Mezzanus (Basso lat., genov. sec. XIII). — Pezzo di legno usato per costruire l'incinta delle galere. (Jal; Rossi, Gloss. lig. 67: Quatuor mezanos a galea qui sint in latitudine et in longitudine cubitos tresdecim).
Mezzaora (Term. it. marinai austriaci).
— Molla (II). (Dabovich).
Mezzapoppa (Term. non usato). — Parte centrale della poppa. (Guglielmotti).
Mezzaruola (Term. ant.). — Misura di 3 secchi o 32 bottiglie. (Stratico).
Mezzaruota. — Il mezzo della ruota di poppa e di prua. (Guglielmotti).
Mezzasàrtia. — Canapo mezzo torticcio. Sartietta. (Guglielmotti).
Non si usa, né dalla spiegazione si comprende esattamente il significato. Se si vuole indicare una piccola sàrtia si dice Sartiola.
Mezzaterza. — La campana dell'arsenale a Venezia, al suono della quale gli arsenalotti dovevano entrare alle officine. (Corazzini).
Mezzavela. — Ognuna delle due piccola vele triangolari messe a destra e a sinistra dell'albero nei bastimenti latini, quando vanno in poppa con vento leggero.
— Piccole vele triangolari simili ai fiocchi: Polaccone (anche Pollaccone) e Cecarola. (Guglielmotti).
Mezza voga! — Voce di comando di un padrone di palischermo. (Parrilli, II 666). Non si usa. Vorrebbe significare: vogare a palate corte e lente. Si dice: Voga adagio !
Mezzeria. — V.
Mezzanìa.
Mezzi officiali (Term. sec. XVII). — Sottufficiali, in numero di nove, nella galera. (Crescenzio, 1602, p. 85).
Mezzi-travi (Venez.). — Mezzi bagli dei boccaporti. (Corazzini). Si chiamano Barrotti.
Mezzi venti (Term. sec. XVI, XVII).
— Così erano detti dai marinai gli 8 venti che spirano tra gli 8 principali (greco tramontana, greco levante, ecc.). (Ruscelli; Falconi; Pantera; Garzoni 877). (Tommaseo e Bellini). Venez. Mezovento. V.
Intieri.
Mezzo1. — Sulle navi da guerra, l'imbarcazione adoperata per andare a terra, e per tornare a bordo. Mezzo degli ufficiali; Mezzo dei franchi; Mezzo degli spenditori.
—
Mezzi d'orario: imbarcazioni che muovono a ore fisse, stabilite dai regolamenti.
— Ancon.
Mèzo: barca che fa il servizio di traghettare.
— Ancon.: traghettatore (uomo).
—
FÀ EL MEZO (ancon.): traghettare.
Mezzo2. —
Caricammezzo (v.). (Parrilli).
—
Mezzi: imbrogli di mezzo (Fincati).
—
Mezzi laterali di vela: quelli incappellati ai coccinelli più vicini alla bugna.
—
Guida dei mezzi: sui grandi velieri i caricamezzi passano dentro canestrelli di legno cuciti ai ferzi, quindi per bozzelletti alla guida del pennone, e infine per i bozzelli della coffa, dai quali scendono in murata: ciò allo scopo di mantenere la vela serrata contro il pennone ed evitare nocivi sbattimenti quando viene imbrogliata. Il sistema di canestrelli e bozzelletti costituisce le guide dei mezzi.
Mezzo3:
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Albero di mezzo: v. s.
Albero (p. 16).
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Camera di mezzo (sec. XVII): camera della galea, nella quale si tenevano le vele, una parte del sartiame, le merci, le robe dei passeggeri, le armi, e le altre provvisioni. (Pantera 46). V.
Camera di prora (s.
Prora).
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Ingiaro del mezzo: v. s.
Ingiaro.
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Linea del mezzo: v. s.
Linea.
—
In mezzo: dicesi del timone posto esattamente nella direzione della chiglia, ossia nel piano longitudinale della nave, in modo da non produrre nessun movimento angolare di quest'ultima.
— Voce di comando relativa: Timone in mezzo !
Mezzo a mezzo. — D'un bastimento, il quale, navigando su una fiumara o in un canale, si tiene nel mezzo della corrente. (Parrilli).
Non si usa; si dice Tenersi a mezzo canale o sull'asse del canale, della corrente, ecc.