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Natta2 (Genov.). — Sughero. (V. Prati, It. Dial. VI 265).

Nattello (Genov.). — Segnale o sostegno della rete (pezzo di sughero che galleggia). (Frisoni). — Nizz. Nateu: grosso pezzo di sughero, usato dai pescatori. (Dal genov. natta [v.]).

Naturale: — Ordine naturale: v. s. Ordine. — Porto naturale: v. s. Porto.

NaucheriosNaucheriusNaucherus, , (Ligure ant.). — Nocchiero (v.).

Nauchieri (Lucch. ant.). — Nocchiere. (Salvioni, Arch. Glott. XVI 457-458).

Naucler (Venez. ant.). — Nocchiero (v.).

Nauclerius (Basso lat. sec. XIII, XIV). — Nocchiere. Stat. venez., 1255; Stat. genov., 1330, 1340: Nauclerii vero dictarum galearum et cuiuslibet earum habeant et habere debeant et tueantur arma infrascripta eorum propria, videlicet cervelariam (cervelliera, casco) bonam, collaretum de ferro (v.), spatam unam et gradium (daga) de latere. (Jal).

Naucleus (Basso lat.). — Nocchiere. (Ann. de Caffaro: Muratori VI 253: Jal).

Nauclierius (Basso lat., pis. secolo XIII). — Nocchiere. (1264: Jal).

Naufragante1 (Part. pres.). — Che naufraga. Gire o Andare naufragante: naufragare. (Fagiuoli: Gherardini).

Naufragante2 (Term. sec. XVII). — Naufrago. (Ségneri; Menzini).

Naufragare (Indic. pres. Nàufrago, Nàufraghi). — Fare naufragio. (Bartoli, ecc.). — NAUFRAGARE IN PORTO: quando la nave è fuori di pericolo. (Petrocchi). Anche Far naufragio in porto. (Dal lat. naufragare).

Naufragatore. — Nome disapprovato per Naufrago. (F. Manfroni, Diz. di voci impure od improprie, Torino, 1901).

Naufragio1. — La totale sommersione e perdita di una nave causate da sinistro marittimo. Secondo il diritto marittimo si ha il naufragio anche quando la nave, pur non trovandosi in tali condizioni, sia così sconquassata da non poter più servire alla navigazione; si ha invece la rottura quando la nave, per avere urtato in altre navi, o in uno scoglio, ovvero per altre cause, non possa più correre il mare o compiere il viaggio intrapreso o da intraprendere. Nell'imminenza della perdita della nave, quando siano riusciti vani tutti gli sforzi per evitarla, il comandante deve provvedere prima alla salvezza del personale e poscia al ricupero, se possibile, dei documenti, dei valori e del materiale. Dopo aver fatto mettere in salvo gli invalidi, gli ammalati o feriti, i passeggeri (dando la precedenza alle donne e ai fanciulli), l'equipaggio con gli ufficiali, egli scende per ultimo da bordo. Procura di mettere in salvo i documenti più importanti, il giornale di chiesuola e quello di macchina, il ruolo generale dell'equipaggio, i valori esistenti in cassa ed i viveri che ritiene necessari ai naufraghi. Qualora il sinistro consenta anche al ricupero di materiali, è dovere del comandante di dirigere personalmente le operazioni. Per l'abbandono della nave il comandante sente il parere consultivo del consiglio straordinario di bordo, quando è possibile riunirlo. L'autorità marittima nel regno e l'autorità consolare all'estero, in caso di naufragio di una nave mercantile debbono eseguire un'inchiesta sulle cause e sulla responsabilità del sinistro. Se il parere della commissione d'inchiesta attribuisce il fatto a imperizia, negligenza, colpa, dolo, o inosservanza dei regolamenti, di ordini o di disciplina da parte della persona preposta al comando della nave, ovvero di altre persone imbarcate o anche di estranei, il verbale d'inchiesta deve essere spedito al procuratore del re per l'eventuale procedimento. Le cause più frequenti di naufragio sono però di natura fisica. Per la marina velica in legno: la furia dell'uragano. Ma per la marina a vapore, detta furia è assai meno pericolosa; sicché in passato i naufragi erano molto più frequenti. Con l'aumento dell'intensità del traffico su talune rotte e col crescere della velocità dei piroscafi è aumentato nei tempi moderni il pericolo derivante dalla nebbia; come pure è aumentato il numero dei naufragi per incendi derivati da corti circuiti, combustioni spontanee, ecc.
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Le gravi conseguenze dei naufragi che si verificavano in passato sono state molto alleviate dopo l'invenzione della radiotelegrafia e la sua adozione a bordo. Il segnale S. O. S. lanciato da una nave in pericolo fa obbligo a tutte le navi che lo ricevono, e che si trovano a distanza utile, di accorrere in soccorso. Per prevenire i pericoli inerenti all'esercizio della navigazione e per alleviare le gravi conseguenze dei naufragi e dei sinistri marittimi in genere, sono di grande utilità le norme internazionali per la sicurezza della vita umana in mare. In tempi andati esisteva il diritto di naufragio, usanza che consisteva nell'abbandonare i naufraghi e i loro beni alla mercé dei rivieraschi. (V. Encicl. It. XXIV 317-318; Parrilli; Jal; Guglielmotti). V. Infortunio marittimo /Inforunio marittimo/; Albinaggio. — FARE, SOFFRIRE NAUFRAGIO. Far naufragio anche nel Garzoni (879). — Ant. SENTIRE NAUFRAGIO: patire naufragio. (Guido delle Colonne: Tommaseo e Bellini). — Naufragio (figur. poet.): rottame, avanzo d'un naufragio. (Filicaja; Crusca). (Dal lat. naufragium).

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