Fiorire1 (Term. disus.). — Inferire. (Fincati). Anche Infiorire. È il venez. Fiorrì le antene.
(Attestato dal 1715: Jal).
Fioritore. — Fighiera (di ferro o di legno). Anche Infioritore. (Fincati).
Fiottare. — Muoversi, ondeggiare, con grande agitazione, e propriamente del mare, per effetto della marea. (V. nella Crusca esempi dal sec. XIV). Non d'uso marinaresco.
Fiottìo (Term. non marin.). — Il fiottare di frequente. (Tommaseo e Bellini).
Fiòtto. — Rumore sordo del mare che precede e segue la tempesta. (Gugliemotti).
— Marea. (V. i passi riportati dagli scrittori, dal sec. XIV, nella Crusca).
Almeno oggi non d'uso marinaresco.
— Gonfiamento, ondeggiamento tempestoso del mare.
— Di fiume. (G. Villani).
— (Poet.): onda di mare. (Crusca).
(Fiòtto è l'unico continuatore del lat. fluctus « onda alta del mare »: Pieri, Arch. Glott. XV 475).
Fiottoso (Term. letter.). — Di mare mosso, fragoroso.
Fiôu (Genov.). — Commando. Nello Jal, per isbaglio, Fion.
Fischietto. — Diminutivo usato per designare un piccolo istrumento a fiato che emette fischi acutissimi e modulabili; generalmente d'argento, a bocchino ricurvo, con un padiglione sferoidale (la sua forma ricorda quella d'una piccola pipa). Usato nelle marine fin dai tempi del periodo remiero per dare i comandi agli equipaggi: sulle galee dai comiti, sulle navi moderne dai nostromi, che lo portano al collo con una catenella.
Col fischietto o fischio del nostromo si possono dare i comandi relativi alla manovra delle vele, dei remi e gli ordini generali all'equipaggio nella Marina da guerra; e mediante determinate serie di trilli e modulazioni si rendono gli onori alla bandiera nazionale e alle autorità che salgono a bordo e ne discendono. V. s.
Banda;
Comiti;
Fraschetto.
Fischio. — Il suono emesso col fischietto o col fischio. Anche Colpo di fischio.
— Sulle navi a propulsione meccanica, il congegno sonoro, generalmente collocato in alto lungo il fumaiuolo, che, mediante il passaggio di un getto di vapore o d'aria compressa produce un suono grave. Serve per chiamata al pilota, per le comunicazioni con la sua imbarcazione, per chiamata del medico, ecc., e principalmente durante la manovra della nave per segnalare l'inversione del moto e le accostate, quando è necessario per la vicinanza di altre navi:
un fischio breve: accosto a dritta;
due fischi brevi: accosto a sinistra;
tre fischi brevi: vado indietro a tutta forza.
Serve quale segnalatore acustico nella navigazione con tempo nebbioso.
Da non confondersi con la Sirena.
Fiscinaru (Sicil.). — Fiociniere, lanciatore. Anche Fiscineri.
Fisolèra (Venez.). — Barchetta lunga, stretta, leggerissima, spinta da 4, 6, o 8 rematori, usata per la caccia dei tuffetti (venez. fìsoli). Il Mutinelli ha Fisolara, lo Stratico Fisolera, il Guglielmotti Fisoliera. Vedi
Fusoliera. Venez. ant. (dal secolo XVI) Fisolara, Fisolera. (V. Jal; Rossi V., Lettere di A. Calmo 236, n. 1), sicil. Fisulera. E v. Corazzini, che ha anche Fisola (").
Fitta (Term. disus.). — La caviglia per impiombare.
(Dal lat. fīctus «confitto»: Belli, It. Dial. III 189-190).
Fitto (Term. disus.). — Dicesi che una nave è fitta in rame quando la parte metallica della sua chiodatura è di rame piuttosto che di ferro. (Fincati).
Fittura (Venez. sec. XV). — Attaccatura dei chiodi, delle caviglie, dei pezzi di legno. (1431: Jal).
Fiubba (Venez. sec. XVIII). — Arnese usato per commettere i frisetti coi bagli. (Jal, s. Frisetto).
— Lo Stratico (Appendice) fa corrispondere il ven. Fiuba a Majeri.
(Venez. fiuba « fibbia »).