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Macellare (Term. sec. XVII). — V. Mascellare. Anche nei Doc. tosc. (Guglielmotti). Crescenzio (38): per le taglie da ghindare Poleggie tre, da macellare Poleggie tre, da bette Poleggie due, .... (Cfr. tosc. volg. macellare per mascellare [di dente]).

Macellaro (Term. ant.). — Nelle armate, in ogni squadra di vascelli si soleva condurre un macellaio, che le provvedeva di carne fresca. (Pantera, 1614, p. 112).

Màchia (Ancon.). — Strappo nelle vele o nelle reti. (Perché rassomigliante a una macchia [ancon. machia]).

Màchina (Venez.). — V. s. Macchina.

Macinatoio (Term. disus.). — Piccolo molino a mano, che serviva a macinare il grano di cui si faceva uso a bordo dei bastimenti mercantili. (Laugieri). Ora i bastimenti mercantili e da guerra hanno solo la dotazione di farina, non di grano.

Macio del timone (Term. ant.). — Miccia, maschio, testa del timone. (Stratico). Anche nel Tramater.

Macium (Basso lat., pontrem.). — Grosso martello di ferro adoperato per battere sopra i sassi del letto di un fiume o torrente, in modo che restavano morti i pesci che vi si trovavano sotto. Pesca vietata. (Stat. pontrem.: Rossi, Gloss. lig. 62). (Cfr. genov. masso « maglio [nelle cartiere] », it. mazzo « mazzapicchio »: Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 5425).

Macoaria. — La registra il Corazzini nel senso di « Bonaccia assoluta », quale voce veneta. È certo uno sbaglio per Maccarìa, che non è però parola veneta.

Macone (Term. sec. XIV). — Gruppo di vento impetuoso. (Francesco da Barberino: Macones [lat.]; Fra Nicola da Poggibonsi: Macone: Guglielmotti). V. Buriana. (Dall'ant. Macone « Maometto », che per le genti cristiane dell'età di mezzo era un devastatore della cristianità, e fu ritenuto l'anticristo: Serra, Arch. Glott. XIX 203-204; cfr. Prati, Folklore It. VIII 122, 110, 115).

Madarola (Sissano, Istria). — Sorta di botticella adoperata dai marinai. (Da *mezarola [z dolce]: Ive, I dialetti dell'Istria 172).

Madel-Paruwa. — Imbarcazione di fiume, usata nell'isola di Ceilan, costruita in due metà, unite poi tra loro. (Encicl. Univ. Ilustr.).

Mader (Venez. sec. XIV o XV). — Madiere. (Fabbrica di galere: Jal). Oggi Mageri (plur.).

Madera (Term. ant.). — V. s. Madiere.

Madernale (Term. ant.). — V. s. Madiere.

Màdia. — Cassa traforata per far scolare il catrame soverchio delle corde incatramate. — (Ant.) Nave galluta di molta madia: v. s. Galluto. — (Ant.) Vascello di molta madia: galluto (v.). (Stratico). (Per somiglianza alla forma della madia).

Madia1 (Basso lat.). — V. s. Castra.

Madiata1 (Term. ant.). — Quantità di alberi da nave grezzi, legati insieme a foggia di zattera, per essere trasportati galleggianti sopra acqua, diretti da uomini che stanno su di essi. (Stratico). Negli Stat. pis.: Maidata (lat.). (Corazzini). Catan. Mània. V. Fòdero.

