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Cavo3. — Nome generico di tutte le corde in uso nella Marina, qualunque sia la materia di cui sono fatte. Venez. Cao. A seconda della materia di cui è formato, si distingue in: — Cavo vegetale (canapa, manilla, cocco [per navi da guerra e mercantili]; piassaba, erba pitta, sparto [per navi da pesca]). — Cavo metallico (acciaio, ferro zincato [per tutte le manovre fisse, per alcune delle correnti, e per gli ormeggi], rame [per parafulmini, ecc.]). — Cavo di cuoio (poco in uso; per i frenelli del timone). Il primo elemento della fabbricazione dei cavi vegetali è la filaccia o tréfolo, filo di fibra più o meno grosso. Commettendo le filacce si formano i legnuoli, e dalla commettitura di due, tre o quattro legnuoli si ottengono i cavi. A seconda del modo in cui è costruito, il cavo vegetale si distingue in: — Cavo bianco: di canapa non catramata. A parità di sezione è più resistente alla trazione del cavo catramato, che invece resiste meglio alle intemperie. Pertanto non è usato per l'attrezzatura, ma per gli eventuali lavori di forza. — Cavo piano: di canapa o altra fibra vegetale, risultante dalla commettitura di due, tre o quattro legnuoli. Usato per le manovre correnti e dormienti. Fincati; Guglielmotti: Cavopiano. — Cavo torticcio: che si ottiene dalla commettitura di tre o quattro cavi piani (cordoni). Usato per ormeggi, tonneggi e rimorchi (gómena; gomenetta; gherlino). — Cavo di primo tiglio: formato con le fibre più lunghe della canapa. Qualità migliore. — Cavo di secondo tiglio: formato con le fibre più corte della canapa. — Cavo da ormeggio: designazione generica dei cavi che si usano per ormeggiare (gómene; gherlini; cavi piani; cavi d'acciaio). Anche Ormeggio. Anche Cavi d'acqua (ant.: Tonello). V. s. Amarra. — Cavo da rimorchio: designazione generica dei cavi che si usano per rimorchiare (gómene; gherlini; cavi piani). — Cavo da tonneggio: designazione generica dei cavi che si usano per tonneggiarsi (gherlini; cavi piani). — Cavo manesco (ant.): corda non rigida né dura, ma che agevolmente si piega e si maneggia. (Tonello). — Cavo piloto: « è un conduttore elettrico opportunamente isolato e protetto, posato sul fondo del mare, lungo una particolare rotta da seguire fra pericoli o in caso d'intensa nebbia. Il cavo è percorso da corrente elettrica ad alta frequenza (generata a terra) che produce un campo elettro-magnetico, le cui linee di forza sono all'incirca degli ampi semicerchi concentrici al cavo stesso. La nave, provvista di due adatti ricevitori, analoghi a quelli radiotelegrafici (sistemati uno per lato) a seconda della diversa intensità o della uguaglianza dei suoni raccolti a dritta ed a sinistra, può accertarsi se si trova spostata lateralmente al cavo-piloto oppure sulla verticale di esso e quindi sulla rotta di sicurezza ». (Bardesono). — Cavo telegrafico o telefonico sottomarino: conduttore elettrico isolato e protetto per la trasmissione sottomarina dei dispacci telegrafici o telefonici. — Gente di cavo (sec. XVII): « marinai d'ogni sorte che stanno sopra i vascelli » (Pantera). Gente di capo. (Guglielmotti). (V. per l'uso antico di cavo « canapo » il Tommaseo e Bellini [Consol. mare, ecc.]. Dal genov. cavo, o dal venez. cao che soppiantò il tosc. canapo: non da un lat. *capum per capŭlum, ma da cao « capo », come comprova il marin. cima « canapo », cimetta « canapetto »: è un caso di sinèddoche. Anche capo vale «corda sciolta» [Guglielmotti 509]. Nel Pantera: cavo o capo di posta « fune da armeggiare ». V. Capo « cavo ». Un atto genovese del 1274 parla di cavibus 4 canapi [Jal, 1307, I col.]).

Cavobuono. — Ciascuno dei cavi che servono per portare in alto, al loro posto, ossia ghindare, gli alberi di gabbia, gli alberetti e l'asta di fiocco. — SempliceCavobuono : se formato da un unico cavo. — DoppioCavobuono : se da una coppia di cavi concorrenti separatamente allo scopo suddetto. In uso talvolta per gli alberi di gabbia. Anche Cavobòno.

Cavo da poppeCavo da prova, (Venez.). — Ruota di poppa; Ruota di prora (Jal).

Cavo de banda (Venez. sec. xv). — Capo di banda. (1420: Jal).

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