Cottimo (Venez. ant.). — Imposizione che i consoli delle scale del Levante mettevano sui vascelli, d'un tanto per cento. V.
Consolato (ant.). V. Boerio s. Cotimo; Rezasco; Rossi, Gloss. lig. 42).
Cotumba. — Barca delle Molucche. Anche Cotimba. Portogh. Cotumba: battelletto di Gugerat (India). (Zaccaria, Elemento iber. 465, Raccolta 99). V.
Cotimba.
(Dal gugerat e maratto kotamba, propriamente «tinozza»: Dalgado, Gloss. lus. asiat. I 315).
Covertetta1 (Term. ant.). — Nelle navi da guerra di linea del periodo velico si dava il nome di Covertetta a un ponte posto al disotto del ponte della batteria più bassa (
I batteria) e allo spazio compreso tra i due. La covertetta ordinariamente non si estendeva per tutta la lunghezza della nave, ma, a poppa, a prora e al centro, s'interrompeva per dare spazio in profondità ad alcuni depositi di materiali vari. Essendo al livello del bagnasciuga, la covertetta non aveva portellini e perciò era del tutto priva di luce. Verso poppa conteneva gli alloggi di quegli ufficiali per cui non v'era posto nelle batterie, e dei principali sottufficiali.
Sulle navi miste, nel periodo di transizione tra la vela e il vapore, mutando la disposizione dei locali interni, la covertetta prese il nome di
Corridoio.
Covertino (Term. ant.). — Sulle navi da guerra miste, si dava questo nome a un tavolato, composto di baglietti e tavole mobili, messo al disotto del ponte di corridoio, e allo spazio compreso tra quest'ultimo e il primo. Vi erano depositi di materiale vario.
— Oggi: tela o stuoia che si pone per riparo sulle piccole barche da pesca o da traffico, distendendola su di una lunga pertica orizzontale, in modo da fare come una capanna.
Corzare1 (Basso lat., venez. sec. XIII). — Stat. venez., 1255: Statuentes statuimus quod patroni navium debeant dare naves suas bene corzatas, et calcatas de fori. . . Lo Jal interpreta: Equipaggiare.
Cozze ammullicate (Tarant.). — Vivanda di muscoli marini aperti e coperti di pangrattato, olio, pepe, aglio, prezzemolo, e cotte al forno o sulla gratella. Anche Cozze a menza scorza, o arracanate.
Cozzo. — Non è usato per: Urto tra navi, come afferma il Corazzini. V.
Collisione.
Cozzoli (Plur.; Venez. sec. XVI). — V.
Chozolo. (Garzoni 872; Stratico III 200).
Crable (Term. sec. XVI). — Sorta di nave olandese. (Ramusio: Zaccaria, Raccolta 99).
Craiero. — Piccola nave nordica a tre alberi di 70-80 piedi di lunghezza. (Cfr. Craier presso Jal; Valkhoff 101).
CravaCravia, . — V.
Capra.
(Crava, cravia, crâia, forme genovesi per « capra », le due ultime nel senso particolare di « macchina, ecc. »).
Cravatta. — Pezzo di corda che si passa più volte intorno a due oggetti per legarli insieme temporaneamente, oppure intorno a due corde già tese, per fare una
strangolatura.
— In particolare nella manovra di distendere un'àncora trasportandola con una barca, si dà il nome di Cravatta a un grosso cavo annodato con un capo al banco poppiero, e passato più volte intorno al fuso dell'àncora per tenerla sospesa verticalmente all'esterno della poppa dell'imbarcazione. Mollando l'altro capo della cravatta, ch'è legato a prua della barca, si affonda l'àncora.
C.R.E.M. — Sigla del Corpo Reali Equipaggi Marittimi. V. s.
Corpo.
Crepante (Term. ant.). — Specie di cannone registrato dal Corazzini nel suo vocab. naut. per isbaglio, mentre faceva parte dell'artiglieria terrestre. (Guglielmotti).
Crescente del mare (Femm.; term. sec. XVI, XVII). — Marea. (Serdonati; Bartoli, ecc.; Zaccaria, Raccolta 57, Elemento iber. 466).