Madiere1. — Nelle navi in legno, pezzo centrale delle ossature del primo ordine, che appoggia direttamente sulla chiglia, più robusto degli altri scalmi. In corrispondenza al madiere trovansi nel secondo ordine i due ginocchi. Nelle navi in ferro le ossature sono rinforzate nella parte più bassa al fondo della nave generalmente per mezzo di una lamiera madiera. I madieri resistono agli sforzi dovuti ai pesi che gravano sui ponti e sulle murate e che tendono a deformare il fondo verso l'alto.
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Anche Madiero. (Guglielmotti). Venez. Piana. — Madieri acculati: v. s. Madiere rialzato. — Madieri di fondo: tutti quelli che corrispondono alla zona centrale della nave dove la chiglia ha un andamento rettilineo. — Madiere maestro: quello dell'ordinata maestra. (Stratico). — Madiere di porca: quello di base alle porche. (Stratico). — Madiere rialzato, rilevato: sulle navi in legno tutti quelli che, cessando l'andamento rettilineo della chiglia di mano in mano che si procede dal mezzo verso prora e verso poppa, debbono farsi di altezza gradatamente crescente per dare appoggio al paramezzale. La linea d'intersezione del piano diametrale della nave con la superficie passante al di sopra dei madieri si chiama perciò Linea di rialzamento dei madieri. Stratico: Madieri rialzati o acculati, Matere levate o scarnate. — Madiere della volta: v. s. Arcaccia. « Nell'ossatura della poppa delle navi in ferro, prende questo nome una paratia tagliata a forma di V collegata alla faccia prodiera del dritto di poppa. Tale paratia è il rinforzo trasversale dello sguscio della poppa, che si chiama appunto Volta della poppa ». Dicesi pure Paratia dragante. (Bardesono). — Mezzo madiere: pezzo più corto del madiere, ma della medesima doppiezza, ad esso congiunto o nel lato prodiero o nel lato poppiero, per accrescerne la larghezza e per incastrarvi gli staminali o ginocchi. (Parrilli). Anche Contromadiere. — Doppio madiere: si usa per il tipo di ossatura, nella cui parte inferiore si pongono due madieri affiancati a bracci disuguali, in luogo di tre pezzi (un madiere nel primo ordine e due ginocchi nel secondo) per maggiore robustezza e per economizzare i pezzi lunghi necessarii per fare i comuni madieri e i ginocchi. Gli scalmi delle ossature a doppio madiere non sono disposti simmetricamente: dalla parte dove si trova il braccio corto di uno dei madieri si pongono il ginocchio, il II, il IV scalmo, ecc.; dalla parte del braccio lungo si pongono il I, il III, il V scalmo, ecc. — Elevazione dei madieri: levata dei madieri. — Levata dei madieri: v. s. Fiore. Anche Elevazione dei madieri. — Linea di rialzamento dei madieri: linea del fondo. V. Madiere rialzato. — Testata del madiere: le due estremità alle quali vanno ad intestarsi le estremità inferiori del primo scalmo rispettivamente di dritta e di sinistra. — Per madiere: in direzione parallela a quella dei madieri e cioè perpendicolare all'asse longitudinale della nave. — Manfred. Matèjre: madiere della barca. Querini [1431]: Majeri; Doc. tosc: Mejero [Guglielmotti]; Dudleo: le Matere o maiere; Stratico [v. anche le sue due Appendici]: Madiere, Majero [questo con altro senso: ven. Maggiero; v.], Majer, Majeri; Guglielmotti: Madière, Madièro; D'Ayala: Madera, Madernale [Zaccaria, Elemento iber. 247]; genov. Maiè « maieri », Maiö « madiere », reso dallo Stratico con Majolo; venez. Mageri [plur.], ant. Mader; lomb. ant. Madriero [v.]; nizz. Amadier; napol., romano Matera; còrso Majere « maieri ». (Dal lat. matĕries « legno; legname », V. Matera. La forma majero sembra connessa col franc. ant. maiere, mayere «legno sottile» [Godefroy; Meyer-Lübke, Rom. etym. W. 5409], ma nel francese non fu parola marinaresca. Pieri, Arch. Glott. XV 379; Salvioni, Arch. Glott. XVI 455; Melillo, Note lessic. Capitanata 5; Tagliavini, Il dialetto del Livinallongo, Bolzano, 1934, p. 195).

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