Gallobano2 (Term. ant.). — V.
Gallobano e
Galobano, a p. 288, dove è da aggiungere, che Gallobano era voce in uso nella Marina da guerra del regno di Sardegna. (Fincati 21).
Galupsa2. — V. p.
288, dove Acone va rettificato in Accone.
Gambo (dell'amo da pesca). — La parte che viene unita alla lenza.
—
Gambo ad occhio: munito di un foro per legarvi la lenza.
—
Gambo a paletta.
Gancio2. — Parte immersa della rete da pesca, terminante ad anello.
—
Gancio a scocco: v. s.
Gancio.
A p.
290, s. Gancio, II capoverso: « A favone » in luogo di « A pavone », espressione da sopprimere anche a p.
601.
Gancio3. — «Serve per uncinare il pesce portato colla lenza a fianco della barca o presso terra, onde non scappi al momento di trarlo fuori dall'acqua. Esso è un semplice uncino robusto ben appuntito, montato su una stanga lunga 1 ½ m. e sostituisce talvolta meglio il guadino o la volega». (Cella 23).
Garabotto (Term. sec. XVIII). — « Termine di Lingua d'oca, che significa un battello ». (Saverien).
Garante (Term. sec. XVIII). — « Capo di cordami, o manovre, che passano per entro delle carrucole e che servono ad alcuno amarraggio, e sopra cui i marinari alano per far giuocare il rimanente della corda ». (Saverien). Franc. Garant. Oggi Tirante.
Gardillo (Alto Adriatico). — Tirante attaccato con paranco alla vela del bragozzo. (Min. Agric., La pesca II 179). Cfr.
Gratillo.
Garo. — Nuvole di forma allungata annunziatrici, sui monti del Golfo di Genova, di venti settentrionali. (Min. Agric., La pesca II 57).
Garrare (Term. ant.). — Calafatare. (Saverien). Franc. Garrer.
Garriere. — Alberetto di cinque metri piantato nel mezzo dell'ontro lanciatore per portare il
foriere (v. in Appendice). (Min. Agric., La pesca II 191).
Garzoni di bordo (Term. sec. XVIII) — Giovanotti più grandi e di più età dei mozzi, e che facevano lo stesso lavoro, oltre quello della manovra. (Saverien).
Gastaurellara. — Specie di rete a conca detta da circuizione. Sicil. Causterellara.
Gatto4 (Term. ant.). — Su questo bastimento, nominato nella Cron. altinate nel 1148, v. pure Corazzini (La città /casa/ e lo stato 324).
Gente di mare. — Da sostituire a p.
296. Denominazione generica che comprende tutte quelle persone le quali per la natura della professione marittima sono soggette alla disciplina del Codice della Marina mercantile. Si divide in due categorie: persone addette alla navigazione e persone addette alle arti e industrie marittime.
Sono compresi nella 1a categoria: i capitani e padroni, i radiotelegrafisti, i medici di bordo, i commissarii e il personale di camera, i marinai e mozzi, i macchinisti, fuochisti ed altri individui con qualunque denominazione addetti ai servizi degli apparati motori sulle
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navi; i pescatori addetti alla pesca in alto mare o all'estero.
Sono compresi nella 2a categoria: i costruttori navali, compresi anche gli ingegneri navali, i maestri d'ascia e calafati; i piloti pratici locali; i barcaiuoli, i pescatori del litorale e gli uomini di rinforzo sulle navi da pesca in alto mare e all'estero.
La gente di mare di 1a categoria è inscritta in appositi registri tenuti dalle Capitanerie di porto e che si chiamano Matricole; ad ogni inscritto è rilasciato un Libretto matricolare o di navigazione. La gente di 2a categoria è inscritta in separati registri e ad essa è rilasciato soltanto un foglio di ricognizione. I piloti pratici locali sono inscritti in uno speciale registro, avendo il corpo dei piloti una sua propria organizzazione. (Sandiford 356-357).