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Maestro2. — Il capo o il primo d'una categoria di persone d'una maestranza. Anche Mastro. — (Sec. XVI): costruttore. (Corsali: maestri di far galere: Jal). — Maestro (sec. XVI): padrone di nave. (Ramusio III 359: maestro, over patron di detta nave). Bartoli: Mastro. (Crusca IX, § 56). Spagn. ant. Maestre. — Maestro d'acque, delle acque (ant.): ingegnere idraulico. (Crusca IX, 633, § 35). — Maestro d'ascia: titolo che, nella marina mercantile, si ottiene dopo 3 anni d'iscrizione negli allievi maestri d'ascia, e che abilita alla costruzione delle barche e alla manutenzione e riparazione degli scafi. Maestro d'ascia nel Breve mare Pisa (sec. XIV: Crusca); Crescenzio: Mastrodascia, Falconi: Maestro d'asse. V. Carpentiere. Sulle navi da guerra è così denominato il sottufficiale più anziano della categoria carpentieri, al quale compete l'incarico di capocarico carpentiere. — Ant. Maestro cannoniero: sottufficiale dei cannonieri. (Jal). — Maestro di casa: borghese preposto al servizio delle mense dei comandanti, degli ufficiali e dei passeggeri. Disus. Maggiordomo. V. s. Mensa. (Nel senso di « soprintendente all'economia d'una ricca famiglia » ha molte attestazioni antiche [sec. XIV, ecc.: Crusca IX, 634, § 48]). — Maestro di dogana (ant.): ministro principale di dogana. (Crusca IX, § 52). — Maestro della nave (sec. XIV): nocchiero, pilota. (Ugurgeri, Simintendi: Crusca). Maestro di nave nel Carletti (Zaccaria, Elemento iber. 247). — (Venez. sec. XVIII) Maestro penese: che tiene conto dei cavi e delle gómene. (Introd. all'arte naut., 1715: Jal). — Maestro di stiva: nella marina mercantile, borghese che provvede al carico e allo scarico. V. Capo stiva. — Maestro velaio, Maestro veliere: sulle antiche navi della Marina militare, il sottufficiale più anziano della categoria Velai, che aveva a carico di contabilità le vele, le tende, le tele, ecc., e ne curava la manutenzione e riparazione.

Maestro3. — Il Guglielmotti registra questo sostantivo nel significato di « Albero maestro », citando il Crescenzio (71) e il Pantera (171). Ma il primo ha Albero maestro, e il secondo Arbore della maestra.

Maestro4. — V. Maestrale. (Giamboni, G. Villani, ecc.: Crusca). — Il punto di maestro, nord-ovest (N.-W.). (Secondo il Crescenzio [156] questo vento è detto così, « per esser egli il maestro della Navigatione di questo mare Mediterraneo », secondo lo Jal per essere il vento più violento. S'intendeva forse il vento principale. V. Maestrale, Mistrale).

Maestrotramontana (Term. sec. XVII). Circio (v.). È uno degli otto mezzi venti. (Pantera: Tommaseo e Bellini, s. Maestro 14). Fincati: Maestro tramontana, Nord-nord-ovest. Anche Boreamaestro.

Maestruzza. — Capo a vento che sostiene alcuna vela volante di bel tempo, e specialmente la tarchia. (Guglielmotti). Significato dubbio, come quello di « piccola vela maestra », dato dallo stesso. — (Nel senso di funicella della rete, registrato dal Guglielmotti e dal Corazzini, fu usato per la ragna [da uccelli]; sicil. Maistrèdda).

Maèta (Genov.). — Maretta (v.).

Maeügio (Genov.). — Maguglio (v.). Nel Corazzini Maengio (per isbaglio).

Mafarda (Sicil.). — Pezzetto di spago per legare le due pezze di un muriddaru (v.), nei lavori della tonnara. (Pitrè, Studi Glott. VIII 53).

Màfaro (Term. sec. XVII). — Vela dell'albero di maestra. (Registrato dall'Oudin il quale ne indica l'accento). (L'Oudin lo dà anche nel senso di «zaffo»: è il sicil. màfara: Traina).

Magazin (Franc. sec. XVII). — Nave da carico al séguito d'una squadra, portante provvisioni d'ogni qualità. (1670: Jal).

Magazzeno (Venez. sec. XVI). — V. Magazzino.

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