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Molleggiare. — Frequentativo di Mollare. Deriv. Molleggiata. Non si usa in questo senso. (Guglielmotti). — MOLLEGGIARE UN CAVO, UNA CATENA IN LAVORO: fargli subire delle inflessioni spingendolo con la mano o, più comunemente, col piede per verificare che lo stato di tensione non arrivi a limiti pericolosi.

Mollente (Venez.). — Acqua di poco corso. (Stratico, Appendice). V. Molente.

Molluschicoltura. — Allevamento dei molluschi, comprendente la Mitilicoltura, la Modiolicoltura, la Ostricoltura.

Molo. — Struttura in muratura destinata ad assicurare la tranquillità delle acque nel bacino da essa limitato verso il mare aperto, arrestando il cammino dei flutti provenienti dal largo: talvolta ha anche lo scopo di proteggere il bacino dagl'interrimenti. Il molo si distingue dalle altre opere di difesa dei porti, perché è radicato a terra e l'accesso ad esso è possibile e necessario per l'utilizzazione della fronte interna per l'ormeggio delle navi. Tarant. Muèrvolo. V. Gettata; Berma. Nei riguardi della forma della sezione trasversale /traversale/ i moli si distinguono in: — Molo a gettata: quello del tipo a sezione trasversale trapezia, costituito da un ammasso di blocchi lapidei, naturali o artificiali, eretti direttamente nel fondo. I moli a gettata hanno in genere la scarpa esterna a pendenza assai tenue e rivestita con scogli o con massi artificiali. Per ridurre il volume della struttura ed anche, talvolta, per rendere il tipo attaccabile, i moli a gettata vengono rivestiti con massi artificiali disposti a filari regolari, generalmente a gradinata. — Molo a parete verticale: quello del tipo a sezione trasversale rettangolare, costituito come una vera e propria muraglia con struttura omogenea e compatta, eretta direttamente nel fondo. Questo tipo richiede la presenza di un fondo molto resistente, così che la massa muraria non possa venire scalzata ed inoltre ha necessità di una esecuzione perfetta, così che praticamente può essere applicato soltanto ai fondali non superiori a circa 12 metri. (Baistrocchi). — Molo del tipo misto: quello costituito da una scogliera gettata direttamente sul fondo del mare e spianata orizzontalmente a fondale di metri otto a dodici, detta sottostruttura o Imbasamento; da una Infrastruttura in massi artificiali, calcestruzzo monolitico o muratura a pareti verticali, spinta fino alla superficie o poco al disopra, e di una Soprastruttura in muratura o calcestruzzo monolitico, totalmente emergente e per lo più sistemata a banchina di traffico. (Baistrocchi). Nei riguardi della loro disposizione i moli si distinguono in: — Moli convergenti con molo principale a protezione della bocca del porto: quelli generalmente costruiti nei porti di mari interni quando una prominenza della costa offra già un certo ridosso. Il molo principale o sopraflutto è disposto in modo da proteggere dalla traversìa; l'altro, secondario o sottoflutto, a ridosso del primo, è disposto in modo da proteggere dalla traversìa secondaria e da lasciare un varco per l'entrata al bacino racchiuso tra i due moli, mentre lo specchio esterno al molo secondario costituisce l'avamporto. — Moli convergenti con antemurale a protezione della bocca del porto: quelli generalmente costruiti nei porti di modeste proporzioni. Il bacino racchiuso dai due moli costituisce il porto interno; la parte a ridosso dell'antemurale fa da porto esterno, accessibile secondo la direzione del mare e del vento dall'una o dall'altra delle due entrate comprese tra le testate dei moli e l'antemurale. Questo tipo di disposizione si presta anche per scopi di difesa militare. — Molo unico: quello costruito nei porti nei quali il settore di traversia è poco aperto e raccolto tutto da un lato della costa. — Molo guardiano: quello costruito alla bocca di un porto-canale, accessibile dalla costa. Guglielmotti: Guardiano. — A Venezia è detto Molo un tratto della Riva degli Schiavoni.
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Molo galleggiante: frangionde (v.). — Poles. Molo: repellente costruito di pietre cementate a sezione rettangolare o trapezia, e lati poco pendenti. (Lorenzi, Riv. Geogr. It. XV 156; Turazza, Costruzioni idrauliche 400). (M. Villani, ecc.: Crusca. Genov. Mö. Chron. Farfense; Chron. Andreae Danduli: molum; Ann. genov., 1227, 1284: modulus; Sanudo V 938: muolo; Crescenzio 542: molli, plur.; basso lat. franc. moles: 1168, Breviarium hist. Pisanae: mola « argine »: [Du Cange]; greco tardo μῶλος D'Ovidio, Arch. Glott. XIII 370-373; Kretschmer, Zeitschr. Rom. Philol. XXIX 456-458; Salvioni, Rendic. Ist. Lomb. s. II, v. XXXIX 616).

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