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Glava (Basso lat., venez. sec. XIII). — Dispensa. V. Giava. (Stat. venez., 1255: Jal).

Gnara (Ancon.). — Arrestatoio, strozzatoio.

Gnocchetto. — Barca da pesca piccola, grossolana, rotonda, nell'Adriatico. (Guglielmotti).

Goa (Basso lat., genov. ant.). — Misura di lunghezza usata anche per le navi, nei porti d'Italia e di Provenza, durante e dopo l'età di mezzo, pari a 3 palmi di 9 pollici, ossia a 27 pollici (cm. 73). Anche Goda, Grioa, Groa. (Jal; Rossi; Gloss. lig. 53, 117).

Góbalu (Cismontano, Bastia, còrso). — Barchetta fatta d'un tronco d'albero scavato, a guida di truogolo, usata dagli abitanti delle rive di Biguglia, ossia Chiurlino. (Falcucci 192, 436). (È forse da golabus [basso lat., genov.] [v.], con le consonanti invertite, anziché da gobbo [v. venez. ant.]; non certo da tróvula [còrso] con immissione di vogare: Guarnerio, Rendic. Ist. Lomb., s. II, v. XLVIII 660).

Gobbamento. — Il piegarsi dell'albero per l'arridare o tesare delle sue corde. (Corazzini). Gobbare, Ingobbare, Ingobbarsi. (Corazzini VII 322).

Gobbare. — V. s. Gobbamento.

Gobbi. — Scalmi rovesci. (Fincati). — Venez. Gobo de un brazzuolo: collo di una curva. (Stratico, III, Appendice).

Gobbo (Venez. ant.). — Battello a due remi. (Mutinelli).

Gocciolatoio. — Graticolato dal quale sgocciolano le corde incatramate. — Gocciolatoio da portellino: « cassettina di bandone, fissa nelle camere, e messa a pendio presso la murata del bastimento, sotto ogni portellino o finestrino, nella quale si raccoglie l'acqua che trapela dalle fessure in tempo di pioggia o di marosi, e per un piccolo tubetto se ne torna fuori ». (Guglielmotti). Oggi non si usano più, essendo la tenuta stagna ben assicurata dai moderni portellini di murata. Per raccogliere le eventuali lievi infiltrazioni dalle chiusure o le condensazioni d'acqua dei vetri, si praticano dei minuscoli pozzetti al di sotto dei portellini di murata nell'interno degli alloggi.

Gocciole (dei giardinetti). — Mensole di sostegno del tavolame dei balaustri. V. Giardinetto.

Goda (Basso lat.). — V. Goa.

Godiglia. — Remo a pala che si muove sulla capocchia di un grosso chiodo, adoperato dai Cinesi nei loro canotti yuyu, e maneggiato da un sol uomo. (Corazzini VII 322). — Franc. Godille (già Goudille, 1792): remo unico posto nel mezzo della poppa dei battelli, usato dai gabarrieri nei porti e nelle rade calme. (Jal).

Gôe (Genov.). — Gole.

Goeletta (Term. ant.). — V. Goletta. (Botta: Guglielmotti).

Gola1. — V. Goletta.

Gola2. — Passaggio stretto di mare (Petrocchi). — Voragine. — Tromba marina. (Tommaseo e Bellini). — (Sec. XIV): ramo, o braccio di fiume. (Crusca).

Gola3: — Gola della puleggia: scanaltura periferica sulla quale passa il cavo. — Gola della randa: angolo superiore prodiero della vela aurica. — Gola della scalmiera: v. s. Gòrgia. — Gola del picco o della boma: estremità prodiera, incavata a semicerchio per abbracciare l'albero intorno al quale il picco o la boma debbono rotare. Il picco, mediante la gola, può anche scorrere lungo l'albero; a tale scopo è guarnita la drizza di gola. Anche Corna. (Corazzini). — Gola: pezzo di legno concavo che s'inchioda al centro dei pennoni di velaccio, e che abbraccia una parte dell'albero, sul quale questi scorrono. (Laugieri). — Anche per Ghirlanda (v.). — Gola della rabazza: gola o intaglio praticato sotto alla rabazza d'un albero, nella quale s'insinua o scorre il bragotto nell'operazione di ghindare. (Fincati). — Còrso Gola: imboccatura del ritroso (rete).

Golabio. — V. Golabus.

Golabus (Basso lat., genov.). — Il Ghurāb degli Arabi (per cui v. Kindermann 71) importato dai Genovesi. Anche Golafrus (Jal), e nel Corazzini Golabio, Gollabro, Gorabio, Gorabo, Golafrio, Golafio, nel Guglielmotti Golafro (variante di Chelandia !), Gòrabo (variante di Cárabo !). V. Góbalu (còrso).

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