Cinta. — Nelle navi in legno, ognuna delle file longitudinali (corsi) di tavole del fasciame esterno, comprese tra il corso di fasciame più alto (soglia) e il terzo o quarto corso al disotto della linea di galleggiamento. Lo spessore delle tavole, massimo nella prima cinta, diminuisce gradatamente nelle cinte più basse. Anche
Incinta (disus.).
— Venez.
Zenta: dormiente dei bagli.
— Venez.
Zenta règia: cinta.
— Venez.
Zentoni: tavole di fasciame aggiunte alle cinte nelle parti estreme della nave.
Cinte (Orbetello). — Battute di pesca, fatte in grande, nel mese di dicembre. (It. Dial. IV 214, 215).
(Da cìngere).
Cintura:
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Cintura corazzata: protezione parziale, con piastre di corazza, dei fianchi delle navi da guerra. Si estende un poco al disopra e al disotto della linea di galleggiamento, e si prolunga verso prua e verso poppa di quanto occorre per proteggere le parti vitali della nave.
—
Cintura di salvataggio: specie di panciotto di stoffa, da allacciarsi alle spalle e alla cintola, contenente pezzi di sughero o altra materia leggerissima, oppure racchiudente nel suo interno un serbatoio di gomma da riempirsi d'aria soffiando in un apposito bocchino. È sufficiente per mantenere a galla la persona che l'indossa. Anche Cinta di salvataggio.
Cioccare. — Filare adagissimo, soltanto di quanto occorre, una corda in tensione, legata a una caviglia o a una galloccia. Si fa lasciando la corda parzialmente avvolta alla caviglia, in guisa che l'attrito di questa freni lo scorrere, e basti la resistenza di una mano per farlo cessare. Cfr. Calumare.
Ciôccia (Còrso). — Gallinelle (Plèiadi).
Ciombi. — Pietra o altro materiale per tenere le reti delle tonnare al fondo.
Termine dato dal Parona come sardo, dovrebbe essere invece di Piazza Armerina (Sicilia) dove Ciömmu vale « piombo ».
Ciorma (Basso lat.). — Ciurma. (1312: Du Cange).
Ciòssa (Genov.). — Gallinelle (Plèiadi). Còrso
Ciôccia.
(Genov. ciòssa « chioccia », còrso ciòccia).
Circolo:
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Circolo di evoluzione:
curva d'evoluzione (v.).
—
Circolo orario o di declinazione: ciascuno dei circoli massimi della sfera celeste, passanti per i poli nord e sud. Sono i circoli massimi che sulla sfera celeste sarebbero tracciati dai piani dei meridiani terrestri, prolungati. Sono chiamati in tal modo perché essi segnano gli spostamenti orari degli astri nel loro movimento apparente diurno, e su di essi si misurano le declinazioni degli astri medesimi.
—
Circolo a riflessione: strumento misuratore d'angoli fondato sugli stessi principi del sestante. Ma la sua base è un intero circolo, e la doppia riflessione è ottenuta con prismi. Mentre la massima ampiezza di angolo che si può misurare col sestante è di 130°, col circolo si raggiungono i 180°. È adoperato nella navigazione costiera e nei lavori idrografici per la misura degli angoli formati dalle visuali dirette a punti terrestri. Nella Marina italiana si usa un circolo a riflessione designato col nome dei suoi inventori: Circolo Amici-Magnaghi. V.
Sestante.
Circondario marittimo. — Ognuna delle zone in cui è ripartito il littorale di un
Compartimento marittimo (v.). Vi presiede, nel capoluogo, un ufficiale del Corpo delle Capitanerie di Porto, la cui residenza si chiama Ufficio di Porto.
Circoscrizione marittima. — Riguardo alla giurisdizione marittima il littorale del Regno è diviso in direzioni marittime
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(ora 13), suddivise in capitanerie di porto, uffici circondariali marittimi, uffici locali marittimi e delegazioni di spiaggia.
Ai capitani delle direzioni marittime, ai capitani e ufficiali di porto preposti a un circondario, sono affidate le funzioni di ufficiali pubblici per gli atti loro assegnati dal codice per la Marina mercantile. Questi sono atti pubblici per gli effetti civili e penali. (V. Encicl. It. X 415).