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Fortuna2 (Basso lat.). — Nelle convenzioni marittime genovesi del secolo XIII era molto usata la frase ad fortunam et risicum meum. (Rossi, Gloss. lig. 50).

Fortuna di mare (Term. disus.). — Accidenti ai quali sono esposte le mercanzie che formano il carico d'una nave. (Fincati).

Fortunaggio (Term. ant.). — Fortunale. (Rime ant.: Tommaseo e Bellini; dubbio).

Fortunale1. — Tempestoso, burrascoso: se riferito allo stato del mare, si precisa con l'indicazione della direzione del vento che lo determina. (Già in Cino da Pistoia; Boccaccio: Crusca). Anche Fortunevole. (V. Crusca).

Fortunale2. — Tempesta di una certa durata che, per furia di vento e mare grosso, costringe le navi a prendere l'andatura di cappa o a fuggire il tempo (v.). (V. Crusca). Venez., triest. Fortunàl.

Fortunare (Term. ant.). — Correr fortuna di mare. (Tommaseo e Bellini). V. Infortunare.

Fortuneggiare (Term. sec. XIV, XVII). — Essere in fortuna, far burrasca (del mare). (Crusca). (Il Guglielmotti dà una definizione sbagliata). V. Fortunare.

Fortunevole (Term. ant.). — Fortunale (agg.).

Fortunoso (Term. sec. XIV, XV). — Tempestoso (di mare, onde, tempo). — Furioso, impetuoso. (Crusca).

Forza1. — Energia motrice: nelle locuzioni Mezza forza e Tutta forza, che indicano le andature d'un apparato motore richiedenti rispettivamente la metà o il totale dell'energia disponibile. — Potenza: nelle espressioni Forza indicata e Forza effettiva che si usano spesso in luogo di Potenza indicata e Potenza effettiva (v. s. Potenza). — In forza: Dicesi di cavo o catena in tensione. Il contrario di In bando. — Forza di remi: la propulsione a remi. Far forza di remi vale: Arrancare. Força de remi (Venez., 1351: Jal). — Forza di vele: il complesso delle vele addizionali che le navi a vele quadre aggiungono lateralmente a queste, quando il tempo è stabilmente bello. Si compone degli Scopamare, Coltellacci e Coltellaccini. — Manovra di forza: v. s. Manovra.

Forza (Bassa ~). — Equipaggio. (Dabovich).

Forza al caldaio. — Sulle navi da guerra, il numero totale dei militari che prendono i pasti ai ranci. Risulta giornalmente dalla rancia, cioè dalla lista dei presenti ai ranci. V. Caldaio e Cuoco del caldaio.

Forza navale. — Gruppo di navi da guerra riunite sotto un unico comando. Una sola nave destinata ad agire autonomamente è pure una forza navale. — Forze navali: la totalità delle navi della marina militare di uno stato: la flotta.

Forzare: — FORZAR DI VELE: per accelerare il cammino, spiegarne quante più se ne può portare, in dipendenza dell'intensità del vento che spira. — FORZAR DI REMI: arrancare.

Forzatamente (Term. sec. XVII). — Da forzato, in qualità di forzato. Vogar il remo in galera forzatamente per anni tre. (Stat. di Malta del 1630: Jal). Anche... vogar il remo in galera come forzati per tre anni. (Ivi: Jal).

Forzato1: — Tempo forzato: v. s. Tempo. — Sec. XVI: violento: rovaio forzato (sull'Oceano); forzato libeccio (Davanzati: Crusca, v. VI 409).

Forzato2 (Term. sec. XVI, XVII). — Galeotto. Anche Forzato di galea. (Crusca), Sforzato (in scritti venez.). Garzoni (874): Sforzati, cioè galiotti. V. Ciurma. — (Oggi: condannato ai lavori forzati). — Galera di forzati: di soli forzati. — Governatore dei forzati: comandante di una squadra di 10 o più galere con soli forzati al remo, presso i Veneziani. (Guglielmotti).

Forze (Venez. ant.). — Gioco, consistente in un esercizio di equilibrio, fatto per disfida tra Castellani e Nicolotti, spesso sopra due chiatte, in un canale, in uso dal secolo XIII. (Mutinelli 168).

Forzevole. — Di tempo burrascoso.

Forzìn (Venez.). — Merlino. Anche Spago forzìn. Stratico (Appendice): Forzino (non d'uso ital.).

Forzino. — V. Forzìn (venez.).

Forzo1 (Venez. sec. XVI). — Gli uomini armati d'una galea. (Sanudo: Corazzini).
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(Così è da tradurre il forzo usato dal Sanudo, e non con « ciurma », come fa il Corazzini. Cfr. l'ant. Sforzo [v.]. Forzo indicò anche un'« aggiunta di ufficiali alla Corte dei Giudici in Cipro », sotto la signoria veneta: Rezasco. Cfr. l'ant. forzo « forza, forze »: Tommaseo e Bellini; Zaccaria, Elemento iber. 178). — In altro senso v. l'articolo seguente.

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