Impagliettare. — Fasciare con paglietti, atti a preservare da urti, attriti, ecc., organi di macchine o armi, strutture, cavi di ormeggio o di manovra.
— (Ant.). Mettere i paglietti, brande, e simili, a difesa del personale dei ponti scoperti, contro i tiri di moschetteria. (Stratico). Genov. Impaggettâ, venez. Impagetàr, córso Impagliettâ, sicil. Impagghittari. V.
Impagliettatura.
Impalcare. — Costruire palchi sui ponti, sulle torri delle navi, ecc.
— Fornire di tavolato uno scafo.
Deriv. Impalcamento, Impalcatura.
Impalcatura (Term. sec. XVII). — Voce usata dal Bartoli per ponti di navi. (Corazzini).
Impalellatura. — Sistema di unione dei travi costituenti la chiglia delle navi in legno, che si forma facendo combaciare le estremità di due pezzi successivi secondo tre piani, di cui due sono verticali trasversali alla chiglia e l'altro leggermente inclinato dall'alto verso il basso. Una serie di perni passanti verticali in rame, con una estremità a testa pochissimo sporgente e l'altra ribadita sopra una ghiera o rosetta, assicurano il collegamento dei due pezzi impalellati. (Russo). Anche Palella, Imparellatura.
—
Impalellatura a catena: sistema di unione come il precedente, nel quale si aggiungono due o più denti nel piano obliquo di contatto, allo scopo di dare una certa resistenza contro gli sforzi di trazione longitudinali, indipendentemente dai perni. Questo sistema non ha avuto un impiego molto esteso. (Russo).
Impalmar (Venez. ant.). — Spalmare. Seo per impalmar le galie. (Sanudo: Corazzini).
Impalmare. — Legare con più giri di spago i capi delle corde, per impedire che si scordonino (se non si fa la coda di ratto). (Carena; Bardesono, s. Impalmatura).
— Tirar dentro un cavo, una gómena. Spagn. Empalmar. (Corazzini). (").
— V.
Imparmare (basso lat.).
Impalmatura. — L'impalmare il cavo.
— La parte di esso che è impalmata. (Carena).
Impalomare. — Verbo registrato dal Corazzini come corrispondente a Imbalumare, ma da lui non documentato. Non si usano. Così Impalumare.
Impalpare. — Riunire e torcere gli uni sugli altri più fili, per farne un legnuolo. (Carena).
— Commetter legnuoli per formare una gómena o altro cavo. (Rambelli 670).
Impalvesare. — Pavesare. Così il Guglielmotti, il quale cita il Grassi (Diz. milit.). Questo però non registra il detto verbo, bensì Palvesata ecc., in senso militare, non marinaresco.
Impanàr le fodre (Venez.). — Mettere del vetro pesto con pelo di vacca nel fodero delle navi, per preservarle dal tarlo. Anche Impelàr le fodre. (Impanar le frode è sbaglio del Corazzini).
Impaniarsi (Term. sec. XVI). — Incagliare. (Sassetti: ... lasciate quelle secche, dove noi ci impaniammo...: Tommaseo e Bellini).
Impannare (la vela) (Livorn.). — Chiuderla. (Corazzini). Significa forse invece: Mettere in panna.
Impappaficare (Term. disus.). — Metter la vela di pappafico. (Corazzini). Il Boerio traduce il venez. Impapafigàr con Impappaficare, mentre il Guglielmotti conosce solo Impappaficare della Crusca, che valeva: Coprire col pappafico (sorta di cappuccio).