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Insellatura1. — In talune navi si dà ai ponti principali un avviamento a superficie concava con concavità in basso, il cui vertice corrisponde all'incirca alla parte centrale, costituente una specie di sella, detta Insellatura o Cavallino (v.). La insellatura ha un andamento parabolico che geometricamente è definito dalla proiezione ortogonale della linea di intersezione della superficie del ponte principale con quella dei fianchi sul piano di simmetria della nave. Indici della insellatura più o meno accentuata sono le altezze di rialzo o di rialzamento dei varii punti della linea di insellatura rispetto alla retta passante per il suo punto più basso, e parallela alla linea di costruzione.

Insenare. — Nel senso, voluto dal Guglielmotti, di « Entrare nel seno del mare » non fu, né è dell'uso.

Insenata1 (Term. ant.). — Seno di mare. (Prose fior.: Tommaseo e Bellini).

Insenatura1. — Piccolo seno di mare, o di fiume. V. Cala, Calanca, Seno. — Curva d'un fiume. — Canale tra isole. (Dabovich).

Insenatura2 (Term. ant.). — Insenature e Turrinche dicevansi le brache stabili, cioè non per uso momentaneo. (Stratico).

Insestare (Term. sec. XVI). — Disporre sei vogatori a ogni remo. (Paruta: Guglielmotti).

Insevare. — Spalmare di sevo. (Dabovich).

Insida (Tavola della ~) (Term. ant.). — Sino alla fine della Repubblica, a Venezia era una Magistratura che soprintendeva alle esportazioni di mercanzie. (Boerio; Rezasco, s. Tavola V). (Venez. ant. insida «uscita»).

Insieme! — Voce di comando per ottenere la simultaneità degli sforzi nell'alare una manovra a scosse successive, per vincere una forte resistenza, ovvero la simultaneità dei varii movimenti dei remi da parte dei vogatori.

Insir (Venez. sec. XVI). — Uscire (da un porto). — INSIR FUORA: sbarcare, scendere (da un bastimento). (Jal). (Venez. ant. insir « uscire »).

Insommergibile. — Di imbarcazione di salvataggio munita di casse d'aria e di altri dispositivi che la preservano dall'affondamento. (V. Corazzini). — (G. F. Bini [sec. XVI] chiamò il mondo sacra insommergibil nave).

Instabile. — Di naviglio che mal si regga per cattiva costruzione. Deriv. Instabilità. (Corazzini). Non si concepisce l'instabilità di una nave per cattiva costruzione: viceversa la stabilità più o meno grande. Essa può diminuire per cause varie, ma si tratta di insufficienza di stabilità, che può essere corretta. Quando una nave fosse addirittura instabile andrebbe a fondo alla prima sbandata.

Installare. — Fissare permanentemente al posto assegnato per il funzionamento o impiego macchinarii, artiglierie o altre armi, strumenti, attrezzi, arredi ecc., a bordo o a terra. Deriv. Installazione, non Installamento, Installatura.

Installazione. — Impianto, in ispecie d'artiglierie navali o di altre armi, telemetri, bussole ecc.

Insuare. — Registrato dal Guglielmotti per « Spingere in su, Issare », ma altrimenti sconosciuto.

Insula. — Isola. Registrato senza esempi da Tommaseo e Bellini.

Insulare (Term. letter.). — Di isola, di isole. (Tommaseo e Bellini; Petrocchi).

Insulario (Term. ant.). — Isolario.

Insusare. — Registrato dal Guglielmotti come corrispondente di «Issare», ma in realtà solo usato da Dante per « Innalzarsi » (non marin.).

Intaccare. — Del vento che percuote l'acqua del mare, e ne solleva le onde. (Guglielmotti). (") — INTACCARE IL VENTO: incominciare a ricevere il vento, nell'orzare per andare al più presso. (Stratico).

Intaccatura. — Arrivo tanto vicino all'occhio del vento, che la vela, stretta all'orza, pur ne pigli, e porti. (Guglielmotti). (') — Crespa che il vento forma nell'acqua. (Guglielmotti). (")

Intagi (Venez.). — Fregio (dei bastimenti a remi). V. Sperone. Nel Dabovich Intagli.

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