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Marea. — Fenomeno dovuto alla risultante delle forze di attrazione del Sole e della Luna, che producono oscillazioni verticali periodiche delle acque del mare. La Luna, causa la sua vicinanza alla Terra, ha un'azione preponderante. V. Mareògrafo. Nei punti soggetti alla marea si verificano: un movimento ascendente dell'acqua, detto Flusso, di marea montante o crescente, che culmina con l'Alta marea; un movimento discendente o decrescente, detto Riflusso, che culmina in senso opposto con la Bassa marea. V. Dosana. Teoricamente in ogni giornata lunare (24 ore e 48 minuti) si dovrebbero avere due alte maree e due basse maree, alternandosi le une alle altre ogni 6 ore e 12 minuti. Effettivamente, a seconda delle località, possono aversi tre tipi diversi: — Marea semidiurna: quando si avvicina al tipo teorico e le alte e basse maree del mattino sono uguali o quasi a quelle del pomeriggio; — Marea diurna: quando in un giorno si hanno soltanto un'alta e una bassa marea; — Marea mista: quando si hanno due alte e due basse maree, ma vi è grande ineguaglianza diurna delle altezze. — Marea ascendente o crescente o montante: v. Flusso qui sopra. — Marea calante o giusante o decrescente o discendente: v. Riflusso, s. Marea. V. Giusante. — Marea interna: cambiamenti di livello della superficie di discontinuità che si trova fra lo strato superiore d'acqua leggero (la troposfera dell'oceano) e l'acqua più densa delle profondità (la stratosfera). Fenomeno scoperto nel 1907. — Marea alle quadrature: quella che si produce per effetto della posizione della Luna alle quadrature (primo quarto o ultimo quarto, e cioè con una differenza di 90 gradi o di 6 ore tra la direzione del Sole e quella della Luna). È quella di minore ampiezza, e si manifesta non nel giorno delle quadrature, ma dopo un intervallo di tempo, che varia a seconda della località
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e che si chiama Età della marea. Piquè: Maree delle quadrature. — Marea sizigia, sizigiale: quella che si produce per effetto della posizione della Luna alle sizigie (Luna piena o Luna nuova e cioè nella stessa direzione del Sole). È quella di maggiore ampiezza, e si manifesta non nel giorno delle sizigie, ma dopo un intervallo di tempo, che varia a seconda della località, e che si chiama Età della marea. — Marea stanca: stato della marea corrispondente agli estremi dell'alta e della bassa, quando il livello dell'acqua varia assai lentamente. Comunemente si dice dello stato della corrente di marea corrispondente alle fasi suddette, quando cioè la corrente è debolissima o nulla. — Altezza della marea: altezza del livello delle acque in un dato istante, rispetto al livello di riferimento degli scandagli segnati sulle carte nautiche. — Ampiezza della marea: v. s. Ampiezza. — Àncora di marea: v. s. Àncora (p. 30). — Bacino di marea (v.). — Correnti di marea: v. s. Correnti marine. — Direzione della corrente di marea: quella verso la quale in un dato istante la corrente di marea è diretta; ad un dato intervallo di tempo dall'ora dell'alta marea o della bassa marea di una data località della regione considerata la direzione della corrente è la stessa. La velocità della corrente dipende invece dall'ampiezza della marea nel giorno considerato. V. s. Correnti marine. — Età della marea: intervallo di tempo che separa la marea dai fenomeni astronomici che concorrono a determinarla. Si distingue in Età di fase, intervallo tra le maree sizigie e le maree di quadratura, e le corrispondenti fasi della Luna; Età di parallasse, intervallo tra le maree di apogeo e quelle di perigeo e le corrispondenti posizioni della Luna; Età tropica, intervallo tra le maree tropiche o quelle di equatore e le corrispondenti posizioni della Luna, e cioè alla declinazione massima e alla declinazione zero. Più generalmente si considera l'Età di fase della marea. — Filo di marea: v. s. Filo. — Filone di marea: v. s. Filone. — Grandi maree: maree sizigiali. (Fincati). — Idrometro di marea: v. s. Idrometro. — Letto della marea: v. s. Letto. — Linea cotidiale o cotidale o isorrachia: v. s. Linea. — Livello medio: piano intorno al quale oscilla la superficie dell'acqua in luoghi soggetti a marea. — Livello medio delle alte maree: quello adottato nelle carte nautiche compilate in Italia e in varii altri stati come piano di riferimento delle altezze dei fari. — Livello medio delle basse maree sizigie: quello adottato nelle carte nautiche compilate in Italia e in varii altri stati come piano di riferimento per le profondità delle acque e delle elevazioni terrestri. — Livello medio della carta: nelle carte; nautiche delle regioni soggette a marea, piano convenzionale di riferimento delle profondità delle acque, la cui scelta, variabile a seconda degli stati dove si compilano carte nautiche, è fatta col criterio generale che le acque non discendano al di sotto del piano stesso se non in casi eccezionali, non potendosi adottare il criterio che tale discesa non si verifichi mai, perché ciò costringerebbe a rappresentare sulle carte nautiche come emergenti dall'acqua scogli e tratti di spiaggia che ordinariamente ne sono coperti e non si vedono. Anche Livello di riduzione degli scandagli, Piano di riduzione degli scandagli. — Livello medio del mare: nei luoghi soggetti a marea, piano intorno al quale oscilla la superficie dell'acqua individuato dall'altezza del livello medio del mare rispetto al livello di riferimento degli scandagli segnati sulle carte nautiche. — Onde di marea: le oscillazioni verticali dovute alla marea si propagano negli oceani sotto forma di onde di marea, senza produrre movimenti orizzontali delle acque. Esse hanno generalmente un'altezza di circa 1 metro, una lunghezza di qualche centinaio di miglia e una velocità di circa 500 miglia, all'ora. (Burzagli). — Onda solitaria: quella del maremoto. Può essere negativa (cioè una depressione) o positiva, e propagandosi si modifica in una serie di ondulazioni. Nel primo caso, quando propagandosi arriva su una costa, l'acqua
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dapprima si ritira e poi investe violentemente la costa con impeto che può essere distruttore. — Opere di marea (v.). — Ora dell'alta, della bassa marea: v. sopra. — Riga di marea: v. s. Idrometro. — Stabilimento del porto: intervallo di tempo che intercede nel giorno delle sizigie (e approssimativamente anche gli altri giorni) tra il passaggio al meridiano della Luna e la seguente alta marea in un determinato porto. (Tenani). Anche Ora del porto. — Tavole di marea: quelle che vengono pubblicate per uso dei naviganti e dalle quali si ricavano con appositi calcoli le previsioni circa l'ora dell'alta e della bassa marea in una determinata località, l'altezza della marea e la velocità della corrente in un istante qualunque. — INVESTIRE LA MAREA: v. s. Investire. V. s. Acqua: Colma; Crescente; Empifondo; Cambio; Giusante; venez. Aquaizza; Dosana; Sevente; sicil. Marascata. Sicil. China « alta marea ». Cadamosto: Marea di acqua montante et zozante. (Jal). Disus. Chioma (v.) — Maree atmosferiche: variazioni periodiche diurne della pressione barometrica, che dipendono prevalentemente dalle variazioni diurne della temperatura ed in parte anche dalla attrazione del Sole e della Luna che si esercita sull'aria in modo analogo a quanto si verifica nell'acqua del mare e dei laghi. Anche Maree barometriche. La marea barometrica diurna ha generalmente un periodo doppio, con due massimi verso le 10 a. m. e p. m. e due minimi verso le 4 p. m. e a. m. (Giorgis).

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