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Germetta (Term. sec. XVI). — Germa piccola. (1598: Jal, s. Germe).

GerminamentoGerminare; (Termini ant.). — V. Aggerminare e Gettito. (Stratico; Guglielmotti; Corazzini; Tommaseo e Bellini). Casaregio, Spieg. Consol. mare: « Tutto quello che dovrà fare, il faccia sempre con germinamento, cioè col consiglio del Nocchiero, dello Scrivano, e dei Marinari ». — Targa Carlo, Ponderationi sopra la contrattatione maritima (Genova, 1692): «Il caso più frequente, che dia adito a questo germinamento è quando si getta in mare per sollevar la nave e sottrarla dal naufragio». (Rossi, Gloss. lig. 117). (V. Zeno 167).

Germondo (Term. ant.). — Forma con cui il Guglielmotti rende il basso lat. Germundus (v.).

Germundus (Basso lat.). — Nome di bastimento che fu forse la Germa, non il Dromundus, come suppone il Corazzini, perché pure nominato e distinto nello stesso passo. (Jal).

Gesola. — V. Chiesuola. (Jal).

Gettare1. — Far gettito (v.). — GETTARE LE RETI: calarle. — GETTARE IL PONTE: mettere barche, pali, tavole, per far passare un esercito sopra un fiume. — GETTARE IL FERRO (sec. XVII): dar fondo all'àncora. (1657: Jal). Gettar l'àncora. (Laugieri). — (Ant.) GETTARE GENTE (sopra un'isola o una terra): scaricarvela per soprannumero di passeggeri. (Relaz. Santo Buono 14). — GETTARE UN'ÀNCORA: tagliarla dalla prua e perderla, per alleggiare il bastimento che sbanda pericolosamente dal lato di sottovento. (Laugieri). — GETTARE IL SOLCÒMETRO o LA BARCHETTA: per misurare il cammino del bastimento. (Laugieri). — GETTARE LO SCANDAGLIO. — Bastimento gettato in costa: naufragato per investitura in costa. (Laugieri). Nel Garzoni (874): Gettare le ancore, il palischermo, il ponte.

Gettarola (Term. ant.). — Sorta di giavellotto marinaresco. (Guglielmotti). Gittarola nel passo latino citato dal Guglielmotti.

Gettata1. — Diga costruita per riparo del porto. Nella architettura idraulica vi sono tre specie di gettate: L'una è quella detta a cassa idraulica, l'altra è quella detta a pietre perdute, la terza è quella che comunemente chiamasi Molo e che consta delle due prime specie insieme. — Scogliera artificiale o naturale. Anche Gittata. — La gettata in legno è, s'intende, una opera provvisoria. — Gettata a palafitte.

Gettata2. — Di un'arma da fuoco. V. Gittata.

Gettatoio. — Gran tubo prodiero per lo scarico delle ceneri, ecc. (Laugieri; Corazzini).

Gettito. — V. Getto.

Getto. — Il buttare in mare una parte delle merci o del carico di una nave mercantile per alleggerirla e sottrarla ai danni di un fortunale, di un incaglio, ecc. Anche Gettito, Gitto, ant. Giattura. Far getto, Gettare. V. Germinamento. Il getto è un'avaria comune, o generale, o grossa, preveduta dal codice di commercio. (V. Stratico; Corazzini III 248-252; Bardesono).

Gexetta da büscioa (Genov.). — Chiesuola (v.). (Frisoni).

Ghalea (Venez. sec. XV). — Galea. (1431). Nello Stat. d'Ancona del 1397:Ghalei (plur.). (Jal).

Ghébbio. — Nome sbagliato, accolto dal Guglielmotti, per il venez. Ghèbo (v.).

Ghèbo (Venez.). — Rivolo, rigagnolo. Anche Gèbo. — Ghèbi, a Venezia, quei canaletti che a guisa di vene portano l'acqua per tutta la Laguna. Ant. Gaibi. (Mutinelli). Non Ghébbio, come ha il Guglielmotti.
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(Padov., vicent., valsug. ghèbo « letto di fiume o torrente »: cfr. Bertoldi, Studi Etruschi III 303. Non dice il Boerio [s. Ghebo] donde abbia ricavata una forma barbarica gibbo, da lui citata allato a gaibo).

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