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Capitulare Nauticum. — Raccolta di consuetudini marittime in vigore nei mari dominati dalla Repubblica Veneta (1225). È una delle più antiche fonti del diritto marittimo.

Capo1 (Term. ant.). — Cavo. (Ramusio; Crescenzio; Pantera; Falconi). (V. Crusca; Jal). V. Cavo. — Ant. TENER CAPO: tener compagnia col proprio (ad altro naviglio). (Consol. mare: Tommaseo e Bellini). — Nel siciliano Capi: sartie; Capu: spilorcia; sferzina; e in generale Capu per «cavo; manovra». Capu di rimòrchiu: cavo da rimorchio. (Nicotra); Capi di manùbbulu: manovre correnti.

Capo2. — Punta di terra che sporge notevolmente nel mare. Ant. anche Capo di mare (Crusca II 522, § XXXI, XXXII). Anche Promontorio.

Capo3. — Il Corazzini lo registra nel senso di: parte anteriore del bastimento, e lo Jal nel senso di: cap du navire. Nel primo caso si tratta d'un francesismo del Corazzini (Cap: prua); nel secondo d'una interpretazione sbagliata d'un passo del Pantera: Posticci sono legni, che vanno da un capo all'altro della galea, sopra i quali si posano i remi. Capo per Prua non esiste.

Capo4. — La voce Capo, premessa alle qualifiche delle varie categorie e specialità del personale della Marina militare, serve a designare i sottufficiali di quelle, aventi grado superiore a sergente maggiore: Capi cannonieri, Capi torpedinieri ecc. Però su ogni nave da guerra, nell'ordinaria pratica di bordo, le denominazioni Capo cannoniere, ecc. si usano per indicare i sottufficiali più anziani delle rispettive specialità, che sono i consegnatari (capicarico o contabili) di tutte le armi e dei materiali di ciascuna specialità. Il capocarico o contabile nocchiere, capo dei marinai, si chiama sempre Primo Nostromo. (Bardesono).
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— Col titolo di Secondo Capo, nella Marina da guerra si designano i sergenti maggiori: Secondo capo cannoniere, torpediniere, ecc. — I secondi capi della categoria « marinai » sono designati col titolo di Secondo nocchiere o Secondo nostromo. I gradi dei sottufficiali di ogni categoria e specialità della Marina da guerra, sono quindi i quattro seguenti: Secondo capo = sergente maggiore del R. Esercito. Capo di III classe = maresciallo del R. Esercito. Capo di II classe = maresciallo capo del R. Esercito. Capo di I classe = maresciallo maggiore del R. Esercito. La voce Capo entra inoltre nelle seguenti denominazioni: — Capobarca (v.). — Capocannoniere (v.). — Capocarico o Contabile: v. sopra. — Capocassa (disus.) (v.). — Capo-coffa: capo gabbiere che durante le manovre risiede in una coffa e vigila da presso i lavori che si compiono sull'albero. — Capo della guardia (term. di galere): basso ufficiale di servizio. — Capo flottiglia (v.). — Capo-fuochista: v. Macchinista. — Capo gabbiere: sulle navi veliere, ciascuno dei gabbieri più esperti che durante la manovra delle vele hanno sull'alberata i posti di maggior responsabilità. — Capo-gamella: amministratore, di turno per un mese, di ciascuna delle mense degli ufficiali e dei sottufficiali, a bordo delle navi da guerra. Anche Direttore di mensa. — Capoguardia (ant.) (v.). — Capolancia (disus.) (v.). — Capo macchinista (v.). — Capo-manovra: v. Alberante. — Capopalmetta (disus.) (v.). — Capopesca (v.). — Capo-pezzo: capo dell'armamento d'un cannone; puntatore in elevazione. — Capoprora (ant.) (v.). — Caporàis (v.). — Capo-rancio: sulle navi da guerra il militare più anziano d'ogni rancio. — Capo-segnalatore: v. Capotimoniere. — Capo squadriglia (v.). — Capo stiva: sulle navi mercantili, il marittimo responsabile dell'assetto d'una stiva. Fincati: Capostiva. — Capotimoniere (disus.) (v.). — Capo torpediniere: v. s. Torpediniera. — Capo-voga: nelle imbarcazioni dove si voga seduti con la faccia a poppa, ciascuno dei due vogatori poppieri, che dànno il ritmo della voga. Nella voga in piedi, il vogatore di prora. V. Spalliere.

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