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Ladrone di mare (Term. sec. XVII). — Corsaro. (Redi: Crusca).

Lagada (Milan.). — Gita di piacere su un lago. — (Comasco): viaggio fatto in barca sul Lago di Como, per diporto. Dimin. Lagadina: viaggetto.

Laghee (Comasco). — V. Laghista.

Laghista (Comasco). — Abitante d'un comune del Lago di Como. Anche Laghee, che è però avvilitivo, e vale: Uomo rozzo. (Monti 396). — (Milan.): abitatore di laghi, rivierasco.

Lago. — Massa d'acqua permanente, dolce e a volte salsa o amara, che occupa una grande depressione del suolo. Poet. Laco. V. Limnologia. — Lago chiuso: senza scaricatore. (V. Encicl. It. XX 371-378).

Lagoncello (Term. ant.). — Lago piccolo.

Lagone. — Lago grande. — Piccolo spazio d'acqua marina attorniato da terra o da sabbie, di solito formato da queste, spinte dal mare sulle spiagge. (Tommaseo e Bellini).

Lagume (Term. sec. XIV). — Acqua stagnante che fa palude. (Crescenzio volgar.; Uberti, Dittam.; Sacchetti: Tommaseo e Bellini). — (Sec. XIV): laguna. (Tommaseo e Bellini).

Laguna. — Bacino d'acqua salsa, separato dal mare aperto per mezzo di lingue di terra, o di isole sabbiose lunghe e strette (lidi), con aperture verso il mare aperto, dette Bocche o Porti. Sicil. Lacuna. — In particolare le distese di acqua stagnante e salmastra lungo la costa veneta, dalla foce del Po a quella dell'Isonzo (Laguna di Venezia; Laguna di Marano). V. Estuario. — V. Atollo. (V. Encicl. It. XX 382-387).

Lagunare1. — Riguardante la laguna. Voce viva, non morta, come la danno il Tommaseo e il Petrocchi. — Società di navigazione lagunare, a Venezia. — Compagnie lagunari: di soldati addetti alla laguna. — Battaglioni lagunari (del Genio), a Venezia.

Lagunoso. — Di littorale pieno di lagune. In antico fu invece usato Lacunoso (Crescenzio volgar.: Tommaseo e Bellini).

Lagusa. — Camera delle galee. La cita il Corazzini da un vocabolario spagnolo-it.

Lai (Venez.). — V. s. Barcalà.

Lama1. — Ciascuna delle facce delle verghe angolate in uso nella costruzione degli scafi metallici. Dette verche possono essere a lame eguali o a lame diseguali. In questo ultimo caso la lama maggiore si chiama Anima e quella minore Ala. — (Venez. sec. XIV o XV): congiunzione e legatura delle due parti dell'antenna. (Fabbrica di galere: Jal). — Barra del boccaporto. Secondo un vocab. spagn.-it., citato dal Corazzini. — (Genov.): scatola di latta contenente la patente di nazionalità, il ruolo d'equipaggio, e le altre carte e documenti di bordo. (Laugieri). (Lat. lamina, attraverso il francese lame. Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 4869).

Lama2 (Istr.). — Lago piccolo. Cfr. it. Lama: tratto di campagna allagato, per mancanza di sfogo alle acque. (Dal lat. lama « palude »).

Lama d'acqua. — «Nella nomenclatura delle caldaie e delle macchine si dà questo nome a quelle porzioni di massa liquida contenute in spazi di piccolo spessore. Nelle caldaie a tubi di fiamma vi sono quindi lame di acqua verticali di separazione dei forni e lame d'acqua intorno e sotto ai forni. Si chiamano Lame d'acqua di raffreddamento quelle disposte attorno ai cilindri dei motori a combustione interna». (Bardesono).

Lambire. — Toccare, rasentare lievemente, detto d'acqua, o altro liquido, fiume, e anche di nave, e riferito a sponda, argine, costa. (Crusca).

Lambüggio (Genov.). — Mazzàcchera. Anche Lentìn.

Lamiera. — Lastre di ferro o di acciaio con le quali sono costituiti il fasciame interno ed esterno, quello dei ponti e delle sovrastrutture delle navi a scafo metallico; e anche i ponti di protezione delle navi da guerra. Sono di dimensioni varie a seconda della grandezza e del tipo dello scafo, della loro ubicazione e degli sforzi destinati a sopportare. La grossezza è stabilita per le
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navi mercantili dal Registro Italiano e da altri istituti internazionali. Le massime grossezze sono quelle della cinta e della chiglia piatta, se questa esiste: hanno grossezza superiore i corsi di fasciame dei torelli e dei ginocchi. La lunghezza è fissata in rapporto agl'intervalli tra le ordinate (da 5 a 7); la larghezza è raramente superiore a m. 1,20.

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