Galeazza. — Bastimento a vela e a remi, che prese forme definitive nella seconda metà del cinquecento. Era d'alto bordo, con casseretto e castello, attrezzato con tre alberi a vele latine e il bompresso. Aveva il ponte di coperta, e il suo palamento consisteva in 32 banchi sottostanti a quel ponte, con remi a scaloccio. Pertanto il ponte di coperta era libero per la manovra delle vele e poteva portare una batteria di grossi cannoni (circa 36) e altri minori installati sui fianchi. La galeazza, imitazione della galea da traffico con la sua attrezzatura e l'alto bordo, fu il coronamento degli sforzi per mettere le galee in condizione di meglio opporsi al crescente predominio della nave a vela.
Una squadra di galeazze al comando del Duodo fece una brillante sorpresa sulle forze dei Turchi alla Battaglia delle Curzolari.
— Il nome di
Galeazza (basso lat. Galeacia) fu portato pure da un bastimento genovese nel secolo XIV (1371: Jal), e fu usato da Frescobaldi, Pulci, Giambullari, Guicciardini, Machiavelli, Serdonati.
(V. Jal,. Crusca, Corazzini, Ugo Nebbia, Arte navale italiana 112-119).
—
Galeazza riformata (sec. XVII): v. s.
Galeratone.
— Nel secolo XVI, bastimento veneziano robustissimo, con 3 alberi e il bompresso, vele latine, 3 remi per banco, 40 pezzi di artiglieria di bronzo, e molti archibugioni da posta.
— Nei secoli XVI (II metà) e XVII, il più grande bastimento a remi, con bordo basso, 3 alberi e 3 vele, e con remi grossi, da 7 uomini ciascuno. La Galiazza veneziana era lunga metri 50,460, larga 7,308. (Mutinelli).
Galedella (Basso lat.). — È citata dallo Jal, e ripetuta dal Corazzini, quale variante di Galedello, ma senza attestazioni. Il Corazzini ha pure una venez. Galedela, la quale non potrebbe che essere una voce morta da tempo.
Galegala (Term. disus.). — Mastice indiano (calce viva, colla di pesce, catrame) per spalmare le carene prima di foderarle col rame. Anche Galagala, Gale-gale, Galgale.
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(Dal portogh. gala-gala, e questo dal malese gala-gala [Jal]. Già il Carletti derivava dagl'Indiani la parola e l'uso: Guglielmotti).