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Controgabbia (Term. disus.). — Nome indicante le gabbie volanti dei velieri che hanno le gabbie doppie. Guglielmotti: Contraggabbia.

Controguglia (Term. ant.). — V. s. Contragguglia.

Controincinta. — Controcinta.

Controlande. — V. Controlandre. (Laugieri, 1880).

Controlandra. — Ferro che con una estremità si aggancia all'anello d'una landra e con l'altra s'imperna sul fianco della nave sotto il parasàrtie. Guglielmotti: Contrallandra. V. Landra. Genov. Contralanda, sicil. Contralanni.

Contromadiere. — Nelle grandi navi in legno, pezzo di costruzione più corto del madiere, ma dello stesso spessore, che si accoppia ad esso dal lato di prua, o da quello di poppa, per comporre la base di quel doppio ordine di pezzi che formano ogni quinto (v.). Anche Mezzomadiere. V. Staminale.

Contro maestro (Term. sec. XVIII). — V. s. Contramastro.

Contro-maggiere (Term. ant.). — Dormiente. (Tonello, 1835).

Contromantelletto. — Registrato dal Guglielmotti nel significato di Controbattente, non è conosciuto in marineria. È nello Stratico (III 199).

Contromantigli. — V. Contramantiglio. (Fincati).

Contromarcia (Per ~). — Dicesi dei cambiamenti di rotta d'una forza navale in linea di fila, quando tali manovre si fanno in modo da conservare la formazione in una sola linea. Per accostare, ogni nave attende che lo abbia fatto quella che la precede, e comincerà a girare quando sarà giunta nel punto dove trovavasi la nave prodiera quando iniziava la manovra. Disus. Contrammarcia. — Contromarcia (Per via della ~) nel Dudleo (sec. XVII: Tommaseo e Bellini).

Contromarciapiede. — Breve marciapiede ausiliario guarnito a ciascuna estremità dei pennoni di gabbia dei grandi velieri, per dare un più sicuro punto d'appoggio ai gabbieri che debbono recarvisi per prendere le mani di terzarolo o per altri lavori.

Contromarciare. — Verbo registrato da Corazzini s. Contromarcia, mai usato da marinai.

Contromarea. — Corrente marina che, negli stretti e canali molto lunghi, ha una direzione opposta a quella della ordinaria corrente di marea (flusso o riflusso). Fanfani, Petrocchi, Guglielmotti: Contrammarea.

Contromarre. — In alcuni modelli di àncore senza ceppo e con marre girevoli, prendono questo nome due bracci più brevi uscenti dal diamante in direzione normale a quella delle marre, che servono per limitare la rotazione di queste all'angolo necessario per la buona presa.

Contromezzana. — Nei velieri a tre alberi a vele quadre, la vela che si distende sul secondo, a contare dal basso, dei pennoni dell'albero di poppa (albero di mezzana). È la vela più bassa di questo albero perché il pennone sottostante generalmente non ha vela (pennone di mezzana o vergasecca). È una delle tre vele che complessivamente si indicano col nome di Gabbie, e come le altre può essere doppia: ed allora le due vele prendono i nomi di Bassa contromezzana e Contromezzana volante. Già Contrammezzana.

Contromostacchio. — Dato erroneamente dal Corazzini per Controbriglia. V. Mostacchio e Briglia.

Contromure (Term. disus.). — Fune che serve di rinforzo alle mure. (Fincati; Laugieri). Reso dal Guglielmotti con Contrammura. Genov. Contramüa. Nome oggi non compreso, di cosa sconosciuta. (Casaccia).

Contropagliuolo. — Dato dal Dabovich per Fardaggio (v.).

Contropalata (Term. disus.). — Il colpo di remo che si usa nello sciare, per far retrocedere un'imbarcazione. È il contrario della palata, colpo di remo della voga. La voce è disusata poiché col termine palata si designano genericamente ambedue i movimenti del remo.

Contropappafico (Term. ant.). — Pennone e vela di controvelaccino. Già Contrappappafico. (Boerio, s. Contrapapafigo; Guglielmotti).

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