Pagina 44

Arpón (Genov.). — Arpagone, rampicone. (V. Arpetta).

Arpone. — Fiòcina. (Cannaviello 14).

Arramari (Catan.). — V. s. Appopparsi.

Arrambaggio (Term. ant.). — V. s. Arrembaggio.

Arrambare (Term. ant.). — V. Arrembare.

Arrammari (Sicil.). — V. s. Arrembare.

Arranca! — Voce d'incitamento ai vogatori d'un'imbarcazione affinché voghino con la massima forza.

Arrancare. — Vogare di forza. V. s. Voga. Ant. Rancare (v.). — Nel linguaggio della manovra navale si usa per Avanzare in opposizione a Rinculare Per esempio: Ancorarsi arrancando in opposizione ad Ancorarsi rinculando. Deriv. disus.: Arrancatura; Arrancatore.

Arrancata. — Uno o più colpi di remo dati con la massima forza e speditezza. — Anche aggettivo nell'espressione: Voga arrancata, cioè di grande forza.

Arrandare (Genov. ant.). — Mettere le navi in mezza carena. (Rossi, Gloss. lig. 20). Anche Ariondare (ivi 109). Arrandare è forse forma sbagliata.

Arrazzâ (Genov.). — Rasare (un vascello). — Radere (un bastimento). Vascello arrazzôu: vascello raso.

Arrecattà[re] (Napol.). — Vogare a gara. V. Recatta. (Jal; De Ritis).

Arredi (Term. sec. XIV, XVII). — Attrezzi di galea. (G. Villani; A. Marchetti: Crusca).

Arreggidori (Term. ant.). — Barili vuoti che si legavano di tratto in tratto alla gómena di un'àncora affondata, per sostenerla e impedirle di toccare il fondo. Stratico: Arreggitori. Genov. Rezidoi, Rezedui. (Jal; Olivieri; Casaccia).

Arremba! — Comando di arrembare.

Arrembaggio. — In Andare o Venire all'arrembaggio. V. Arrembare; Abbordare. Anche Arrembo. Ant. Arrambaggio.

Arrembare. — Dar l'assalto a un bastimento dopo averlo abbordato, venir all'arrembaggio. Ant. anche: Arrambare, sicil. Arrammari. — Intr. Divenire arrembato. Arrembamento, Arrembata, Arrembatura, Arrembatore. (Cfr. rembata, arrombata, ant. arrembarsi « appoggiarsi », genov. ant. arembare « appoggiare » [Rossi, Gloss. lig. 19]; arembamentum, arembator [basso lat.] « parapetto »; còrso sett. arimbà « appoggiare », arimbu « appoggio », sicil. arrammari anche « afferrare [primo senso]; arraffare » ecc.: Arch. Glott. VIII 325, XIII 115, XIV 388).

Arrembo. — Arrembamento, arrembaggio.

Arremeggià[re] (Napol.). — Ormeggiare (v.).

Arrenamento. — L'arrenare.

Arrenare (Intr.). — Di nave che dà in secco. (Fu usato anche Arenarsi; ma Arenare è forma sbagliata, perché questo verbo non è un semplice derivato di arena, ma un composto di a e rena, come Arrivare di a e riva). In genov. Amurrâ, Arrenâse. (It. Dial. X 193).

Arrendersi. — V. s. Ammainare.

Arrestatoio1. — Congegno metallico fissato a poppavia dell'occhio di cubìa, lungo il cammino della catena dell'àncora, destinato a trattenere temporaneamente la catena medesima, quando nel salpare sia necessario sospendere il lavoro; ed anche, dopo aver affondato l'àncora e filato la quantità di catena voluta, a fermarla provvisoriamente nel tempo necessario per abbozzarla definitivamente e abbittarla. V. Abbittare. Laugieri: Arrestatori. Anche Strozzatoio. Ancon. Gnara.

Arretallo. — Giacchio (v.). Arretalus (sardo).

Arriare (Dal genov. Arriâ). — Voce oggi comunemente usata nella Marina mercantile in luogo di Ammainare e Filare, particolarmente nel maneggio di paranchi, alberi di carico e verricelli, durante il carico e lo scarico delle merci. Spagn., portogh. Arriar: ammainare; còrso Arrià. (V. Jal.).

Arricavo. — Anche: Arrecavo, Recavo, Ricavo. — Dormiente (v.). (Bardesono). (Il Guglielmotti dà un arrecavo venez., che manca ai vocabolari venez., e non può essere tale).

| p. 43
p. 44
p. 45 |