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Focone (Term. ant.). — Sulle navi in legno, nella parte prodiera centrale del ponte sottostante a quello di coperta, il luogo dove erano installate le cucine. Quivi il tavolato del ponte era interamente foderato di rame. Vi era sempre un uomo di guardia per la vigilanza sul fuoco. (Stat. Cav. S. Stef. 1562; Bartoli, ecc.: Crusca; Tommaseo e Bellini. Cfr. ant. Focone « caldano grande »). Anche Fogone. — (Lucch.): gran lanterna per pescare e uccellare. (Petrocchi). V. Frugnolo. — Nei cannoni ad avancarica si chiamava Focone il foro praticato radialmente sulla parte superiore della culatta per la trasmissione del fuoco alla carica. Il termine è stato conservato nei moderni cannoni navali aventi la carica in cartocci di filaticcio, per designare il perno vuoto che attraversa il centro dell'otturatore, nel senso del suo asse. L'artifizio che deve provocare l'accensione della carica s'introduce nell'estremità posteriore del focone, il cui vuoto interno dà passaggio alla vampa fino alla carica. Anche Coprifocone. (Corazzini).

Fodera1. — Designazione generica dei rivestimenti protettivi che si fanno alle navi, ai pezzi di macchine, alle tubolature, ecc. (in metallo, legno, sostanze isolanti). — Fodera di rame: rivestimento di lamierino di rame posto sulle carene delle navi in legno per preservarle dai danni che produce la bruma o terèdine. Unica protezione efficace. — Fodera di zinco: rivestimento di lamiere di zinco posto talvolta sulle carene delle navi in ferro, interponendo un fasciame di legno tra i due metalli. Questa fodera che protegge la carena dalle vegetazioni e incrostazioni è usata particolarmente per le navi destinate a lunghe stazioni nei mari tropicali. — Venez. Fodra o Fodra d'una nave: i fasciami esterno e interno. V. Infassadura, Ribordo, Torello.

Foderare (una carena). — Rivestirla con la fodera di rame o di zinco.

Fòdero (Oggi non marin.). — «Legnami e travi collegati insieme per poterli condurre pei fiumi a seconda» (G. Villani, ecc.: Crusca). — (Meno com.): zattera. — Zattera militare. Anche Madiata (v.). — Travata, intravatura, collegamento di più travi, alberi, ecc., posto nei fiumi o luoghi paludosi e instabili, per difesa, o per sostegno di costruzioni. (Crusca).

Fodra (Venez.). — Fodera (v.).

Fogare. — Nel senso di: Volare con la maggiore velocità, a remi, a vele, a vapore, è deduzione del Corazzini su definizione arbitraria del Guglielmotti; ma non è affatto d'uso marinaresco.

Fòggia (Notig., licat.). — V. Fòrgia (sicil.).

Fogia (Sicil. ant.). — V. Fòrgia (sicil.).

Foglio d'ordini della Marina. — Pubblicazione quotidiana con la quale il ministero della Marina comunica le sue disposizioni e particolarmente quelle riguardanti il movimento del personale dipendente (militare e civile), ordini relativi alla disciplina sanitaria dei porti, modificazioni e ordini di temporanea durata circa segnalazioni e fari e quant'altro riflette disposizioni variabili o modificazioni a precedenti disposizioni. Anche le onorificenze (decorazioni, ecc.) sono portate sul Foglio d'ordini.

Foglio meteorico. — Distribuito dal R. Istituto Idrografico alle navi da guerra perché vi si registrino le osservazioni meteorologiche.

Fogón (Venez.). — Focone. (Anche nel 1420: Jal). Nella forma Fogone usato un tempo. (Garzoni 872; Jal; Zaccaria, Raccolta 151). Cfr. Fōgōnus in Stat. genov. del 1441. (Jal). Genov. Fōgōn. — Camerino di cucina (stanzolino nella prua della nave).

Fogonadura (Venez.). — Mastra. — Losca (del timone). Italianizzato in Foconatura (Fincati), non Foganatura (Jal, s. Fogonadura, catal., spagn.). (Ricavata l'immagine dal focone [venez. fogón]: Jal).

Fogonatura. — Apertura, spazio o buco, attraverso il quale passa un albero o l'àrgano per arrivare alla sua scassa. Così: Fogonatura dell'àrgano; Fogonatura della tromba; Fogonatura dell'albero di trinchetto; Fogonatura dell'albero di mezzana; Fogonatura dell'albero di maestra. — Fogonatura della coffa: apertura praticata nella coffa per dar passaggio a chi
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monta sulla coffa. Anticamente la coffa (cesta o gerla) serviva a contenere il marinaio di guardia.

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