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Lentìn (Genov.). — Mazzàcchera. (Olivieri, 1851). Anche Lambüggio (Casaccia).

Lentino (Term. ant.). — Sorta di nave di Borneo. (Gemelli Careri: Zaccaria, Raccolta 336).

Lentis (Basso lat.). — Nave piccola. (Papias, 1053; Gloss. lat.-gall. Bibl. Sangermano: Du Cange). Manca allo Jal.

Lento1. — Di bastimento difficile o lento a ubbidire all'azione del timone, poco veloce, o pigro a virare. V. Poltrone. (Parrilli; Laugieri). — Di cavo: lasco. — (Ant.) di mare: tranquillo. (Tommaseo e Bellini; Crusca). — Lento!: voce di comando perché una data manovra sia eseguita piano. (Guglielmotti). Non si usa.

Lento2. — Bastimento a due vele. (Tommaseo e Bellini; Fanfani; Petrocchi). È citato dal Diz. mar. milit., cioè dal Pantera (44), il quale ha Leuto (v.): è quindi sbaglio di lettura.

Lenza1. — Arnese per pesca, composto di funicella di seta o di refe o cordicella di crino animale, e munito di uno o più ami a un capo. Nizz. Cimairòla, còrso Ligna. — Lenza del capone: « corda legata al gancio del capone, con la quale dal ponte di coperta si maneggia quello per agganciarlo alla cicala dell'àncora » da caponare. (Bardesono). — Lenza di cimedda (sicil.): lenza da cannella. — Lenza di fondo o a strascico o Spaderna: cordicella solidissima, di varia lunghezza, con un'estremità fissata a terra, e l'altra munita di piombini per mantenerne il resto nell'acqua, e di cordicelline (mobili o fisse) come piccole lenze, chiamate Bracci, provviste di ami e sugheri per mantenersi a una certa profondità nell'acqua, per lo più quasi orizzontali alla superficie del l'acqua. — Lenza per lucci: cordicella grossa, con un grappino (ancoretta a tre patte) invece dell'amo. — Lenza a mano: da tenere in mano. — Lenza 'i palàmutu (catan.): sorta di bullintinu con un amo solo e con penne bianche che nascondono l'amo, e ingannano la preda, adoperato per la pesca di palamidi (Pelamys sarda), ecc. — Lenza ramata (catan.): congegno costituito da un grosso amo, legato a un grosso filo di rame, lungo circa 3 passi, attaccato a sua volta a una corda di canapa, che forma il resto della lenza: serve per la pesca dei tonni, col mezzo d'una barca. (Lo Presti, Folklore It. IX 111). — Ant. Lenza semplice: consiste in alcune setole annodate insieme, con un amo in fondo. — Lenza a sonaglio: cordoncino di seta, con un'estremità fornita di amo, piombino e galleggiante, e con attaccata all'altra una stecca di balena, portante in un punto un piccolo sonaglio di metallo. La parte superiore della stecca penetra in un piccolo cilindro con punta metallica acuminata, da conficcarsi in un tronco d'albero, sul terreno o tra le connessure del selciato. Il moto del pesce abboccato fa suonare il sonaglio e avvisa il pescatore. — Ant. Lenza sorda: usata e permessa solo ai proprietarii dei luoghi, o agli appaltatori, ma non definita. — Galleggiante della lenza: sughero, attaccato a un punto della lenza e galleggiante alla superficie dell'acqua per avvertire quando il pesce ha abboccato e vuol fuggire. — Piombino della lenza: piccolissimo pezzo di piombo, per trascinare l'esca verso il fondo. — PESCARE, PIGLIARE A LENZA o ALLA LENZA. — TEMPERARE LA LENZA (letter. ant.): pescare con abilità a lenza. (Tommaseo e Bellini). (V. Lencia, Lensa. It. ant. lenza « fascia di lino »: dal lat. lenteum [linteum] « striscia di lino »: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 5072).

Lenza2 (da carpentieri). — Cordicella imbevuta di pittura, usata nella sala da tracciare, per i disegni di costruzione delle navi, quando la lunghezza delle linee rette da segnare oltrepassa i 5 o 6 metri, o arriva sino a 10 o 12 metri. Sino ai 5 o 6 metri si adoperano i regoli. Anche Legnola. Venez. Ligna. Secondo il Guglielmotti Lenza in tale senso era in uso già nel secolo XIV.

Lenza3 (Venez.). — V. s. Lensa (genov.).

Lenza de vento (Ancon.). — Filo, bava di vento. (Da lenza « cordicella » [v.], usata figuratamente: cfr. filo di vento).

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