Moro. — I Mori erano usati come schiavi sulle galere. V. s.
Morlacco.
Morröa (Genov.). — Mazzamurro.
Morsa. — Ciascuno dei sostegni di legno o di ferro sui quali poggiano le imbarcazioni rientrate in nave, che si tengono sui ponti scoperti. Sono sagomati secondo il profilo della carena della imbarcazione, alla quale sono destinati, e ricoperti di cuoio per non danneggiarne il fasciame. Per ogni imbarcazione ne occorre una coppia, una a prora e l'altra a poppa e talvolta anche una terza morsa nel mezzo. Le morse sono generalmente abbattibili per facilitare la manovra di rimozione delle varie imbarcazioni. Talvolta sono sistemate su di una intelaiatura scorrevole. (Stratico, Parrilli, ecc.).
V.
Cavalletto,
Calastre, Nave (In ―).
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Morse galleggianti: cassoni forniti di una valvola d'immissione, e di una tromba idraulica per ognuno, onde farli immergere e poi emergere a volontà, e sui quali sono collocate delle grandi taccate atte ad aderire ai garbi di una nave. Esse servono a sollevare le parti estreme della carena, quando occorra ripararne la fodera, o durante il disarmo d'una nave. (Parrilli).
Si chiamano Zatteroni: galleggianti ed allagabili. Si usano in certi bacini galleggianti o a sistema di sollevamento idraulico, per mettere la nave a secco sugli zatteroni stessi, riducendo l'uso del bacino al solo tempo necessario per la manovra di immersione e di sollevamento, senza tenerlo impegnato per tutta la durata dei lavori di carenamento.
Morsata1 (Basso lat., napol. sec. XIII). — In Doc. nap. del 1275 si legge: Fila duo de morsatis, et in cinta sunt interius de morsatis. Paramisale et morsatae de plano sint de robore. (Guglielmotti). Il Guglielmotti interpreta: « Addentatura maggiore e stretta quasi col morso ». Anche venez. sec. XIV o XV: Morsade dentro. (Jal; Corazzini).
Sembra che morsata possa significare: Corso di fasciame posto ad incastro.
Le morsatae de plano potrebbero essere quindi i corsi costituenti i paramezzali laterali che debbono essere di legno robusto (quercia o rovere), e così pure i corsi di cinta che debbono avere particolare robustezza.
Morsata2. — Gruppo di mozziconi di alghe sul fondo del mare, con grosse radici e ceppaie, dove abbonda il pesce. Anche Morzata. (Guglielmotti). (")
Morsatura. — Incastro. (Stratico, I, Appendice).
Morsello1. — Treccia a tralice fatta con filacce di cavo usato, per legature provvisorie, per stroppi da remo, ecc. (Imperato). Anche Muscello (merid.) (Bardesono); Pantera: Moscelli. Falconi: Muscelli «funicelle vecchie». V.
Musselli.
V.
Ammorsellare.
— Sicil.
Musceddi: corde della tonnara.
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Morselli: cavi corti per varii usi. (Stratico).
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Morsello (ant.): sferza del profosso (carceriere di soldati e marinai). (Stratico, III 205).
Morsello2. — Esca. Non Marsello, com'è stampato, per errore, s.
Esca (p. 239).
Morsicarsi. — Imboccarsi, impegnarsi (d'un cavo, ecc.). (Dabovich). Non usato.
Morso (Venez. sec. XIV o XV). — Di senso dubbio. (Fabbrica di galere: Jal).
Mortaio1. — Parte inferiore della custodia della bussola marina, dalla forma di mortaio. (Corazzini). V.
Chiesuola.
Mortaretto. — Gotto delle pompe. (Fincati; Laugieri). Stratico: Mortaletto della tromba, Gotto. Non si usa.
Morte1. — Bigotta a canali con un solo e grande foro slargato nel mezzo avente tre canaletti per il passaggio delle ride, scanalato a gola nella sua circonferenza. Si fissa all'estremità degli stragli per tesarli a ferro, ed è più leggera delle bigotte comuni. (Fincati). Anche Mocca (Piquè, s. Morte).
(Detta così perché vista di prospetto rassembra un teschio, per la sua figura e pei tre canaletti incavati nel largo foro centrale. Guglielmotti).