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Moccare. — Munire di mocche isolanti gli stragli e manovre dette s. Mocca.

Mòdano. — Legnetto col quale si formano tutte d'una misura le maglie delle reti. Genov. Aspetta.

Modellare. — Rilevare un garbo dal tracciato alla sala. (Stratico, III 205; Laugieri).

Modelli (Sala dei ~). — Sala a tracciare: v. s. Garbo.

Modellisti. — V. s. Operai.

Modèlo (d'una nave) (Venez.). — Garbato. — Garbo (d'un dato membro della nave).

Modiolicoltura. — Coltivazione delle modiole (cozze pelose: molluschi dell'ordine dei lamellibranchi).

Modioni (Terrn. disus.). — Fantinetti. (Dabovich). (Venez., triest. modión « modiglione »).

Modua. — V. s. Muta.

Mofuma. — Albero dell'Etiopia che dà legname usato per costruire barche. (Corazzini).

Moiana (Term. sec. XVI, XVII). — Pezzo piccolo di artiglieria, usato sulle galere e sui galeoni. Se ne metteva uno per parte del cannone di corsia. V. Sagro. (Stratico; Parrilli; Guglielmotti; Tramater; Tommaseo e Bellini; Zaccaria, Elemento iber. 272). (Dallo spagn. ant. moyana « sorta di colubrina »).

Moinello (Genov.). — V. Mulinello.

Mola (Basso lat., genov. sec. XIII, XV). — Duglia. (1268, 1441: Jal; Guglielmotti).

MolabeMolave, (Vitex altissima; Vitex geniculata). — Arbusti delle Filippine che danno un legno resistentissimo, molto adatto per la costruzione dell'ossatura delle navi.

Molare (Term. sec. XVII). — Mollare. (Crescenzio, 1602, p. 121, 142). — MOLAR LE VELE (venez. sec. XVIII): v. Desfiorir le vele. — MOLAR AQUA (venez.): far acqua.

Molendinus (Basso lat., genov. secolo XV). — Mulino su ogni bastimento da guerra armato. (Stat. genov., 1441: Jal).

Molente (Polésine). — Movimento di ritorno dell'acqua dovuto a un mulino galleggiante. (Lorenzi, Riv. Geogr. It. XV 82).

Moletta (Term. non usato). — Nome con cui il Corazzini rende il portogh. Muleta (v.).

Moletto. — Dimin. di Molo. (Guglielmotti).

Molinello: — Molinello d'afforco: attrezzo costituito da due coppie di penzoli di catena di poche maglie, ammanigliate ciascuna alla base di un pezzo triangolare di ferro e collegate tra loro mediante una maglia centrale a perno, le cui estremità sono ammanigliate ai vertici dei due pezzi triangolari. Disponendo sul ponte il molinello in chiaro, per prepararlo all'impiego, esso assume una forma ad X le cui gambe sono costituite dai quattro penzoli. Si adopera per afforcarsi in maniera che le catene delle due àncore non si attorciglino tra loro o, come si dice in linguaggio marinaresco, non prendano delle volte quando la nave gira intorno alle àncore. Ha però l'inconveniente di richiedere tempo e lavoro considerevoli per mettersi e togliersi da posto. È adoperato dalle navi da guerra nelle lunghe permanenze in quegli ancoraggi dove è necessario avere due àncore a fondo e dove il periodico alternarsi delle due opposte correnti di marea obbliga la nave a frequenti rotazioni intorno alle proprie àncore. Il molinello d'afforco guarnito a posto rimane all'esterno e in prossimità della prora della nave poco al disopra o al disotto dell'acqua; le due catene che vengono dal fondo convergono verso di esso e da esso si dipartono ad X i prolungamenti delle catene stesse che vanno verso il bordo; sicché la nave può rotare liberamente intorno al perno del molinello. — Mulinello del loche (ant.): tamburo del loche, cioè del solcometro, intorno al quale si avvolge la sagola. (Stratico, I 272). — V. anche Mulinello.

Molinetto. — Maglia della catena disposta in modo che può girare nella maglia vicina, senza far girare in pari tempo tutta la catena. (Fincati). Non si usa. Si chiama Molinello o Mulinello, e più comunemente Tornichetto.

Molla1 (Term. disus.). — Imbozzatura (cavo.). (Laugieri).
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— (Basso lat., genov. sec. XIII): duglia. V. Mola. (Jal).

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