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Galadella (Term. ant.). — Variante di Galladella, data dal Corazzini s. Galladello.

Galafà (Venez.). — V. s. Calafao.

Galafato (Term. sec. XIV). — Calafato. (Stat. d'Ancona, 1397: Jal). Cfr. venez. Galafà.

Galaldelo (Venez. ant.). — Piccolo legno al servizio di quelli da guerra, di maniera che può considerarsi come un palischermo. (Mutinelli).

GalandraGalandria, (Term. ant.). — Nomi riportati dal Guglielmotti quali varianti di Palandra. Secondo una citazione dello Jal s'incontra una sola volta il basso lat. Galandria, in una cronaca veneziana del secolo XIII, che è forse uno sbaglio di copista per Zalandria o Salandria. (V. Jal).

Galantarìe de mar (Venez.). — Nome generico usato dai pescatori per tutti i prodotti marini, che vengono loro ricercati dai naturalisti.

Galàssia. — Via Lattea.

Galata (Basso lat.). — Bastimento detto poi Tarida. (Jal).

Galatia (Basso lat., franc. sec. XV). — Forse bastimento affine alla Galata (1481: Jal).

Galavèrna. — V. Calavèrna. Venez. Galavèrni (I signif.: v. Calavèrna). Il Boerio traduce con Galavernie.

Galavetta (Term. sec. XVII). — Galvetta (v.). (Gemelli Careri: Zaccaria, Elemento iber. 472).

