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Armatore. — La persona o la società giuridicamente riconosciuta e che impiega la nave mercantile, per uno o più viaggi fornendola delle cose necessarie ed affidandola alla direzione di un capitano o di un padrone. Il proprietario della nave può esserne anche l'armatore. V. Padrone. (V. l'articolo Armatore nell'Encicl. It. IV 409-410). — (Ant.): corsaro. — Nave corsara (Crusca). Venez. ant. Armadór, Armatór, nei due sensi. (Boerio).

Armatoriale. — Qualifica di ciò che è dell'armatore o lo riguarda. — Compagnia, società armatoriale.

Armatura1 (Term. ant.). — Qualità e disposizione degli alberi e delle vele. Oggi Attrezzatura.

Armeggiare1 (Term. sec. XVII). — Ormeggiare. (Pantera, 1614: Jal; Tommaseo e Bellini).

Arméggio1 (Term. poet. sec. XVI). — Attrezzo nautico. Armamento. (B. Baldi; 1590: Crusca; Tommaseo e Bellini). — Sicil. Armiggi: attrezzi di marina.

Arméggio2 (Term. sec. XVII). — Ormeggio. (V. Jal; Tommaseo e Bellini).

ArmeghjuArmegiu, (Còrso). — Ormeggio.

Armeraio (Venez. sec. XV). — V. Armiràgio. (1420: Jal). Anche Armiraio (v. Jal).

Armeria (Term. ant.). — « Luogo dove si ripongono e conservano le armi. Armamentario ». (Crusca).

Armiere (Term. ant. non tosc.). — Armaiolo (v.).

Armiggi (Sicil.). — V. s. Arméggio.

Armighjà (Còrso). — Ormeggiare.

Armiragia (Femm.; basso lat., genov. sec. XIII). — Comando dell'ammiraglio. (1266, 1267: Jal).

Armiràgio (Venez.). — Ammiraglio (il vascello e il generale). Anche Amiragio, Asmiragio [v.], Almirante. — A Venezia Amiragi erano anche gli ispettori dei porti di Lido, di Malamocco e di Chioggia. (V. Jal). — Un Ammiraglio era pure a capo dello Arsenale. (Mutinelli). (V. Ammiraglio).

Armiragius (Basso lat., genov. secolo XIII). — Ammiraglio. (1230, 1264: Jal) Cfr. Armiràgio (venez.).

Armiraglio (Term. ant.). — Ammiraglio. (Jal; Tommaseo e Bellini).

Armiratus (Basso lat.). — Ammiraglio. (1210: Armiratus regni Siciliae: Jal)., Cfr. Almirato (ant.).

Armi subacquee1. — Siluri, torpedini da blocco o mine subacquee, bombe antisommergibili.

ArmizàrArmàr (z dolce), o (un bastimento) (Venez.). — Armare, equipaggiare un bastimento. (V. Jal).

Armizo (con z dolce; Venez.). — Ormeggio. — Ormeggi (gli attrezzi). (V. ant. Armizzo: Jal). Anche Parécio. Armizàr: ormeggiare. (L'uno è il corrispondente fonetico dell'altro; non da armàr: Ive, I dialetti dell'Istria 160. V. Ormeggiare).

Armonia (Term. dei pesc.). — Fondo di mare tra fango e sabbia, coperto di alga minuta e intrecciata, dove abbonda il pesce. (Guglielmotti). V. Fortiera.

Arodare (Ancon. sec. XV). — Derivare. (Benincasa, 1435: Jal).

Arpagonare (Term. ant.). — Afferrare, pigliare o fermare con l'arpagone. — Maneggiare l'arpagone.

Arpagone (Term. ant.). — Ferro lungo, uncinato in punta, usato dai marinai per afferrare. (Tommaseo e Bellini). — Ferro uncinato che serviva alle navi per aggrapparsi tra loro. — Arpagoni (sec. XVII): uncini di ferro, con i quali si fermavano i vascelli. (Pantera, 1614). (Dal lat. harpago, -onis, « rampone per afferrare navi »; greco ἁρπάγη) « rastrello »).

Arpese (Term. ant.). — Sorta di grappa. (Tommaseo e Bellini). Venez. sec. XIV o XV: Arpexe. (Jal).

Arpetta (Genov.). — Canna, a un capo della quale sono legati fortemente tre o quattro ami, usata per pescare i polpi. (Casaccia). V. Bollentino. (Cfr. Arpón. Da una base germ. *harpa: v. Bloch, Dict. étym. I 360; Wörter und Sachen III 71).

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