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Inescamento (Term. sec. XIV). — L'inescare. (1303-1306: usato in senso figurato: Tommaseo e Bellini).

Inescare. — Fornire d'esca l'amo. Ant. Adescare, sicil. Anniscari. — (Ant. poet.): abboccare l'esca. (Lo pesce inesca l'amo: Crusca). (Inescare, Inescatura, Inescamento, Innescamento, ecc. nel Guglielmotti hanno significato militare. In questo significato ora si usa Innescare, ma un tempo Inescare [v. Tommaseo e Bellini]).

In faccia. — A collo. (Fincati).

Infalcare. — V. Falcare. (Corazzini).

Infalzatura (Term. dei marinai austriaci). — Addoppiatura, labbro, raddoppio, rivolta. (Dabovich; Corazzini).

Infangare. — Condurre una nave a investire dolcemente su un fondo di fango, quando, per effetto di qualche falla, si teme che abbia ad affondare. (Parrilli II 661). Verbo non usato. — Infangarsi: di nave che incaglia in un fondo fangoso. Incagliamento non dannoso (Fincati). Verbo non usato.

Infanti. — V. s. Bastagio.

Infarcare. — V. Infalcare. (Corazzini). Verbo non usato.

Infarchare (Basso lat., genov. sec. XV). — Guarnire di falche. V. Farca. (Stat. genov., 1441: Jal).

Infasciare. — Fasciare (un cavo). (Dabovich). V. Imbaronare.

Infassadura (Venez.). — Fasciame.

Inferimento. — L'inferire. (Parrilli).

Inferire1. — Attaccare il lato superiore della vela (serrata coi gerli) al pennone, o all'antenna, o alla draglìa, per mezzo di funicelle chiamate Inferitoi e Matafioni, o Borose d'inferitura. Anche Fiorire, Infiorire, Invergare, genov. Infeî ünna veja, venez. Impenàr, sicil. Infiriri. Contrario di Sferire, Disinferire. (Dal lat. inferre « portar dentro, far entrare »).

Inferitoio. — V. s. Borosa, e Inferire. Anche Inferitore, Infioritore, Fioritore.

Inferitura. — In ogni vela, il lato che si allaccia (s'inferisce) al pennone, alla antenna, al picco, alla draglia o strallo. Anche Antennale. (Bardesono). — In ogni bandiera si chiama Inferitura il lato foggiato a guaìna che si annoda alla corda che deve alzarla. Anche Guaìna. — Guida d'inferitura. Nei pennoni delle vele quadre sono così chiamati quei sottili ferri a sezione tonda, lunghi quanto son larghe le vele, distesi ed impernati sui pennoni, dalla parte di prora. Servono per allacciarvi le vele. Si chiamano pure Fighiere ». (Bardesono).

Infermeria. — Locale o gruppo di locali destinati per la visita medica, per la degenza degli ammalati e per deposito dei medicinali.

Infermiere. — Nella Marina militare, i militari della categoria destinata ai servizi sanitarii sulle navi e negli ospedali militari marittimi. Portano una croce rossa in campo bianco, quale distintivo della categoria. I sottufficiali di questa categoria, che abbiano i requisiti necessarii, possono essere promossi ufficiali del Corpo reali equipaggi della categoria Infermieri. (Bardesono).

Inferno. — Era palazzo vicino all'arsenale di Venezia, abitato da uno dei tre provveditori o padroni all'arsenàl. (Mutinelli).

Infero. — Secondo il Guglielmotti, parlando di nave, di vento, e di posizione lor relativa, vale sottovento. Ma non è significato che abbia degli esempi, né è termine usato dai marinai.

Inferzare. — Cucire i ferzi per formar le vele o le tende. V. Ferzo.

Inferzato. — Citando la Crusca, il Guglielmotti lo definisce: «Fatto a modo di ferzo». Ma si tratta d'un grosso malinteso, avendo questa parola antica tutt'altro senso, e non marinaresco. (V. Crusca; Tommaseo e Bellini).

Infestare (Term. ant.). — Rovinare con navi armate le navi o le città nemiche. (Mettere in pronto un'altra armata, che vada a infestar le marine della Pugia [Puglia] e de la Calabria: Malipiero, 1482: Corazzini). — INFESTARE IL MARE: dei venti, delle tempeste, dei pirati, corsari, incrociatori, ecc., che impediscono o molestano la navigazione altrui. (Guglielmotti).

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