Galèa. — Bastimento sottile, di circa 50 metri di lunghezza, largo circa 7, con due metri di pescagione. Aveva da uno a due alberi a vele latine (raramente 3), e da ciascun lato da 25 a 30 banchi per la voga, che per esso era il sistema di propulsione più importante. Fino alla metà del cinquecento usò remi sensìli, cioè a un sol vogatore: due o tre di tali remi, appoggiati a scalmi ravvicinati, per ogni banco di ciascun lato (perciò due o tre uomini per banco). Si ebbero così rispettivamente la galea bireme, la trireme e la quadrireme. Nel cinquecento ai remi sensìli furono sostituiti i remi a scalòccio, uno per ogni banco di ciascun lato, maneggiato da 3 a 5 vogatori. (V. s. Remo). Dato l'impiego tattico, la sua artiglieria era sistemata per il tiro in caccia, e consisteva in un cannone posto all'estremità prodiera della corsia (cannone di corsìa o corsiero), di altri quattro cannoni posti lateralmente al primo, e di varie altre piccole bocche da fuoco sui fianchi. Lo stato maggiore della galea era formato di ufficiali a cui era riservata la condotta del combattimento, ma che erano al tutto ignari dell'arte e dei servizi nautici, e ai quali erano addetti il comito, i sottocomiti e un reparto di gente di mare da questi comandato. L'uso delle armi era affidato a un reparto di soldati e di bombardieri; e alla voga era destinata la ciurma (v.). Le galee erano le unità di linea e formavano il grosso di una forza navale: si avvicinavano al nemico, in linea di fronte, facendo fuoco con le artiglierie e mirando ad un sollecito arrembaggio. Per avere la massima facilità di evoluzione, senza la soggezione al vento, questi bastimenti, nel prendere l'assetto di combattimento, imbrogliavano o ammainavano le vele, e si avvicinavano al nemico con i soli remi. I Francesi trassero dalla nomenclatura delle nostre galee i nomi degli alberi, che poi restrinsero a designare soltanto quelli dei bastimenti latini: Arbre de meistre (albero di maestra). Arbre de trinquet (albero di trinchetto). Il Molmenti (Storia di Venezia VII ed., I 230) osserva che il nome di Galea si trova più spesso di prima, verso il secolo XI. Fu
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in uso dal sec. IX al principio del sec. XIX (ma in questo secolo non per la guerra). (V. Jal per la grandezza di certe galee veneziane [734-5] e Corazzini). — Galea bastarda: galea grossa, di forme rotonde, quasi più nave che galea. Di tali forme erano per lo più le galee capitane. — Galea bastardella: minore della bastarda, sempre più quartierata della galea sottile. — Galea birème: con due remi sensìli, e due vogatori per ogni banco di ciascun lato. I remi di lunghezza diversa. (Galea biremis: basso lat. sec. XII). V. s. Galea (1168: Jal). — Galera di bona voglia (sec. XVI): armata di bonevoglie. (Ann. genov., 1519: Jal). — Galea capitana (sec. XVI): galea dove era imbarcato il comandante d'una squadra di galee. — (Sec. XV) Galie catellane: sorta di galee non definite. (Sanudo I 347). (Ant. catelano « catalano »). — Galea da cinque remi al banco (a Venezia, sec. XVI). (Jal). — Gallia di condennati (venez. sec. XVI): galea con ciurma composta di forzati e di schiavi. (Cristoforo Da Canal; Jal). — Galea de Fiandra (venez. sec. XIV o XV): galea che faceva i viaggi da Venezia in Fiandra. (Fabbrica di galere: Jal). — Galea forzata (sec. XVI): con ciurma di forzati. (Ann. genov., 1519; Berni: Jal, Crusca). Anche Galea per forza. — Galera generale (sec. XVII): del capitano generale. (1657: Jal). — Galea grossa (genov. sec. XIV, venez. sec. XVI): galeazza. (Jal). A Venezia le Galee grosse erano di grandezze diverse, a remi e a vela (artimón, terzaruolo, papafigo e cochina). La prima galea grossa da guerra fu costruita nel 1294 da Demetrio Nadal, nell'arsenale. Per 60 di queste galee grosse occorrevano 15.000 uomini, e una spesa di 432.000 fiorini d'oro (= circa 5 milioni di franchi), all'anno. (Mutinelli 175). — Galea imbarbottata: galea difesa da una protezione fatta di tavole, cuoio e pezzi di ferro centinati. — Gallia libera (venez. sec. XVI): con ciurma composta di vogatori liberi. A Genova nel 1638: Galea di libertà, avendo i Genovesi rimesso in quell'anno gli uomini liberi (non schiavi, né forzati) sulle galee. (Rezasco). — Galea de Londra (venez. sec. XIV o XV): galea che faceva il percorso da Venezia a Londra. (Fabbrica di galere: Jal). — Galea lunga (venez. sec. XI): a remi, con 150 uomini di ciurma. (1084: Mutinelli). — Galea pianella (sec. XVII): col fondo molto piano, e che pesca poco. (Pantera, 1614). — Galea quadrirème: con quattro remi sensìli di lunghezza diversa e quattro vogatori per ogni banco di ciascun lato. (V. s. Galèa). — Galea quinquerème: con cinque remi sensìli di lunghezza diversa e cinque vogatori per ogni banco di ciascun lato. Ne fu varato a Venezia nel 1529 un esemplare disegnato da un certo Vettor Fausto, lettore di greco. Non fu mai riprodotto. — Galea de remis 40 (basso lat., genov. sec. XIV): (1329: Jal). — Galea sensìle o zenzìle: semplice galea di linea che non aveva a bordo il capo di un gruppo di galee, ma soltanto il proprio comandante (Sopracòmito [v.]). (Dallo spagn. sencillo « semplice »). — Galea del sexto de Fiandra (venez. secolo XIV o XV): galea del garbo delle Galee de Fiandra (v.). (Fabbrica di galere: Jal). — Galea del sexto de Romania (venez. sec. XIV o XV): galea del garbo di quelle che andavano in Romania, un po' più piccole delle Galee de Fiandra (v.). (Fabbrica di galere: Jal). — Galea sottile: di forme stellate, leggera, veloce. (Galea de subtilibus, Galea subtilis: basso lat., Stat. genov., 1333: Jal). — Galea tarida (basso lat.): galea armata pel traffico. (Jal). V. Tarida. — Galea da traffico (ant.): a Venezia, galea grossa armata ed equipaggiata, messa all'incanto dalla Repubblica al maggior offerente, per un viaggio commerciale. (Mutinelli 175-176). Era detta anche Galea da mercato (Sanudo), e così a Firenze, dove dal 1421 vigeva lo stesso uso. (Rezasco). — Galea trirème: con tre remi sensìli di lunghezza diversa e tre vogatori per ogni banco di ciascun lato. V. più sopra. — Provvisori delle galee (sec. XVII): magistrato genovese che armava le galee e amministrava
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la giustizia sulle stesse. (1607). A Venezia Provveditori all'armar, dal 1519. (Rezasco). — Cappone di galera: v. Cappone. — Cotighì in galèra (ancon.): cotichino cotto in umido con molti ingredienti. — ARMARE PER ANGARIE (genov. ant.): armare le galere, imponendo sull'estimo le galere e gli uomini, che dovevano essere spesati dai cittadini. (Rezasco). — ARMARE A POLIZZE, o PER VIA DI POLIZZE (genov. ant.): armare le galere, facendo patti cogli armatori, i quali ne anticipavano la spesa e il soldo, nella speranza di rifarsi colle prede. — ARMARE AL SOLDO (genov. ant.): armare le galere, pigliando a soldo per tempo determinato le ciurme, e restando così l'utile delle prede al Comune. — BANDIRE LE GALEE, I LEGNI ecc. (secolo XIV): pubblicare il giorno di partenza per un dato viaggio delle galee di mercato (v. Galea da traffico) cariche e guarnite. (Pisa, 1343: Rezasco). (Galeae [longae naves] nell'877 [Du Cange], γαλαία nel basso greco, galea [basso lat.] in doc. genov. del 1242 [Rossi, Appendice 167], galia in doc. ingl. [basso lat.] del 1242, galie [franc.] nel 1202, galie [plur.] nel venez. del sec. XVI, riferito al 1173. La forma galera si legge dal principio del sec. XVI [v. Jal]. Parola di origine sconosciuta. Il Canello volle riconoscere la forma prima di galèa nella calaria, citata verso il 1286 da Giovanni di Genova, derivandola dal lacedèmone κᾶλον « nave »; ma essa indica una nave da trasporto di legname, e viene da κᾶλον « legno », mentre la galèa è altra cosa. Canello, Arch. Glott. III 301, XV 388 n.; Thomas, Romania IX 486; Ettmayer, Zeitschr. Rom. Philol. XLVII 60; Bloch, Dict. étym. I 325; Jal; Vidos, Zeitschr. Franz. Spr. LVIII 462-476).

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