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Ancoraggio1. — Luogo, al riparo dai venti, dove i bastimenti possono gettar l'àncora, per restarvi. V. Anc., Sorgitore, Ancoramento (ant.). — Somma che una nave deve all'autorità sovrana del luogo (d'altro stato) dove getta l'àncora. In Italia valgono le disposizioni del decreto 11 gennaio 1923, n. 404. Diritto di ancoraggio; anche Ancoratico. (Presso Bembo, Bartoli: Ancoraggio; nel 1269 Anchoragio, 1326 Ancoragium [Jal]; 1195: Ancoraticum [Cod. bar. I]).

Ancoraio. — In antico: fabbricante di àncore, in un arsenale. Oggi le àncore sono costruite da grandi ditte specializzate.

Ancoramento (Term. ant.). — Ancoraggio (I signif.). (Jal).

Ancorare1. — Gettare una o più àncore nel fondo del mare. ANCORARSI: per tener ferma la nave. ANCORARE CON LA BARCA: mediante una grande e robusta imbarcazione portare un'àncora con la sua gómena o catena nel punto più acconcio, affondarla, indi mettere in tensione dalla nave la gómena o catena. Comunemente: Distendere un'àncora. ANCORARSI A RUOTA: con una sola àncora. Dicesi in tal modo perché la nave rimane libera di rotare intorno all'àncora pel mutare della direzione del vento o della corrente
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marina, assumendo con la chiglia successivamente le varie direzioni dei raggi di un cerchio che ha per centro l'àncora. ANCORARSI A BARBA DI GATTO: su due àncore. Afforcarsi.

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