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Abimmâ (Genov.). — Inabissare. (Frisoni, 1910). (Dal franc. abîmer).

Abissale (Fauna ~). — Gli animali delle grandi profondità marine.

Abissare (Term. ant.). — Inabissare. Il Garzoni (874) accenna ad acque che abissano un legno.

Abisso. — Massa d'acqua, a volte vorticosa, di gran pericolo per una nave. Ma più generalmente: grande, insondabile profondità d'acqua.

Abitabilità delle navi. — Tutto ciò che si riferisce alle migliori possibili comodità per i viaggiatori e per l'equipaggio delle navi. (V. Bardesono).

Abitacolo (Term. disus.). — Oggi: Chiesuola. Genov.: Bitàcola (v.).

Abolciara. — Rete da pesca poco dissimile dalla sagena.

Abonazao (Genov. ant.). — Abbonacciato. V. Abbonacciare.

Abordo (Term. sec. XVII). — V. Abbordo.

Abraccà (Còrso). — Accostare un bastimento all'altro. — Allacciare un peso per imbarcarlo. (Dal franc. abraquer « tirar un cavo a forza di braccia »).

Abrivassi (Orezza, còrso). — Abbrivare. V. s. Abbrevare (ant.).

Abrogli (Term. sec. XVI). — Secche. (Sassetti). (Dallo spagn. abrojos, portog. abrolhos « scogli »: Zaccaria, Elemento iber. 3).

Abruscare (Ancon. sec. XIV). — Bruscare. (1397: Jal).

Àbsidi. — I due capi dell'asse maggiore nell'orbita degli astri. Anche Àpsidi.

Aburianassi (Còrso). — Annuvolarsi con minaccia di buriana (v.).

Acacia. — L'Acacia nilotica provvede gli Egiziani di legname da costruzione. È la stessa spina nigra che Plinio (XIII, 64) raccomandava per le coste quoniam incorrupta etiam in aquis durat. A Cartùm, sul Nilo, non si adopera altro legname (sant o sant) per le barche.

AcagiùAcajù, . — (Anacardium occidentale). Albero delle Indie, il cui legno è usato ottimamente per i lavori di stipettaio negli arsenali.

Acal. — Navicella simile al canotto. (Jal; Spagn. acal [cfr. Zaccaria, Elemento iber. 417], il quale a sua volta deriva dall'azteco acalli: Friederici, Die Schiffahrt der Indier, Stoccarda, 1907, p. 47).

Accabannâse (Genov.). — Minacciar tempesta, abbuiarsi. (Dal genov. cabanna « capanna », con accenno al coprirsi del cielo).

Accademia Navale. — Scuola superiore di marina, a Livorno, fondata nel 1881 da Benedetto Brin per provvedere all'educazione e all'istruzione navale dei giovani che vogliono entrare a far parte, come ufficiali, della Marina da guerra nei Corpi dello Stato Maggiore generale, del Genio navale e delle Armi navali.

Accalummar'a cima (Tarant.). — Calumare.

Accannonare. — Ravvolgere tenda, vela o simili, sopra sé stesse, in figura di cannellone. Fuori d'uso. Oggi Rollare.

Accantierare. — Impostare (v.). (Laugieri, 1880).

Accaponare (Term. disus.). — Alzar l'àncora con la grue di capone. Anche Accapponare. Oggi Caponare e Capponare. Accaponatura.

Accappiare. — Cogliere, stringere col cappio. Anche Incappiare. — Fare il cappio a una manovra. Donde: Accappiatura.

Accasciare. — Del bastimento quando grava sopra un banco di sabbia o su secche, e, ripicchiando per l'ondeggiamento del mare, corre rischio di spaccarsi. — Accasciamento. (Guglielmotti). (Ant. accasciare « piegare »: da un lat. *quassiare « squassare »).

Accastellamento. — Atto ed effetto dell'accastellare (v.). — Collettivamente i castelli (v.) di prua e di poppa: ma oggi indica la parte emersa della nave.

Accastellare. — Fare castelli a prua o a poppa. — Nave accastellata: quella col cassero di poppa e il castello di prua.

Accavallare. — Delle catene di un naviglio ancorato in due, che fanno croce, girando il vento, e sono d'impaccio. Fuori
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uso. Si dice che le catene prendono delle volte.

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