisa, ecc.) quando sono in contatto dell'aria umida o immersi nell'acqua dolce o salata; ovvero, e più rapidamente, quando tale immersione è periodica e in prossimità di detti materiali immersi in acqua si trovano strutture costituite di metallo diverso. Nel primo caso, coi materiali ferrosi il processo si manifesta con uno strato superficiale di ruggine, il quale, una volta iniziato, aumenta di mano in mano di spessore, se non si provvede ad asportarlo; e si propaga verso l'interno formando lentamente una specie di stratificazione conica, distaccando la quale si trovano delle incavature nel metallo, dette Butterature o Vaiolature. Essendo la ruggine una mescolanza di idrossidi ferrici, il fenomeno viene spiegato come un'ossidazione del ferro per l'azione simultanea del vapor d'acqua e dell'anidride carbonica quando i materiali sono in contatto con l'aria umida, e, sui materiali immersi nell'acqua, per l'azione dei gas dell'aria che l'acqua stessa contiene in soluzione. La corrosione che si verifica in quelle parti della carena dove trovansi applicate le prese d'acqua, le eliche o altri organi di bronzo, ottone o rame, nei tubi di rame, o di leghe, dei condensatori, ecc., viene invece spiegata come un effetto prevalentemente elettrolitico, dovuto alle correnti galvaniche che si formano tra due metalli, l'uno elettropositivo e l'altro elettronegativo, immersi in una soluzione elettricamente conduttiva, come ad esempio, l'acqua salata, nella quale il metallo anodico (ad esempio, il ferro) subisce un processo di dissoluzione e si corrode mentre il metallo catodico (ad esempio, il rame) rimane inalterato. Il fenomeno si verifica anche quando non si tratta di due metalli diversi, ma di uno stesso metallo con impurità o con eterogeneità strutturali o cristallografiche, o per differenza di temperatura tra le sue varie parti, o del liquido elettrolitico, per differenza di aerazione, per azione galvanica tra organi in movimento ed organi fissi, ecc. All'effetto delle correnti galvaniche si aggiunge quello delle correnti vaganti o vagabonde dovute, sulle navi, a difetti di isolamento dei circuiti elettrici, che si propagano attraverso le strutture dello scafo ed agendo su punti a potenziale diverso accelerano il processo di corrosione. Secondo le moderne teorie anche il fenomeno dell'ossidazione viene spiegato come effetto dovuto ad azione galvanica. I fenomeni di corrosione sono straordinariamente più imponenti con metalli diversi dal ferro, come le leghe leggere, l'alluminio, ecc. Per ovviare alle corrosioni, gli scafi, le sentine, ecc., vengono dipinti con pitture o vernici e le strutture ferrose vengono zincate. Sull'esterno della carena, nella parte subacquea, si applicano uno o più strati di pittura anticorrosiva, ricoperti a loro volta di pittura antivegetativa; sulle strutture esterne dello scafo si applicano uno o più strati di pittura antiruggine (minio, antimonio, ecc.) o di pigmento metallico (alluminio,
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ecc.) ricoperti, o no, di una pittura decorativa. Sulle carene, in vicinanza delle eliche, prese, ecc., nelle caldaie, condensatori, ecc., si applicano dischi, anelli o piastre protettrici di zinco o di leghe di alluminio o di magnesio la cui funzione è di produrre delle azioni galvaniche che corrodano il zinco o gli altri metalli di protezione invece del ferro. I dischi, piastre ecc. debbono essere periodicamente cambiati. Più recentemente invece di queste piastre protettive si impiegano ricoprimenti metallici (zinco, ecc.) variamente applicati (per esempio, a spruzzo), o pigmenti di metalli analoghi applicati su vaste estensioni nelle zone dove i fenomeni di corrosione sono previsti. V. anche s. Protezione contro la corrosione.

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