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Guanciatura (Tarant.). — Mancia di pesce che i pescatori danno ad alcuno.

Guanero (Spagn.). — Barco per il guano (ingrasso). — Piccola imbarcazione del Perù. — Nel porto dell'Avana, barco per il trasporto del guano (sorta di pelo che si ricava da certe palme, e serve per i cuscini).

Guarango (Peruv.) (Acacia tortuosa). — Albero il cui legno fortissimo è impiegato nella costruzione di bastimenti.

Guarcuso (Term. sec. XIV). — Bastimento citato dal Ghinazzi (sbaglio per Chinazzo) all'anno 1379, senza descrizione. (Corazzini). V. Garchusi.

Guardacartocci1 (Term. ant.). — Colui che sulla nave aveva da far la guardia ai cartocci di polvere e da dispensarli all'atto del combattimento. Anche Guardafuoco, venez. Guardapolvere. Oggi le cariche vengono confezionate e dispensate in modo diverso.

Guardacartocci2 (Term. ant.). — Custodia di legno d'un cartoccio, per poterlo trasportare ben difeso da pericolo di fuoco. Anche Guardascartocci, Lanterna da cartocci, venez. ant. Guardascartozzi, Vardascartozzi. Oggi Cartocciere.

Guardacavo. — Termine dato dal Parrilli, per Radancia, ma non usato in marina. Lo stesso si dica di Guardacanapo, dato dal Corazzini.

Guardacibarie. — Voce data dal Corazzini, per Dispensiere, ma non usata in marina.

Guardaciurma (Romano ant.). — Guardaforzati. (Fincati; Guglielmotti). Genov. Guardaciüsme. (Cfr. franc. garde-chiourme: Dict. général; nel Parrilli [1846] garde-chourmes).

Guardacoffa (Term. ant.). — Ragna. (Stratico, III, Appendice). — Sicil. Guardacòffa: batticoffa.

Guardacorpo. — Draglie sistemate a murata nelle battagliole. Esse servono per potersi sporgere fuori bordo senza cadere, e per impedire dal cadere in mare, scivolando in coperta, per i bruschi movimenti della nave o sotto un colpo di mare. — Cavetti che si distendono da poppa a prua, o in altri punti della nave, per potervisi reggere nel circolare a bordo con mare molto grosso. Anche Passerino. Fincati: Guardacorpi o Tirelle. — Graticola guardacorpo: graticola di difesa attorno alle macchine a vapore. (Parrilli). (Cfr. franc. garde-corps « parapetto del bastimento »: Dict. général).

Guardacoste1 (Term. disus.). — Barca della capitaneria per il servizio marittimo dentro e fuori un porto. (Guglielmotti). Parrilli: Guardacosta. — Nave da guerra adibita al servizio di crociera lungo le coste in tempo di guerra (1687: Guglielmotti). Il vocabolo ha anche oggi lo stesso significato, ma questo tipo di naviglio è scarsamente usato. Le sue caratteristiche principali sono il maggior calibro e corazzatura compatibili col dislocamento della nave e limitata velocità e autonomia: dimensioni tali da offrire al nemico scarsa visibilità e bersaglio. Stratico: Nave guardacoste. V. Monitore; Ponte armato. (Forse dal franc. garde-cóte; 1617: vaisseaux de guerre garde costes: Dict. général).

Guardacoste2 (Term. disus.). — Sorta di milizia che in tempo di guerra si dispone sulle coste, nei paesi marittimi, per difesa dalle intraprese dei nemici, e, nel tempo di pace, per impedirvi il contrabbando. — Soldato che fa la guardia lungo la riva del mare, per impedire sbarchi, contrabbandi, ecc. V. Guardaspiagge. — Oggi per il personale e per i mezzi adibiti a tali scopi non si usa più la parola Guardacoste, ma si dice che si sono adibiti alla Difesa costiera.

Guardacuore (Term. sec. XVI). — Sorta di farsetto (già nominato nel sec. XIV: Tommaseo e Bellini), che il Garzoni (874) mèntova tra i vestimenti dei galeotti (guardacuori).

Guardaforzati (Term. ant.). — Veterani di marina assegnati in Francia alla vigilanza dei forzati nei bagni. A Roma Guardaciurma (v.), a Venezia Partigianieri (in realtà Partesanieri). (Parrilli; Guglielmotti).

Guardafuoco. — Riparo di tavole che si mette all'altezza della linea d'acqua del bastimento, intorno al corpo dello stesso, quando viene bruscato, perché le fiamme
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non sorpassino quell'altezza, e non s'incendi il cordame. (Stratico; Guglielmotti, Parrilli).

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